Stato di emergenza: arriva la proroga al 31 luglio 2021

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Con DELIBERA del 21 aprile 2021 il Consiglio dei Ministri proroga lo stato di emergenza connesso all’emergenza sanitaria da COVID-19, fino al 31 luglio 2021.

Superata, quindi la DELIBERA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 13 gennaio 2021 che conteneva la precedente proroga al 30 aprile 2021 ai sensi del DL 2/2021.

Cos’è la Dichiarazione dello Stato di emergenza?

La dichiarazione dello stato di emergenza serve a fronteggiare situazioni che per intensità ed estensione richiedono l’utilizzo di mezzi e poteri straordinari, come per l’appunto l’attuale situazione pandemica da Covid-19.

Quante volte è stato prorogato lo stato di emergenza?

A partire dall’inizio della pandemia nel 2020, lo stato di Emergenza epidemiologico ha subito diverse proroghe:

Perché prorogare lo stato di emergenza?

La proroga dello stato di emergenza deriva dall’esame dei dati epidemiologici che dimostra la persistenza della trasmissione diffusa del virus.
Inoltre, esistano oggettive condizioni per il mantenimento delle misure contenitive e precauzionali adottate con la normativa emergenziale in un’ottica di superamento del contesto di criticità, sottolinea il Governo nella Delibera.
Il Governo sottolinea anche che la situazione emergenziale persiste e che pertanto ricorrono i presupposti previsti dall’art. 24, comma 3, in base al quale “la durata dello stato di emergenza di rilievo nazionale non può superare i 12 mesi, ed è prorogabile per non più di ulteriori 12 mesi”.


Quali attività vengono svolte nello stato di emergenza?

Durante lo stato di emergenza, il Governo ritiene necessario compiere le opportune misure volte:

Inoltre, gli interventi di emergenza e assistenza da completare sono legati (art. 25 comma 2 lettere a)-c) alla:

  • organizzazione ed effettuazione degli interventi di soccorso e assistenza alla popolazione interessata dall’evento;
  • ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche,
    • alle attività di
      • gestione dei rifiuti;
      • delle macerie;
      • del materiale vegetale o alluvionale;
      • o delle terre e rocce da scavo;
    • e anche alle misure volte a garantire la continuità amministrativa nei comuni e territori interessati, mediante interventi di natura temporanea;
  • attivazione di prime misure economiche di immediato sostegno al tessuto economico e sociale verso la popolazione e le attività economiche e produttive interessate dall’evento, per fronteggiare le più urgenti necessità.

Da attivare inoltre, la:

  • realizzazione di interventi, anche strutturali, per la riduzione del rischio residuo nelle aree colpite dagli eventi calamitosi, strettamente connesso all’evento e finalizzati prioritariamente alla tutela della pubblica e privata incolumità, in coerenza con gli strumenti di programmazione e pianificazione esistenti.

Cos’è il Fondo per le emergenze nazionali?

Il Fondo, regolamentato all’art. 43 e 44 del Codice di protezione civile, contiene le risorse per lo svolgimento delle attività di previsione e prevenzione dei rischi. Queste sono assicurate dal Dipartimento della protezione civile e iscritte nel bilancio della Presidenza del Consiglio dei ministri; provengono dallo stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze. Una specifica Delibera del Consiglio dei Ministri indica le risorse disponibili.
Durante la fase emergenziale da COVID-19 il Governo ha stanziato 5.000.000,00 euro con Delibera del 31 gennaio 2020 ed ha integrato il Fondo per le emergenze nazionali di euro 100.000.000,00 con delibera del Consiglio dei ministri del 5 marzo 2020.

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