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Progettare un impianto elettrico per una scuola: dalla sicurezza elettrica alla prevenzione incendi

progetto impianto elettrico per scuola con indicazioni di sicurezza e normative

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Costruire un impianto elettrico per una scuola è un’operazione complessa che richiede una progettazione accurata e il rispetto scrupoloso di numerose normative, in particolare quelle relative alla sicurezza elettrica e alla prevenzione incendi. Data la presenza di un elevato numero di persone, tra cui minori, è fondamentale garantire la massima sicurezza e affidabilità dell’impianto.

Protezione dai contatti elettrici: diretti e indiretti

La sicurezza delle persone è la priorità assoluta. Per la protezione contro i contatti elettrici, diretti e indiretti, è necessario applicare rigorosamente le prescrizioni del Capitolo 41 della Norma CEI 64-8.

In particolare:

È importante notare che, sebbene previsti dalle norme, i sistemi di protezione mediante luoghi non conduttori o locali isolanti non sono solitamente praticabili negli ambienti scolastici.

Il ruolo degli interruttori differenziali

Se si opta per il sistema con interruzione automatica dell’alimentazione, l’uso dell’interruttore differenziale con Idn<30 mA è cruciale e spesso obbligatorio. Questo tipo di interruttore è richiesto, secondo la regola generale, per:

Inoltre, per prassi consolidata e raccomandata, è buona norma proteggere con tali dispositivi almeno i circuiti terminali di tutta la scuola. La IV edizione della Norma CEI 64-8 ne richiede esplicitamente l’impiego per:

Norme antincendio in edilizia scolastica: un aspetto critico

Gli impianti elettrici nelle scuole devono rispettare rigorose norme antincendio, in particolare quelle previste dal D.M. 26/08/92 per gli edifici di nuova costruzione o sottoposti a ristrutturazioni sostanziali (rifacimento del 50% dei solai, rifacimento strutturale delle scale o aumento di altezza).

L’Art. 7 di questo decreto sottolinea che gli impianti devono essere realizzati secondo la regola dell’arte, come disposto dalla legge n. 186 del 01/03/68. Elementi chiave richiesti sono:

L’Art. 7.1 introduce requisiti aggiuntivi per le scuole con una contemporanea presenza di più di 100 persone:

Considerazioni aggiuntive per la progettazione

Oltre alle normative specifiche, un impianto elettrico scolastico deve tenere conto di diversi aspetti pratici e funzionali:

In sintesi, la realizzazione di un impianto elettrico per una scuola non è solo una questione tecnica, ma un atto di responsabilità che richiede la massima attenzione ai dettagli e la piena conformità alle normative vigenti, con un’enfasi particolare sulla sicurezza delle persone.

Per la realizzazione di un impianto elettrico in un edificio scolastico, oltre alle leggi e ai decreti ministeriali, è fondamentale fare riferimento a diverse norme tecniche, tra cui le norme UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) e CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano), che definiscono lo stato dell’arte e garantiscono la sicurezza e l’efficienza degli impianti.

Di seguito, proponiamo un breve approfondimento sulle principali norme UNI e CEI da prendere in considerazione.

Norme UNI per l’illuminazione

L’illuminazione è un aspetto cruciale negli ambienti scolastici per garantire il benessere visivo degli studenti e del personale, influenzando la concentrazione e la prevenzione dell’affaticamento.

Norme CEI per gli impianti elettrici

Le norme CEI costituiscono il riferimento principale per la progettazione, realizzazione e verifica degli impianti elettrici in Italia, coprendo tutti gli aspetti legati alla sicurezza, alla funzionalità e alla qualità degli impianti.

La Protezione Interna con SPD (Surge Protective Devices)

I SPD sono dispositivi progettati per limitare le sovratensioni transitorie di origine atmosferica (dovute a fulmini diretti o indiretti) e le sovratensioni di manovra (dovute all’attivazione o disattivazione di grandi carichi induttivi), deviando le correnti impulsive verso terra e proteggendo così le apparecchiature elettriche ed elettroniche sensibili.

In un impianto come quello di una scuola, dove sono presenti numerose apparecchiature informatiche, sistemi di comunicazione, apparati multimediali e didattici elettronici, la protezione interna tramite SPD è di fondamentale importanza per garantire la continuità didattica e salvaguardare investimenti significativi.

