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Legge di Bilancio 2026: le principali novità in materia ambientale

Illustrazione concettuale su cubi di legno delle novità ambientali nella Legge di Bilancio 2026: normativa, controlli e tutela del territorio.

International environmental law concept. Climate or environmental justice. Environmental regulations for sustainable business corporate and industry. International law for environmental protection.

La Legge di Bilancio 2026 ridisegna alcuni punti importanti del panorama normativo ambientale. Dalla proroga sui limiti PFAS, alle esclusioni per l’iscrizione al RENTRI, fino alle semplificazioni per le terre e rocce da scavo e ai nuovi fondi per la prevenzione sanitaria nei Siti di Interesse Nazionale (SIN).
Ecco un quadro delle principali novità introdotte dalla Legge n.199 del 30 dicembre 2025.

Le novità normative della Legge 199/2025

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge 30 dicembre 2025, n. 199, entrata in vigore il 1° gennaio 2026, il legislatore ha inserito nel “pacchetto fiscale” anche alcune disposizioni di interesse per il settore ambientale. Le modifiche, che in alcuni casi impattano direttamente sul TUA (d.lgs. 152/2006), incidono sull’operatività e sui criteri di gestione. Analizziamo alcuni degli aspetti più significativi.

Controllo PFAS nelle acque: proroghe e deroghe

Con quanto disposto nei commi 622 e 623, la Legge di Bilancio 2026 concede un allentamento temporaneo e una deroga specifica sui controlli dei PFAS (sostanze perfluoroalchiliche) nelle acque destinate al consumo umano.
Il Decreto Legislativo 18/2023 (che ha recepito la direttiva europea sulle acque) aveva fissato la scadenza per far scattare l’obbligo di rispettare i limiti per la Somma di 4 PFAS a gennaio 2026; tale scadenza viene ora spostata in avanti di sei mesi. La legge stabilisce inoltre che, fino alla nuova scadenza, sei molecole specifiche (denominate ADV) non devono essere sommate nel calcolo del limite totale di PFAS.
In particolare i due nuovi commi della Legge di Bilancio specificano quanto segue:

RENTRI: ridefinito il perimetro dei soggetti obbligati all’iscrizione

Il comma 789 della Legge di Bilancio interviene in maniera diretta sulla disciplina del Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti (RENTRI). La norma sostituisce infatti il comma 3-bis dell’articolo 188-bis (Sistema di tracciabilità dei rifiuti) del D.Lgs. 152/2006.

In particolare, il nuovo comma 3-bis – riscritto dalla Legge di Bilancio 2026 – elimina dall’elenco dei soggetti tenuti ad iscriversi al Registro elettronico nazionale il riferimento ai Consorzi istituiti per il recupero e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti ed aggiunge, in chiusura, ulteriori esclusioni:

«Sono esclusi dall’obbligo di iscrizione al suddetto Registro elettronico nazionale:
a) i Consorzi ovvero i sistemi di gestione in forma individuale o collettiva, di cui all’articolo 237, comma 1;
b) i produttori di rifiuti a cui si applicano le disposizioni di cui all’articolo 190, commi 5 e 6».

Terre e rocce da scavo: estese le semplificazioni

Un altro punto di rilevo dell’intervento ambientale si trova al comma 829, che amplia lo spettro d’azione del nuovo regolamento di semplificazione per le terre e rocce da scavo, previsto dal Decreto-Legge 13/2023 (convertito con modificazioni dalla Legge 21 aprile 2023, n. 41).
La nuova norma introduce dopo la lettera d) dell’articolo 48, comma 1, del decreto-legge 24 febbraio 2023, n. 13 la lettera d-bis), che riporta quanto segue:

«d-bis) ai residui di lavorazione di materiali lapidei, alle terre e rocce da scavo provenienti da affioramenti geologici naturali contenenti amianto e ai sedimenti escavati negli alvei dei corpi idrici superficiali e del reticolo idrografico, in zone golenali di corsi d’acqua, di spiagge, di fondali lacustri e di invasi artificiali, nonché di fondali marini e portuali, derivanti da attività finalizzate alla realizzazione di un’opera».

Inquinamento e patologie: fondi per la diagnosi precoce nei siti contaminati

Infine, la Legge di Bilancio 2026 pone un forte accento sul nesso tra esposizione all’inquinamento ambientale e potenziali patologie umane. I commi da 954 a 956 autorizzano una spesa di 2 milioni di euro per gli anni 2026 e 2027.
Tali fondi sono destinati a un programma nazionale di screening mirato, che ha l’obiettivo di individuare precocemente potenziali malattie causate da esposizioni a sostanze inquinanti e valutare interventi di prevenzione, con particolare riferimento ai Siti di Interesse Nazionale (SIN) per le bonifiche.
Di seguito il testo completo dei commi richiamati:

Strumenti e risorse per l’approfondimento

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