Salute e Sicurezza
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Emergenza COVID-19, misure restrittive per le attività lavorative: il DL 19/2020
26 marzo 2020
fonte: 
area: Salute e sicurezza sul lavoro
Emergenza COVID-19, misure restrittive per le attività lavorative: il DL 19/2020 Il nuovo DECRETO-LEGGE 25 marzo 2020, n. 19 che detta le "Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19" pubblicato in Gazzetta Ufficiale (GU Serie Generale n.79 del 25-03-2020) ed in vigore dal 26 marzo 2020, riporta molti riferimenti al mondo del lavoro e della sicurezza.
Il Decreto abroga il precedente decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, convertito con L. n.13/2020 (ad eccezione degli articoli 3, comma 6-bis, e 4) e l'articolo 35 del decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9. Le sue misure generali sono state esposte già dal Presidente del Consiglio e presenti nei contenuti minimi su queste pagine tratte dal sito del Governo e sono analoghe a quelle già disposte nei precedenti DPCM e Decreti legge.
Di seguito riportiamo solo i passaggi relativi più da vicino al mondo del lavoro ed allo svolgimento delle attività lavorative.

Lavoro agile


Nell'elenco delle Misure urgenti per evitare la diffusione del COVID-19, di cui all'art. 1 confermate le previsioni in materia di smart-working di cui all'art. 1 alla lettera 2) la limitazione della presenza fisica dei dipendenti negli uffici delle amministrazioni pubbliche, fatte comunque salve le attività indifferibili e l'erogazione dei servizi essenziali prioritariamente mediante il ricorso a modalità di lavoro agile.
Inoltre (lettera ff) viene imposta la modalità di lavoro agile, anche in deroga alla disciplina vigente per le altre attività d'impresa o professionali, anche ove comportanti l'esercizio di pubbliche funzioni, nonché di lavoro autonomo.
Esclusi i servizi di pubblica necessità previa assunzione di protocolli di sicurezza anti-contagio e nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale e dell'adozione di adeguati strumenti di protezione individuale.

Distanze di sicurezza

Scorrendo le misure di cui all'articolo 1 viene confermato il rispetto della distanza di sicurezza nelle attività d'impresa o professionali (anche ove comportanti l'esercizio di pubbliche funzioni, nonché di lavoro autonomo) e le attività commerciali (lettera u) di vendita al dettaglio, a eccezione di quelle necessarie per assicurare la reperibilità dei generi agricoli, alimentari e di prima necessità da espletare con modalità idonee ad evitare assembramenti di persone, da adottarsi da parte dei gestori di attività .
I gestori d'attività dovranno adottare (lettera ee) misure di informazione e di prevenzione rispetto al rischio epidemiologico.

Attuazione dei provvedimenti restrittivi

Sull'adozione dei provvedimenti restrittivi, l'art. 2 indica l'adozione di successivi DPCM sentiti, oltre che i ministri competenti, anche i presidenti delle regioni interessate, nel caso in cui riguardino esclusivamente una regione o alcune specifiche regioni, ovvero il Presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome, nel caso in cui riguardino l'intero territorio nazionale
I decreti, si legge nel DL 19/2020, possono essere altresì adottati su proposta dei presidenti delle regioni interessate ovvero del Presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome il Ministro della salute, il Ministro dell'interno, il Ministro della difesa, il Ministro dell'economia e delle finanze e gli altri ministri competenti per materia.

I provvedimenti regionali già emanati?

Sono fatti salvi gli effetti prodotti e gli atti adottati sulla base dei decreti e delle ordinanze emanati ai sensi del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6 (convertito con legge 5 marzo 2020, n. 13), ovvero ai sensi dell'articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, ma anche le misure già adottate con i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri adottati in data 8 marzo 2020, 9 marzo 2020, 11 marzo 2020 e 22 marzo 2020 per come ancora vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto. Le altre misure, ancora vigenti alla stessa data continuano ad applicarsi nel limite di ulteriori dieci giorni.

I provvedimenti regionali attuabili e non attuabili

Ulteriormente all'articolo 3 si riporta che nelle more dell'adozione dei DPCM attuativi, e con efficacia limitata fino a tale momento, le regioni, in relazione a specifiche situazioni sopravvenute di aggravamento del rischio sanitario verificatesi nel loro territorio o in una parte di esso, possono introdurre misure ulteriormente restrittive, tra quelle di cui all'articolo 1, comma 2, esclusivamente nell'ambito delle attività di loro competenza e senza incisione delle attivita produttive e di quelle di rilevanza strategica per l'economia nazionale.
Escluso, per i Sindaci la possibilità di adottare ordinanze contingibili e urgenti dirette a fronteggiare l'emergenza in contrasto con le misure statali, o eccedendo i limiti in esse previste.

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