Classificazione dei SPD secondo la Norma CEI EN 62305-3 e CEI EN 61643-11

I SPD vengono classificati in diverse tipologie in base alla loro posizione e capacità di scarica all’interno dell’impianto elettrico:

  1. SPD di Tipo 1 (o Classe I):
    • Posizionamento: Vengono installati all’ingresso dell’impianto elettrico, generalmente nel quadro elettrico principale, nel punto di arrivo della linea elettrica esterna o in prossimità del quadro generale di bassa tensione.
    • Funzione: Sono progettati per scaricare le elevate correnti impulsive associate a un colpo di fulmine diretto sulla struttura o sulla linea di alimentazione esterna. Hanno una capacità di scarica molto elevata (Iimp), spesso dell’ordine di decine di kA.
    • Requisito: La loro installazione è obbligatoria quando l’edificio è dotato di un LPS esterno (es. parafulmine) o quando le linee elettriche che alimentano l’edificio sono esposte a rischio elevato di fulminazione diretta.
  2. SPD di Tipo 2 (o Classe II):
    • Posizionamento: Vengono installati nei quadri secondari, nei quadri di sottodistribuzione o più a valle nell’impianto, per proteggere circuiti specifici o gruppi di apparecchiature.
    • Funzione: Proteggono dalle sovratensioni residue non completamente abbattute dagli SPD di Tipo 1 e dalle sovratensioni indotte generate all’interno dell’impianto stesso. Hanno una capacità di scarica inferiore rispetto ai Tipo 1 (In), ma sono comunque essenziali per una protezione efficace.
    • Requisito: Sono ampiamente utilizzati per la protezione generale dell’impianto quando non è necessario un SPD di Tipo 1 (edificio non protetto da LPS esterno o rischio di fulmine diretto basso), o in cascata con SPD di Tipo 1 per una protezione più raffinata.
  3. SPD di Tipo 3 (o Classe III):
    • Posizionamento: Vengono installati il più vicino possibile alle apparecchiature da proteggere (es. all’interno di prese elettriche dedicate, multiprese con SPD integrato, o direttamente sull’alimentazione dell’apparecchio).
    • Funzione: Offrono una protezione “fine” e supplementare per le apparecchiature elettroniche più sensibili, riducendo ulteriormente la sovratensione residua a livelli tollerabili dai circuiti interni. Hanno una capacità di scarica limitata (In e Up).
    • Requisito: Sono utilizzati in cascata con SPD di Tipo 1 e/o Tipo 2 per una protezione completa e stratificata.

Principio di Funzionamento dei SPD

I SPD sono basati su componenti come varistori (MOVs – Metal Oxide Varistors) o spinterometri (gas discharge tubes – GDT). Quando la tensione ai loro capi supera una certa soglia (tensione di innesco), questi componenti diventano rapidamente conduttivi, creando un percorso a bassa impedenza per la corrente impulsiva. In questo modo, la sovratensione viene “cortocircuitata” a terra, mantenendo la tensione sull’apparecchiatura protetta a un livello di sicurezza (tensione di protezione Up). Una volta che la sovratensione è cessata, il SPD ritorna al suo stato di alta impedenza, ripristinando il normale funzionamento dell’impianto.

Coordinamento e Scelta dei SPD in una Scuola

La scelta e l’installazione dei SPD in una scuola devono seguire un approccio coordinato:

  1. Valutazione del rischio di fulminazione: La norma CEI EN 62305-2 richiede una valutazione del rischio di fulminazione per determinare la necessità di un LPS esterno e/o interno. Questa analisi considera fattori come le dimensioni dell’edificio, la sua posizione geografica, la natura delle linee di alimentazione e la presenza di apparecchiature sensibili.
  2. Coordinamento energetico: È essenziale che i SPD siano installati in “cascata”, ovvero in sequenza, con SPD di Tipo 1 all’ingresso che gestiscono le correnti più elevate, seguiti da SPD di Tipo 2 nei quadri intermedi e infine SPD di Tipo 3 per la protezione terminale. Questo garantisce che ogni SPD sia dimensionato per la sovratensione che deve gestire e che i dispositivi “a monte” proteggano quelli “a valle”.
  3. Protezione delle linee dati e segnale: Oltre alle linee di alimentazione, è fondamentale proteggere anche le linee dati (rete LAN, telefonia, sistemi di allarme, videosorveglianza, ecc.) con SPD specifici per queste applicazioni, conformi alla norma CEI EN 61643-21. Le sovratensioni possono infatti propagarsi anche attraverso queste vie, danneggiando server, computer e altri dispositivi sensibili.
  4. Impianto di messa a terra efficiente: L’efficacia dei SPD dipende in larga misura da un impianto di messa a terra ben realizzato e con bassa resistenza. Le correnti di fulmine deviate dai SPD devono poter fluire a terra rapidamente e in sicurezza.

Altre considerazioni normative

Oltre alle norme specifiche richiamate nel testo, è importante ricordare che un impianto elettrico scolastico deve sempre essere realizzato nel rispetto della “regola dell’arte” e in conformità con la legislazione vigente, come il D.M. 37/08 (che regolamenta l’installazione degli impianti all’interno degli edifici e stabilisce i requisiti tecnici e professionali per gli installatori) e il D.Lgs. 81/08 (Testo Unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro), che include sezioni specifiche sulla sicurezza degli impianti elettrici nei luoghi di lavoro.

La corretta applicazione di tutte queste norme garantisce non solo la conformità legislativa, ma soprattutto un ambiente sicuro e funzionale per l’intera comunità scolastica.

Per saperne di più sulla sicurezza negli impianti elettrici

Per approfondire l’argomento ti segnaliamo i corsi di formazione dell’Istituto Informa:

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