Come gestire i rischi per la sicurezza sul lavoro derivanti dal cambiamento climatico? La risposta arriva dalla ISO/PAS 45007:2026. Questo nuovo documento tecnico fornisce alle organizzazioni linee guida per gestire i rischi derivanti dal cambiamento climatico e dalle relative azioni di mitigazione.
Un’evoluzione tecnica che si muove in perfetta sinergia con il nuovo panorama normativo italiano che ha visto la recente istituzione dell’Osservatorio Nazionale per l’Adattamento ai cambiamenti climatici presso il MASE.
Scopriamo di più.
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Cosa prevede la ISO/PAS 45007:2026?
L’Organizzazione Internazionale per la Normazione (ISO) ha rilasciato, a gennaio 2026, la ISO/PAS 45007:2026, dal titolo “Gestione della salute e sicurezza sul lavoro – Rischi derivanti dal cambiamento climatico e dall’azione sul cambiamento climatico – Linee guida per le organizzazioni”.
Questo documento tecnico, elaborato dal Comitato ISO/TC 283 (lo stesso della ISO 45001), vuole essere una bussola per le aziende di ogni dimensione, incluse le PMI. La realizzazione della ISO prende infatti le mosse dalla necessità che le organizzazioni affrontino proattivamente le sfide per la SSL derivanti dal cambiamento climatico e che siano in grado di gestire efficacemente rischi e opportunità connessi.
Adattamento e mitigazione: le differenze
Come detto, il documento ISO prende in esame i rischi per la sicurezza sul lavoro derivanti dal cambiamento climatico, nonché quelli derivanti dagli sforzi di adattamento (come i cambiamenti nei processi lavorativi o gli aggiornamenti infrastrutturali) e quelli associati agli sforzi di mitigazione volti a ridurre gli effetti dei gas serra (GHG) o l’impronta di carbonio di un’organizzazione.
Rischi e opportunità: cosa devono monitorare le aziende
La ISO/PAS 45007:2026 fornisce quindi una guida operativa per le organizzazioni nella gestione dei rischi per la SSL derivanti sia dagli effetti diretti del cambiamento climatico, sia dalle misure adottate per contrastarlo, includendo:
- Rischi da adattamento: rischi derivanti da nuove modalità di lavoro e nuovi processi lavorativi, aggiornamenti delle infrastrutture, introdotti per rispondere al clima che cambia.
- Rischi da mitigazione: rischi emergenti legati all’adozione di nuove tecnologie “green” o materiali innovativi.
- Opportunità per la SSL: la possibilità di migliorare i livelli di sicurezza complessivi grazie all’introduzione di azioni di adattamento e di mitigazione del cambiamento climatico.
Il documento in questione è applicabile a tutte le organizzazioni, comprese le piccole e medie imprese (PMI), indipendentemente dal fatto che abbiano implementato o meno un sistema di gestione della SSL informale o formale come la ISO 45001.
Cos’è una ISO/PAS?
La sigla PAS (Publicly Available Specification) identifica un documento normativo pubblicato dall’ISO per rispondere a esigenze immediate del mercato.
A differenza degli standard internazionali classici (ISO), che richiedono un consenso globale tra tutti i Paesi membri, la PAS rappresenta il consenso dei membri di un singolo Comitato Tecnico (nel caso della 45007:2026, il TC 283). Viene utilizzata per temi in rapida evoluzione (come il caso dei cambiamenti climatici), in cui la velocità di pubblicazione è prioritaria rispetto alla creazione di uno standard definitivo, che richiede tempi di gestazione molto più lunghi.
In Italia: al via l’Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici
In parallelo all’evoluzione tecnica ISO, sul fronte normativo italiano è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto del MASE del 16 dicembre 2025, che istituisce – presso il Ministero dell’Ambiente – l’Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici.
Questo nuovo organismo svolge le funzioni di indirizzo e coordinamento stabilite dal PNACC (Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici), oltre che di analisi e confronto, per la pianificazione e l’attuazione delle azioni di adattamento. Tra i suoi compiti principali:
- Aggiornamento periodico del PNACC, nonché delle azioni di adattamento individuate dal PNACC e delle relative priorità di intervento.
- Individuazione delle fonti di finanziamento per l’attuazione delle azioni di adattamento individuate.
- Monitoraggio, reporting e valutazione del rispetto degli obblighi internazionali ed europei.
- Valutazione della coerenza con le previsioni del PNACC di eventuali proposte presentate da regioni, enti locali o altri enti pubblici.
L’Osservatorio sarà infine articolato in un Comitato di indirizzo, una Segreteria tecnica e un Forum consultivo-divulgativo, fungendo da ponte tra istituzioni e realtà produttive.
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