A seguito del tragico incendio avvenuto nel bar “Le Costellation”, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha inviato ai Prefetti della Repubblica una nuova Direttiva sulle misure per la prevenzione degli incendi, sulla capienza e sulle «attività complementari».
Nell'articolo
La Direttiva Piantedosi a seguito della tragedia di Crans-Montana
L’incipit del testo, riporta «La tragedia di Crans-Montana ha riproposto all’attenzione il tema della sicurezza nei pubblici esercizi e nei locali di pubblico spettacolo. Il nostro sistema di safety, come noto, imperniato su regole e procedure molto rigorose, ha mostrato nel tempo grande affidabilità (…) Tuttavia, quanto verificatosi nel piccolo centro montano in Svizzera, impone di intensificare al massimo, soprattutto in chiave preventiva, l’attività di controllo sulle attività di intrattenimento al fine di tutelare la pubblica incolumità sia dei lavoratori che degli avventori».
La Direttiva Piantedosi: nuove ispezioni e controlli di sicurezza nei locali
Forte anche degli esiti (non favorevoli) delle ispezioni condotte in alcune discoteche storiche Italiane, il Ministro ha delegato i Prefetti a convocare specifiche riunioni del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica con la partecipazione dei Comandanti provinciali dei Vigili del Fuoco, delle Associazioni rappresentative dei pubblici esercenti e dei referenti dell’Ispettorato del Lavoro con l’obiettivo di condurre un’analisi di contesto in materia.
Gestione Sicurezza Antincendio (GSA): responsabilità
La sentenza della Corte di Cassazione n. 4165 del 31 gennaio 2025 ha sottolineato l’importanza di una formazione appropriata al contesto lavorativo, evidenziando la responsabilità del Datore di lavoro in caso di mancata preparazione dei dipendenti alle emergenze antincendio, ribadendo quanto già definito nel Decreto Ministero Interno del 03.09.2021, per adottare una gestione efficace della sicurezza antincendio (GSA).
Obblighi del datore di lavoro
Il Datore di lavoro ha l’obbligo di valutare tutti i rischi e deve garantire:
- l’adozione e la verifica periodica delle misure antincendio;
- il controllo del rispetto dei divieti e delle condizioni operative;
- la manutenzione di impianti, estintori e altri dispositivi di sicurezza;
- la pianificazione della gestione dell’emergenza;
- la corretta segnaletica e gestione dei lavori a rischio incendio.
Analisi globale dei rischi: affollamento e comportamenti dei clienti
A sostegno del contributo tecnico fornito dall’Ing. Persico, ribadiamo che garantire la prevenzione incendi nei locali indoor di intrattenimento e pubblico spettacolo è una della sfide maggiori, e la letteratura evidenzia vari fattori critici che riguardano sia l’elevato affollamento in rapporto alla capacità e alla configurazione delle vie di esodo, sia gli aspetti che attengono ai comportamenti degli avventori. Infatti, numerosi incendi di questo tipo hanno evidenziato alcuni schemi ricorrenti adottati dai clienti, la cui combinazione ha spesso determinato una risposta tardiva all’emergenza, nonostante l’incendio fosse stato rapidamente individuato, introducendo ulteriori ritardi nel processo di evacuazione.
Comportamenti interferenti ed errata percezione del rischio
I comportamenti interferenti sono attribuibili in primis alla errata percezione del rischio e della velocità di propagazione dell’incendio, spesso sottovalutato perché associato visivamente a una fiamma inizialmente circoscritta.
Inoltre l’atteggiamento del gruppo di coetanei durante un incendio può influenzare molto le decisioni dei singoli riguardo all’evacuazione. Ad esempio, se nessuno intorno a noi reagisce all’allarme, rischiamo di sottovalutare il pericolo o ritardare la fuga, oppure esitiamo solo per il timore di comportarci in modo inconsueto rispetto ai propri amici.
Direttiva Piantedosi: il ruolo dei Prefetti nella verifica della capienza e nel contrasto all’abusivismo
Ora la nuova Direttiva delega ciascun Prefetto ad «impartire puntuali indicazioni a tutti gli attori del sistema» per potenziare i dispositivi di controllo, verificare il pieno rispetto della normativa di settore e contrastare l’abusivismo, controllando la conformità alle misure di prevenzione incendi, di gestione dell’esodo e dell’emergenza, la congruenza tra l’assetto strutturale dei locali, i materiali e le installazioni, la capienza autorizzata e l’affollamento effettivo, insieme al rispetto delle disposizioni sull’uso di fuochi d’artificio e fiamme libere.
Attività complementari e pubblico intrattenimento: i nuovi criteri di vigilanza
Benchè i costi sociali, economici ed intangibili di tale tragedia siano incalcolabili, accogliamo con favore l’intento del Ministero di coinvolgere attivamente le Prefetture della Repubblica. Questo affinché venga garantito, in tutte le Province d’Italia «la perdurante, piena corrispondenza tra le condizioni che hanno portato al rilascio del titolo abilitativo e quelle di effettivo esercizio», ponendo attenzione anche alle attività complementari rispetto ai locali di somministrazione alimenti e bevande, per appurare se esse assumano carattere prevalente oppure si configurino quali pubblici intrattenimenti.
I primi commenti del Governo
La nuova Direttiva è un atto concreto, un documento amministrativo che bisogna leggere oltre i contenuti, stimolando in noi un coinvolgimento diretto come cittadini e funzionari delle Istituzioni. L’esecutivo stesso ha apprezzato la missiva di Piantedosi e tra i Ministri intervenuti, uno dei primi è stato Nello Musumeci, dichiarando opportuna “la decisione del ministro dell’Interno di disporre ispezioni e verifiche della polizia, su tutto il territorio nazionale, nei locali pubblici di intrattenimento. La tragedia svizzera, che è anche italiana, ha insegnato che i controlli periodici costituiscono una preziosa misura di prevenzione e deterrenza. Adesso mi aspetto che anche i dirigenti scolastici sappiano programmare un certo numero di ore da dedicare alla cultura del rischio per i nostri ragazzi».
Direttiva Piantedosi: un invito a tutti i cittadini
La tragedia a “Le Costellation” non ha colpito solo i giovani e le loro famiglie, ma ha scosso tutti gli Italiani, fino a toccare nel profondo le corde dell’anima, facendo vacillare non soltanto il valore intrinseco della sicurezza, ma la continuità stessa dell’esperienza.
Di conseguenza, viene spontaneo leggere il “senso della missiva” e percepire (tra le righe) che il testo ministeriale non è rivolto solo ai Prefetti ma invita tutti noi, come cittadini, genitori e lavoratori, ad un maggiore senso civico e di responsabilità.
A cominciare dal contribuire (collettivamente) ad orientare il dibattito in corso verso un nuovo paradigma di “bottom up safety”, ovvero verso un modello di “sicurezza partecipata” in cui ciascun individuo potrà rendersi “cittadino attivo” esigendo, dai pubblici uffici della Polizia locale, delle Questure e delle Associazioni rappresentative dei pubblici esercenti, che in tutti i locali pubblici indoor vengano adottate e gestite idonee misure di prevenzione e protezione.
Consulta la Direttiva
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Incendio di Crans-Montana: un’analisi tecnica
Prevenzione incendi nei bar e ristoranti: la Circolare n. 674/2026
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Allegati
Segretario nazionale UNPISI Tecnici della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro – www.unpisi.it

