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Il decreto sicurezza sul lavoro DL 159/25: nuove misure per una governance efficace dei rischi

Riunione di coordinamento su progetti di cantiere con caschi protettivi: focus su governance dei rischi e prevenzione near miss.

L’integrazione delle nuove misure del D.L. 159/2025 nei processi di monitoraggio aziendale per una sicurezza effettiva.

Il panorama della sicurezza sul lavoro in Italia è stato interessato da rilevanti aggiornamenti con l’entrata in vigore del D.L. 159/2025 (convertito con modifiche dalla Legge 198/25).
In questo approfondimento, firmato da Mara Chilosi (Presidente AODV231) e Matteo Riccardi (socio AODV231), viene proposta un’analisi delle novità che impattano su cantieri, appalti e formazione. Il contributo pone un focus particolare sulla gestione dei near miss: le “red flags” fondamentali per intercettare i fattori di rischio prima del verificarsi dell’infortunio.

I punti cardine del Decreto Sicurezza sul lavoro

La fine del 2025 ha segnato l’approvazione di importanti novità in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro ad opera del D.L. 159/2025, convertito da ultimo con modifiche nella L. 198/2025 (decreto “Salute e sicurezza sul lavoro”).
La riforma ha riguardato alcune delle tematiche “core” degli ultimi anni nella materia prevenzionistica, rappresentate dalla vigilanza nei cantieri e negli appalti, dalla formazione e dal monitoraggio degli infortuni sul lavoro.

Vigilanza nei cantieri

Quanto al primo ambito di riforma (appalti e cantieri), il decreto ha rafforzato gli strumenti preposti alla vigilanza nei cantieri, da un lato, intervenendo sulla disciplina già esistente (“patente a crediti”) e, dall’altro, introducendo alcune innovazioni (tessera di riconoscimento con codice anticontraffazione).
Il decreto (articolo 3, comma 2) ha così previsto che le imprese che operano nei cantieri edili in regime di appalto e subappalto, pubblico o privato, nonché negli ulteriori ambiti di attività a rischio (da individuare con apposito decreto ministeriale) debbano fornire ai propri dipendenti la prevista tessera di riconoscimento, contenente i dati identificativi del lavoratore, «dotata di un codice univoco anticontraffazione», avente la funzione di badge, anche in modalità digitale.

Patente a crediti: cosa cambia nelle sanzioni per il lavoro irregolare

L’intervento in tema di “patente a crediti” (articolo 3, comma 3), già prevista dall’articolo 27 d.lgs. 81/2008 e dalla disciplina ministeriale attuativa, attiene al versante sanzionatorio, attraverso la previsione “derogatoria” che, in caso di impiego di lavoratori subordinati senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro da parte del datore di lavoro privato, la decurtazione dei crediti avvenga all’atto della notificazione del verbale di accertamento, emanato dai competenti organi di vigilanza (e non a fronte dell’ordinanza ingiunzione).

Formazione RLS e aggiornamento periodico

Un differente versante di intervento attiene ai profili della formazione (articolo 5), che trova attuazione nel decreto attraverso l’integrazione dell’articolo 37 d.lgs. 81/2008, nella parte relativa agli obblighi formativi del RLS, prevedendo che per le imprese che occupano meno di 15 lavoratori la contrattazione collettiva nazionale disciplini le modalità dell’obbligo di aggiornamento periodico nel rispetto del principio di proporzionalità, tenuto conto della dimensione delle imprese e del livello di rischio per la salute e la sicurezza derivante dall’attività svolta.

Gestione dei Near Miss: le Linee Guida per il monitoraggio dei mancati infortuni

Di sicuro interesse, infine, la disposizione contenuta nell’articolo 15 del decreto, in forza della quale il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, d’intesa con l’INAIL, sarà chiamato ad adottare specifiche “linee guida” per l’identificazione, il tracciamento e l’analisi dei mancati infortuni da parte delle imprese con più di quindici dipendenti, tenendo conto, tra l’altro, delle procedure per la gestione degli incidenti e la segnalazione dei mancati infortuni già elaborate dall’INAIL.

Con decreto ministeriale, inoltre, saranno determinate le modalità con tali imprese comunicheranno i dati aggregati relativi agli eventi segnalati come mancati infortuni e le azioni correttive o preventive intraprese per il miglioramento della sicurezza. Si tratta di una previsione di particolare rilevanza, dal momento che il tracciamento dei near miss rappresenta, nell’esperienza applicativa, uno dei presidi di maggior importanza ed efficacia nell’ambito della politica aziendale di prevenzione della sicurezza sui luoghi di lavoro, in quanto funzionale a identificare quei fattori di rischio (red flags) che consentono di intercettare, riducendone il rischio, la verificazione degli infortuni.

Il commento di AODV231 alle nuove modifiche

Le modifiche introdotte dal decreto, nel proprio complesso, rafforzano ulteriormente il compendio dei presidi di tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro – anche nella prospettiva “frappositiva” del Modello di organizzazione, gestione e controllo adottato ai sensi del d.lgs. 231/2001 (e in conformità ai requisiti dell’art. 30 d.lgs. 81/2008) – richiamando l’attenzione delle imprese e degli operatori sulla vigilanza ex ante in settori “cardine” della politica prevenzionistica (cantieri e appalti, formazione) e sulla “reazione” ex post dell’organizzazione a fronte di violazioni delle disposizioni aziendali.

In quest’ultima prospettiva, particolare rilevanza assumeranno le annunciate linee guida ministeriali sui near miss, quali eventi “sentinella” di possibili carenze “occulte” nell’organizzazione aziendale in tema di sicurezza sul lavoro, capaci di orientare le azioni di miglioramento dell’ente nella prospettiva di riduzione del rischio prevenzionistico a un livello “accettabile”.

Strumenti e risorse per l’approfondimento

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Mara Chilosi, Presidente AODV231 – Matteo Riccardi, socio AODV231

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