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 NORME TECNICHE
Qualità delle acque: due UNI sulla determinazione del fosforo, permanganato e dell'azoto
9 settembre 2019
fonte: 
area: Tutela ambientale
Qualità delle acque: due UNI sulla determinazione del fosforo, permanganato e dell'azoto In vigore dal 5 settembre tre UNI elaborate dalla Commissioni Tecniche "Qualità dell'acqua" che si occupano della qualità delle acque e della determinazione di fosforo e azoto.

UNI 11757:2019
La UNI 11757:2019 descrive una metodologia per la determinazione del fosforo mediante la tecnica "test in cuvetta" in acque naturali con concentrazione salina < 1,5% (m/m), acque destinate al consumo umano, acque reflue e acque di utilizzo industriale (per esempio per caldaie e per raffreddamento), nell'intervallo di concentrazione compreso tra 0,05 mg/l di P (0,15 mg/l come HPO42-) e 20,0 mg/l di P (60 mg/l come HPO42-). Il fosforo, che proviene da fonti sia naturali che antropiche (soprattutto scarichi civili e industriali), può dar luogo a fenomeni di eutrofizzazione.
Il contenuto di fosforo viene determinato dopo una reazione di ossidazione dei composti di fosforo presenti nel campione e successiva reazione a formare un complesso blu di fosfomolibdato che viene analizzato spettrofotometricamente alla lunghezza d'onda tra 870 e 890 nm.

UNI 11758:2019
La UNI 11758:2019 descrive la determinazione dell'indice al permanganato espresso come mg/l di ossigeno, mediante la tecnica denominata "test in cuvetta", in acque di diversa provenienza: acque destinate al consumo umano acque superficiali e sotterranee, acque minerali naturali, oltre che l'acqua presente nelle piscine.
La concentrazione è rilevata in un intervallo di concentrazione generalmente compreso tra 0,5 mg/l e 10 mg/l di ossigeno. La determinazione avviene dopo preventiva ossidazione a caldo in un termoreattore a seguito di aggiunta di permanganato in ambiente acido, a diverse temperature di reazione: 100 °C per dieci minuti oppure 95 °C per 5 minuti.
L'ossidabilità al permanganato è una misura convenzionale della contaminazione dovuta a sostanze inorganiche ossidabili ed a materiale organico, presenti nel campione di acqua.


UNI 11759:2019
La UNI 11759:2019 descrive un procedimento per la determinazione di azoto totale, dopo digestione ossidativa ed idrolisi in ambiente basico e misurazione spettrometrica UV dello ione nitrato. L'azoto è uno dei principali elementi che contribuiscono all'eutrofizzazione delle acque. Le principali fonti di azoto sono sia naturali che antropiche. Il metodo è applicabile ad acque destinate al consumo umano, acque superficiali interne, salmastre con una concentrazione salina massima di 1,5% (m/m) ed acque reflue (affluenti ed effluenti, contenenti materiale in sospensione fino alla concentrazione di 2 g/l di residuo secco). Concentrazioni di azoto totale comprese tra 0,5 mg/l e 200 mg/l possono essere determinate direttamente; concentrazioni maggiori richiedono una preventiva diluizione.

Riferimenti normativi:
UNI 11757:2019
Determinazione del fosforo totale e del fosforo come ortofosfato in acque di scarico ed in acque destinate al consumo umano mediante test in cuvetta

UNI 11758:2019
Determinazione dell'ossidabilità al permanganato in acque di scarico, naturali e destinate al consumo umano mediante test in cuvetta

11759:2019
Determinazione dell'azoto totale - Metodo mediante spettrometria UV dopo digestione ossidativa con persolfato di sodio utilizzando una apparecchiatura che opera in sequenza analitica coordinata

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