Site icon InSic

Rapporto biennale sul personale maschile e femminile: guida a scadenze, invio e sanzioni

Rapporto Biennale Parità di Genere 2024-2025.

Il monitoraggio della parità di genere diventa un asset strategico per le aziende con oltre 50 dipendenti.

C’è tempo fino al 30 aprile 2026 per trasmettere il Rapporto biennale relativo alla situazione del personale maschile e femminile per il periodo 2024/2025.
L’adempimento è obbligatorio per le aziende pubbliche e private con più di 50 dipendenti.

Rapporto biennale pari opportunità 2024/2025

Dal 1° marzo 2026, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha reso disponibile sul portale Servizi Lavoro (accessibile tramite SPID o CIE del legale rappresentante o soggetto abilitato) l’applicativo per la redazione del Rapporto biennale sulla situazione del personale maschile e femminile.
L’adempimento, previsto dall’art. 46 del D.Lgs. 198/2006 (Codice delle Pari Opportunità), segue le modalità operative definite dal Decreto interministeriale del 3 giugno 2024, che ha aggiornato le regole di trasmissione abrogando le precedenti disposizioni.

Semplificazioni e supporto tecnico

Per agevolare le aziende, l’applicativo ministeriale consente di utilizzare i dati della precedente rilevazione, permettendo un aggiornamento rapido delle informazioni già presenti nel sistema. In caso di difficoltà tecniche o dubbi procedurali, è disponibile una sezione dedicata nell’URP Online del Ministero del Lavoro.

Chi è obbligato alla compilazione?

L’invio del rapporto è obbligatorio per tutte le aziende, pubbliche e private, che occupano più di 50 dipendenti. Per le realtà con un organico inferiore, la partecipazione resta su base volontaria, rappresentando comunque un requisito premiante per l’accesso a certificazioni o agevolazioni.

Violazioni, sanzioni e controlli INL

La mancata trasmissione da parte di ogni singola azienda, tra quelle rientranti nell’obbligo sul
fronte dimensionale determina l’applicazione di specifiche sanzioni (di cui all’art. 11 del D.P.R. 19 marzo 1955, n. 520), fino alla sospensione dei benefici contributivi, quando goduti dall’azienda, in caso di non ottemperanza dell’obbligo per oltre 12 mesi dall’invito alla regolarizzazione da parte dell’Ispettorato.

All’Ispettorato Nazionale del Lavoro spetta la verifica della rispondenza dei dati contenuti nel Rapporto
sul personale, trasmesso dalle aziende, alla situazione reale; nel caso in cui tale verifica porti ad
evidenziare dati non veritieri o incompleti sono previste sanzioni amministrative pecuniarie da 1.000 a 5.000 euro (art. 46, comma 4-bis, d.lgs. 11 aprile 2006, n. 198, Codice delle Pari Opportunità).

Scadenza per il biennio 2022/2023

Le aziende che non hanno ancora concluso il caricamento dei dati relativi al precedente biennio (2022/2023) hanno un’ultima finestra temporale: il termine ultimo per regolarizzare la posizione è fissato al 15 marzo 2026.

L’importanza del Rapporto nelle gare pubbliche e PNRR

Oltre alla funzione di monitoraggio contro le discriminazioni, il Rapporto è un requisito essenziale per il Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023, artt. 61 e 94). È obbligatorio per i soggetti che partecipano a procedure di affidamento finanziate con risorse PNRR e PNC.

Fino alla scadenza prevista, le aziende che intendono partecipare a procedure pubbliche per le quali sia richiesta la presentazione del rapporto biennale potranno presentare copia di quello riferito al precedente biennio (2022/2023), integrando la documentazione con il rapporto per il biennio 2024/2025 entro il termine ultimo del 30 aprile 2026.

Strumenti e risorse per l’approfondimento

Arricchisci le tue conoscenze in materia con i libri di EPC Editore e i corsi di formazione dell’Istituto Informa:

Una squadra di professionisti editoriali ed esperti nelle tematiche della salute e sicurezza sul lavoro, prevenzione incendi, tutela dell’ambiente, edilizia, security e privacy. Da oltre 20 anni alla guida del canale di informazione online di EPC Editore

Exit mobile version