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Il Consulente ADR: ruolo e responsabilità nel trasporto di merci pericolose
7 ottobre 2019
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area: Tutela ambientale
Il Consulente ADR: ruolo e responsabilità nel trasporto di merci pericolose La figura del Consulente ADR, detto più propriamente Consulente per la sicurezza ai trasporti di merci pericolose o DGSA nell'acronimo inglese (nel seguito useremo per brevità questo ultimo termine), è stata introdotta nel nostro ordinamento dal Decreto Legislativo 04/02/2000 nr. 40 (Gazzetta Ufficiale numero 52 del 03/03/2000) in recepimento della direttiva europea 96/35/CE del 3 giugno 1996 relativa alla designazione e alla qualificazione professionale dei consulenti per la sicurezza dei trasporti di merci pericolose su strada, per ferrovia o per via navigabile.

Quella del DGSA è, dunque, una professione giovane!
Nel Marzo del 2010 questo Decreto è stato poi parzialmente abrogato e sostituito dal Decreto Legislativo 35/2010 del quale, ad oggi, non risultano in parte ancora emanati i Decreti attuativi. La vecchia norma rimane, dunque, ancora in vigore per quanto non in contrasto con il nuovo testo.
Queste norme sottolineano come questa sia una figura di ‘garanzia' per la sicurezza in azienda in merito alla gestione dei trasporti di merci pericolose. Difatti il DGSA non rappresenta un mero obbligo giuridico, ma un concreto collaboratore dei vertici aziendali occupandosi di elaborare adeguate procedure, garantire la necessaria formazione a tutti coloro che all'interno dell'azienda si occupano di merci pericolose e monitorare i processi aziendali affinché la sicurezza sia sempre al primo posto!

Le domande che però ci sentiamo rivolgere spesso dagli imprenditori hanno questo tenore: "è così importante avere il consulente DGSA?", "lo si deve nominare sempre?", "quali le eventuali sanzioni a carico dell'impresa?" "quanto mi costa?" E dopo aver spiegato (o provato a spiegare) il ruolo di questa figura e gli obblighi di legge, i ventagli di successive risposte spaziano da "...ci pensa il trasportatore col quale ho acceso un contratto..." oppure "... non ne ho bisogno perché spedisco ogni tanto..." e anche "...no, i miei prodotti non sono pericolosi: c'è il simbolo della fiamma ma non sono pericolosi ....".

Proviamo a capire meglio nell'articolo di E.Cappella, in allegato, tratto dalla Banca Dati Sicuromnia.

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