Site icon InSic

Materie prime critiche strategiche: cosa prevede il Decreto di adeguamento al Quadro europeo (DL 84/24 convertito)

Tessile_Materie prime critiche

In Gazzetta la LEGGE 8 agosto 2024, n. 115, di conversione del Decreto MATERIE PRIME CRITICHE, DECRETO-LEGGE 25 giugno 2024, n. 84 (qui il testo coordinato) che regola (con urgenza) le materie prime strategiche adeguandosi al Quadro europeo delle materie prime critiche approvato, come abbiamo visto, con regolamento (UE) 2024/1252 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 aprile 2024.

Cosa prevede il Decreto-legge di adeguamento al Quadro europeo sulle materie prime strategiche

Il decreto dopo il passaggio parlamentare consta di 18 articoli

Il Decreto impatta su:

Fra le novità emerse in sede parlamentare e arrivate nel testo finale del provvedimento:

Materie prime critiche e strategiche: adeguamento alla disciplina europea

Il Decreto adegua il nostro ordinamento al regolamento (UE) 2024/1252 , creando un sistema di governance per l’approvvigionamento sicuro e sostenibile delle materie prime critiche considerate strategiche ai sensi del medesimo regolamento europeo.

Ma cosa si intende per materie prime critiche e strategiche?

Secondo la normativa UE le materie prime non energetiche e non agricole sono considerate 

Le misure principali del Decreto MATERIE PRIME CRITICHE 2024

A seguito del passaggio parlamentare, segnaliamo dal Decreto le disposizioni più importanti per il settore ambientale:

Aspetti ambientali del Decreto MATERIE PRIME CRITICHE 2024

Per quanto riguarda gli aspetti più squisitamente ambientali, segnaliamo:

Recupero pannelli fotovoltaici: cambiano le regole per l’adesione ai Sistemi collettivi di recupero

Cos’è il Piano nazionale di esplorazione?

Il Piano, previsto all’art.10 prevede una mappatura dei minerali su scala idonea; una definizione delle campagne geochimiche, anche per stabilire la composizione chimica di terreni, sedimenti e rocce. include indagini geognostiche e geofisiche ed una elaborazione dei dati raccolti attraverso l’esplorazione
generale, anche mediante lo sviluppo di mappe predittive.

Il Piano di recupero di materie prime

Per gli aspetti ambientali, segnaliamo in particolare nell’articolo 9 del DL 84/24 la necessità del “Piano di recupero di materie prime dai rifiuti di estrazione storici” che dimostri la sostenibilità economica ed ambientale sostanze minerali nelle strutture di deposito di rifiuti estrattivi, chiuse o abbandonate, per le quali non è più vigente il titolo minerario.

Riguarda i “rifiuti di estrazione storici” ovvero rifiuti di estrazione ma riconducibili ad attività minerarie
chiuse o abbandonate precedentemente alla data di entrata in vigore del Decreto. Il DL 84/2024 modifica per questo il Decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 117 sulla gestione dei rifiuti nelle industrie estrattive.

Il Piano si coordina anche con l’eventuale procedimento di bonifica già esistente nei siti contaminati: nelle strutture di deposito censite come potenzialmente contaminate, il Piano indicherà gli interventi necessari a contenere l’eventuale diffusione di sostanze inquinanti.

Fondo nazionale del Made in Italy

Un’altra novità è l’inserimento dell’estrazione e trasformazione delle materie prime critiche e valorizzazione delle infrastrutture ad esse strumentali nel Fondo nazionale del made in Italy previsto all’articolo 13 del DL 84/24.

Il Fondo è stato istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, per sostenere la crescita, il sostegno, il rafforzamento e il rilancio delle filiere strategiche nazionali.

Il Fondo potrà essere integrato anche con risorse provenienti da pubbliche amministrazioni o da strumenti di rischio emessi da società di capitali aventi sede legale in Italia e non operanti nel settore bancario, finanziario o assicurativo sia in asset immobiliari, anche pubblici, strumentali all’operatività delle imprese delle filiere strategiche e in strumenti di rischio emessi da società di capitali collegati a tali asset; si prevede che possano essere individuati più soggetti gestori del Fondo, fermo il limite di spesa per il pagamento delle commissioni dei predetti gestori (2.500.000 euro annui complessivi).

Cosa prevede il Quadro europeo delle materie prime critiche

Il Quadro europeo delle materie prime critiche istituisce un quadro atto a garantire un approvvigionamento sicuro e sostenibile di materie prime critiche.

Mira a

  • potenziare le catene di approvvigionamento nazionali
  • rafforzare l’impegno internazionale per sviluppare partenariati vantaggiosi per tutti con i paesi terzi.

Realizza per questo un sistema di governo che rafforza le relative catene di approvvigionamento e favorisce lo sviluppo di progetti strategici grazie a procedure di autorizzazione semplificate entro il 2030.

Richiede che

  • il 10% del fabbisogno annuale dell’UE sia coperto con l’estrazione;
  • il 40% con la trasformazione
  • il 15% con il riciclaggio.

Incoraggia, infine il recupero delle materie prime critiche dalle strutture di deposito dei rifiuti di estrazione e intensifica gli sforzi per attenuare gli effetti negativi in materia di diritti dei lavoratori, diritti umani e tutela dell’ambiente. 

In Italia la normativa di riferimento per le Materie prime critiche è contenuta nella pagina dedicata del Ministero del Made in Italy.

Resta informato con InSic – Newsletter

Ogni settimana, InSic ti aggiorna sulle ultime news di attualità e news normative del mondo della salute e sicurezza sul lavoro, tutela ambientale, prevenzione incendi, edilizia dei cantieri e privacy!

Registrati e iscriviti alla nostra Newsletter gratuita del Martedì per avere tutti gli aggiornamenti settimanali con tutte le notizie di approfondimento normativo sul mondo della Sicurezza!

Giornalista e Formatore certificato in Sicurezza sul lavoro
a.mazzuca@insic.it
M. 3351739668

Exit mobile version