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Prodotti di consumo invenduti: pubblicato il Reg. delegato UE 2026/296 sulle deroghe al divieto di distruzione

Simbolo del riciclo in tessuto che rappresenta le deroghe al divieto di distruzione dei prodotti invenduti secondo il Reg. delegato UE 2026/296.

Dal 19 luglio 2026, la distruzione dei prodotti di consumo invenduti sarà consentita solo nei casi di deroga previsti dal nuovo quadro normativo europeo.

Dal 19 luglio 2026 diventa operativo il divieto di distruzione per i prodotti di consumo invenduti. Il nuovo Regolamento delegato (Ue) 2026/296 definisce le deroghe per cui la distruzione resta ammessa, specificamente per motivi di sicurezza, tutela della proprietà intellettuale e deterioramento dei beni.

Regolamento Delegato (UE) 2026/296: il quadro normativo

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il Regolamento Delegato (UE) 2026/296, che integra il Regolamento Ecodesign (ESPR – UE 2024/1781) stabilendo le deroghe al divieto di distruzione dei prodotti di consumo invenduti.
Il provvedimento, che entrerà in vigore il 12 maggio e sarà pienamente applicabile dal 19 luglio 2026, definisce i casi in cui le aziende potranno ancora procedere alla distruzione dei prodotti non venduti, imponendo però rigorosi obblighi di documentazione e trasparenza.

Divieto di distruzione e gerarchia dei rifiuti

L’obiettivo primario della Commissione europea è migliorare la sostenibilità dei prodotti, riducendo drasticamente lo spreco di risorse. Il Regolamento Ue 2024/1781 introduce il principio cardine per cui è vietata la distruzione dei prodotti di consumo invenduti elencati all’allegato VII del medesimo Regolamento Ue (cfr. art. 25).
Tuttavia, il nuovo Regolamento delegato 2026/296 riconosce che in determinate circostanze la distruzione rimane l’unica opzione praticabile. Anche in presenza di una deroga, l’operatore dovrà comunque rispettare la gerarchia dei rifiuti (Dir. 2008/98/CE), dando priorità al riciclaggio rispetto al recupero energetico o allo smaltimento in discarica.

Le principali deroghe ammesse dal Regolamento Ue 2026/296

Il testo individua, all’art. 2, diverse fattispecie che giustificano la distruzione dell’invenduto. In particolare, i prodotti di consumo invenduti elencati nell’allegato VII del regolamento (UE) 2024/1781 possono essere distrutti in una delle circostanze seguenti, purché sia possibile presentare la relativa documentazione per la verifica della conformità:

Obblighi per le imprese: documentazione e trasparenza

Per evitare abusi, il Regolamento impone agli operatori economici di conservare una documentazione dettagliata per 5 anni dalla distruzione (cfr. art. 3). Questa deve includere perizie tecniche, verbali di prova, dichiarazioni di autovalutazione o decisioni giudiziarie che attestino la sussistenza della deroga.
Inoltre, è introdotto l’obbligo di fornire ai Gestori del trattamento dei rifiuti una dichiarazione sulla deroga applicabile (cfr. art. 4), al fine di agevolare processi di cernita più efficaci, migliorare i tassi di riutilizzo e di riciclaggio e ridurre i costi superflui di trattamento dei rifiuti.

Scadenze e prossimi passi

Il Regolamento 2026/296 si applicherà dal 19 luglio 2026. La Commissione Europea ha già previsto un piano di riesame entro il 12 maggio 2031 (cfr. art. 5) per valutare l’inserimento di nuovi prodotti nel divieto o l’aggiornamento delle deroghe in base all’evoluzione tecnologica.

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