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Mascherine protettive e smaltimento: sono rifiuti urbani?

A seguito della Pandemia da Covid-19 l’utilizzo di mascherine ha posto problemi legati anche allo smaltimento come rifiuti urbani o speciali. Sull’argomento si sono avvicendati uno studio SNPA, il Rapporto n.26 del 19 maggio 2020 di ISPRA e ISS con le indicazioni sulla classificazione e la corretta gestione, smaltimento compreso dei DPI usati. Sul problema dello smaltimento è intervenuto anche il DL Rilancio (che prevede l’emanazione di Linee guida dal Ministero Ambiente per la raccolta di DPI presso grande distribuzione, PA, terziario, altre attività economiche e produttive).
Torniamo sul tema della corretta identificazione della mascherina come DPI e sul suo successivo smaltimento alla luce dellea normativa ambientale con una riflessione di S.Casarrubia (avvocato) sulle colonne di Ambiente&Sicurezza sul lavoro (n.8/2020 – SFOGLIA L’INDICE) nell’articolo: “DPI per ridurre il contagio da COVID-19 nei luoghi di lavoro”.

La mascherina come dispositivo di protezione individuale

Va subito chiarito che la mascherina utilizzata per prevenire o ridurre il rischio di contagio (come ogni altro accessorio impiegato per la medesima finalità, per esempio, i guanti monouso) è un dispositivo di protezione individuale ai sensi dell’art. 74 del D.Lgs. n. 81/2008, in base al quale “ai fini del presente decreto si intende per dispositivo di protezione individuale, di seguito denominato «DPI», qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo”.
Per giurisprudenza costante, “la categoria dei DPI deve essere, quindi, definita in ragione della concreta finalizzazione delle attrezzature, degli indumenti e dei complementi o accessori alla protezione del lavoratore dai rischi per la salute e la sicurezza esistenti nelle lavorazioni svolte, a prescindere dalla espressa qualificazione in tal senso da parte del documento di valutazione dei rischi e dagli obblighi di fornitura e manutenzione contemplati nel contratto collettivo” (cfr. Cass. civ. Sez. lavoro, n. 32695/2019).
Del resto, ai sensi della circolare n. 34/1999 del Ministro del Lavoro e Previdenza Sociale, “rientrano, ad esempio, tra i dispositivi di protezione individuale (DPI) […]gli indumenti per evitare il contatto con sostanze nocive, tossiche, corrosive o con agenti biologici, ecc.”.
Orbene, si è ritenuto di sottolineare questo aspetto perché da ciò deriva che, in quanto DPI nel senso proprio del termine, le mascherine, dopo il loro uso, vanno smaltite con una procedura aziendale interna.

Mascherine e orientamenti ISS/ISPRA sulla gestione dei DPI usati come rifiuti

L’Istituto Superiore della Sanità, con il Rapporto n. 26 del 18 maggio 2020, ai fini dello smaltimento di mascherine e guanti, distingue tre situazioni:

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