QUESITO
Emissioni odorigene intollerabili: il Sindaco può sospendere l'attività?
fonte: 
Redazione Banca Dati Sicuromnia - a cura di Andrea Quaranta
area: 
Tutela ambientale
Emissioni odorigene intollerabili: il Sindaco può sospendere l'attività? In seguito ad una denuncia da parte di privati cittadini, il Sindaco ha emesso due ordinanze nei confronti della società - autorizzata in AIA - di cui sono il legale rappresentante.
Motivo: "è stata rilevata la presenza di emissioni odorigene intollerabili".
Effetti: sospensione immediata dell'attività di stoccaggio e trattamento dei rifiuti e obbligo di adeguare l'impianto alle prescrizioni stabilite dall'ARPA.
Rientra fra i poteri del Sindaco?

Risponde l'Esperto della Banca Dati Sicuromnia, Andrea Quaranta(Environmental Risk and crisis manager)

Sulla base di quanto si può leggere nella domanda, la risposta non può che essere negativa: mancano, infatti, i presupposti per l'esercizio del potere previsto dall'art. 50, comma 5, del D.Lgs. n. 267 del 2000, in base al quale, in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale, il Sindaco può adottare ordinanze contingibili e urgenti sono adottate dal Sindaco quale rappresentante della comunità locale.
Gli altri presupposti sono:
urgente necessità di interventi volti a superare situazioni di grave incuria o degrado del territorio, dell'ambiente e del patrimonio culturale;
urgente necessità di interventi volti a superare situazioni di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana (tutela della tranquillità e del riposo dei residenti)
In tutti gli altri casi l'adozione dei provvedimenti d'urgenza spetta allo Stato o alle regioni in ragione della dimensione dell'emergenza e dell'eventuale interessamento di più ambiti territoriali regionali.
In sostanza, le ordinanze contingibili ed urgenti costituiscono provvedimenti "extra ordinem", in quanto dotate di capacità derogatoria dell'ordinamento giuridico, al fine di consentire alla P.A., in deroga al principio di tipicità dei provvedimenti amministrativi, di sopperire a situazioni straordinarie ed urgenti non fronteggiabili con l'uso dei poteri ordinari (ex multis, TAR Napoli, 3845/2012).

Presupposti indefettibili delle ordinanze contingibili ed urgenti sono costituiti:
-dall'impossibilità di differire l'intervento ad altra data, in relazione alla ragionevole previsione di un danno incombente (urgenza);
-dall'impossibilità di far fronte alla situazione di pericolo incombente con gli ordinari mezzi offerti dall'ordinamento giuridico (contingibilità);
-dalla precisa indicazione del limite temporale di efficacia, in quanto solo in via temporanea può essere consentito l'uso di strumenti "extra ordinem", che permettono la compressione di diritti ed interessi privati con mezzi diversi da quelli tipici indicati dalla legge.

Tale principi valgono, a maggior ragione, nei casi in cui un'azienda è autorizzata in AIA, dal momento che il D.Lgs n. 152/06 (il cosiddetto "Testo Unico Ambientale") appresta specifici rimedi per eliminare eventuali irregolarità o disfunzioni nell'esercizio dell'attività di stoccaggio e trattamento dei rifiuti.
Fra questi, l'art. 208 prevede una articolata disciplina nel caso in cui vengano accertate violazioni alle prescrizioni stabilite, ispirata ai principi di gradualità e proporzionalità, nell'ottica di un equilibrato bilanciamento degli interessi coinvolti.
In particolare, il comma 13, nel dettaglio, statuisce che "in caso di inosservanza delle prescrizioni dell'autorizzazione l'autorità competente procede, secondo la gravità dell'infrazione:
alla diffida, stabilendo un termine entro il quale devono essere eliminate le inosservanze;
alla diffida e contestuale sospensione dell'autorizzazione per un tempo determinato, ove si manifestino situazioni di pericolo per la salute pubblica e per l'ambiente;
alla revoca dell'autorizzazione in caso di mancato adeguamento alle prescrizioni imposte con la diffida e in caso di reiterate violazioni che determinino situazione di pericolo per la salute pubblica e per l'ambiente".

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