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Legge 198/2025: l’evoluzione degli adempimenti in materia di sicurezza sul lavoro

Professionisti analizzano planimetrie e modelli per la sicurezza sul lavoro in conformità alla Legge 198/2025 e al D.Lgs. 81/08.

L'integrazione delle novità della Legge 198/2025 (conversione DL 159) richiede una visione strutturata della prevenzione e della formazione.

Con la Legge 198/2025 (di conversione del Decreto Sicurezza 159/25), il sistema di tutela della salute e sicurezza sul lavoro entra in una fase di consolidamento. La norma aggiorna il D.Lgs. 81/08 con novità su: patente a crediti, prevenzione rischio violenza e molestie sul lavoro, formazione, accertamenti alcol e tossicodipendenza, near miss, DPI, scale di cantiere.Un'evoluzione che invita datori di lavoro e professionisti a consolidare il sistema di prevenzione, assicurando conformità e standard di tutela in linea con le nuove sfide del lavoro.

  1. DL 159/2025 e legge di conversione n. 198/2025: obiettivi e perimetro di applicazione
  2. Sistemi di gestione e UNI EN ISO 45001: le modifiche all’art. 30 del D.Lgs. 81/08
  3. Near miss e prevenzione anticipata: la logica dei Sistemi di Gestione
  4. Pubblicazione e accessibilità delle norme UNI
  5. Subappalto, badge di cantiere e patente a crediti: le modifiche all’art. 27
  6. Criteri di accreditamento dei soggetti formatori
  7. Misure generali di tutela e rischio di violenze e molestie: le modifiche all’art. 15
  8. Formazione dei RLS e obbligo di aggiornamento periodico
  9. Fascicolo elettronico del lavoratore
  10. Scale verticali di cantiere: le modifiche all’art. 113
  11. DPI: cura, conservazione e modifiche agli artt. 77 e 115
  12. Alcol e tossicodipendenze
  13. Alternanza scuola-lavoro
  14. Formazione nelle imprese turistico-ricettive
  15. Prospettive future per il sistema di tutela della salute e sicurezza sul lavoro
  16. Approfondimenti e temi correlati

DL 159/2025 e legge di conversione n. 198/2025: obiettivi e perimetro di applicazione

La Legge 29 dicembre 2025, n. 198, di conversione del Decreto-Legge 31 ottobre 2025, n. 159, si colloca all’interno di un contesto normativo particolarmente articolato e dinamico, che rende il 2025 un anno di snodo per l’evoluzione del sistema di tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Si tratta di una fase che può essere definita, a pieno titolo, di transizione e consolidamento, nella quale il legislatore ha tentato di ricomporre un quadro regolatorio stratificatosi nel tempo attraverso interventi emergenziali, Accordi Stato-Regioni e prassi applicative spesso disomogenee, talvolta non pienamente coerenti tra loro.Il DL 159/2025, come convertito, si affianca infatti a ulteriori provvedimenti di rilievo, quali:

  • il nuovo Accordo Stato-Regioni in materia di formazione,
  • le disposizioni inerenti agli appalti e alla qualificazione delle imprese,
  • il rafforzamento del sistema della vigilanza,
  • e, più in generale, una crescente attenzione istituzionale e sociale verso il tema degli infortuni gravi e mortali.

In tale cornice, la legge di conversione non introduce una riforma organica del D.Lgs. 81/2008, ma interviene su alcuni snodi strategici dell’impianto prevenzionistico, orientando il sistema verso una logica di prevenzione maggiormente strutturata, meno formale e più aderente alla realtà organizzativa del lavoro contemporaneo.

Sistemi di gestione e UNI EN ISO 45001: le modifiche all’art. 30 del D.Lgs. 81/08

Uno degli interventi di maggiore rilievo, anche sotto il profilo simbolico e interpretativo, riguarda la modifica dell’art. 30 del D.Lgs. 81/2008 in materia di modelli di organizzazione e gestione.Prima dell’entrata in vigore della L. 198/2025, la disposizione continuava a richiamare espressamente lo standard OHSAS 18001, da tempo superato dalla UNI EN ISO 45001:2023, generando una evidente incongruenza tra il dato normativo e l’evoluzione degli standard tecnici internazionali; tale disallineamento aveva progressivamente alimentato dubbi interpretativi, anche da parte di interlocutori qualificati, circa l’effettiva efficacia esimente dei modelli organizzativi certificati secondo la ISO 45001, proprio in ragione della mancata menzione esplicita nello schema dell’art. 30.

La legge di conversione interviene in modo chiaro e risolutivo, eliminando ogni ambiguità e riallineando il riferimento normativo alle migliori pratiche internazionali, restituendo al contempo certezza giuridica a uno strumento che, quando applicato in modo sostanziale e non meramente documentale, ha dimostrato negli anni di incidere concretamente sull’organizzazione della prevenzione aziendale.

Near miss e prevenzione anticipata: la logica dei Sistemi di Gestione

Proprio in coerenza con i principi della UNI EN ISO 45001, la L. 198/2025 interviene sul tema dei near miss non introducendo obblighi immediatamente cogenti per le imprese, ma delineando un percorso regolatorio finalizzato a strutturarne la gestione in chiave preventiva.

In particolare, è previsto che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, d’intesa con l’INAIL e sentite le parti sociali, adotti entro sei mesi specifiche linee guida per l’identificazione, il tracciamento e l’analisi dei mancati infortuni da parte delle imprese con più di quindici dipendenti.La norma demanda inoltre a un successivo decreto ministeriale la definizione delle modalità di comunicazione dei dati aggregati relativi ai near miss e alle azioni correttive o preventive intraprese, nonché dei criteri per la predisposizione di un rapporto annuale di monitoraggio nazionale, anche ai fini della programmazione di interventi formativi e di supporto tecnico alle imprese.

Particolarmente significativa è la previsione che valorizza le procedure già elaborate dall’INAIL, le quali restano valide fino a un loro eventuale aggiornamento, evitando duplicazioni di adempimenti e riconoscendo i percorsi organizzativi già attuati. In questa prospettiva, l’intervento normativo pone le basi per una gestione dei near miss coerente con la logica del miglioramento continuo e del risk-based thinking, rafforzando una visione della prevenzione orientata all’anticipazione del rischio piuttosto che alla sola gestione dell’evento lesivo.

Pubblicazione e accessibilità delle norme UNI

Sempre nell’alveo dell’art. 30, assume particolare rilievo la previsione di convenzioni tra INAIL e UNI finalizzate a consentire la consultazione gratuita delle norme tecniche di maggiore rilevanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro; la gratuità dell’accesso alle norme UNI rappresenta un segnale significativo di apertura e di democratizzazione della conoscenza tecnica, in un contesto nel quale tali norme costituiscono sempre più spesso il riferimento operativo essenziale per l’applicazione concreta delle disposizioni del D.Lgs. 81/08.

Storicamente, il costo delle norme tecniche ha rappresentato una barriera non trascurabile, soprattutto per le piccole e medie imprese e per molti professionisti, pertanto l’accessibilità di questi strumenti permette di promuovere una prevenzione fondata sulla conoscenza tecnica e sulla consapevolezza, piuttosto che sulla mera osservanza formale degli obblighi.

Subappalto, badge di cantiere e patente a crediti: le modifiche all’art. 27

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