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Rapporto Rifiuti Urbani 2019: i dati, le luci e le ombre
11 dicembre 2019
fonte: 
area: Tutela ambientale
Rapporto Rifiuti Urbani 2019: i dati, le luci e le ombre Un quadro piuttosto difficile e variegato, quello disegnato da Ispra nel Rapporto Rifiuti Urbani ed. 2019, presentato a Roma lo scorso 10 dicembre, e contenente i dati diffusi a livello nazionale relativi al 2018 sul mondo dei rifiuti. Parliamo di raccolta, trattamento e degli impianti di smaltimento, oltre ai costi della gestione in Italia.
Nel 2018 lo smaltimento pro-capite si attesta a mezza tonnellata. Sette regioni su venti arrivano al 65% di differenziata fissato dalla normativa, progressi per Sicilia e Molise. Impianti non al passo con le esigenze della differenziata, pochi e mal distribuiti. Organico il più raccolto, ma alcune regioni senza impianti per trattarlo. Esportazioni all'estero per 500 mila tonnellate di rifiuti.

E commenta FISE ASSOAMBIENTE: "Il Rapporto Rifiuti urbani di Ispra presenta un quadro di luci ed ombre: a fronte di alcuni risultati positivi sul fronte del riciclo, si conferma il grave deficit impiantistico nazionale sia per il flusso di rifiuti indifferenziati, che per quelli differenziati"
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Produzione nazionale dei rifiuti
Raccolta differenziata
Gestione rifiuti e Impianti
Smaltimento rifiuti
Il commento di Fise Assoambiente

Produzione nazionale dei rifiuti

nel 2018 la produzione nazionale dei rifiuti urbani torna a superare tale cifra e si attesta a quasi 30,2 con un aumento del 2% rispetto al 2017. La crescita è ancora maggiore se si guarda al dato pro capite: +2,2%, che in termini di quantità è pari a poco meno di 500 chilogrammi per abitante.
I valori più alti di produzione pro capite si osservano per il Centro, con 548 chilogrammi per abitante, con un aumento di oltre 10 kg per abitante rispetto al 2017. Il valore medio del nord Italia si attesta a circa ai 517 chilogrammi per abitante, in crescita di 14 kg per abitante rispetto al 2017, mentre il dato del Sud si attesta a 449 chilogrammi per abitante, con un aumento di 7 kg. La produzione pro capite di questa macroarea risulta inferiore di quasi 51 chilogrammi per abitante rispetto al dato nazionale e di quasi 100 chilogrammi in raffronto al valore medio del Centro.

Raccolta differenziata

Si conferma il trend di crescita anche nel 2018 con un +2,6 punti percentuali a livello nazionale rispetto all'anno precedente, raggiungendo così il 58,1%. Nell'ultimo decennio la percentuale è aumentata di quasi 25 punti percentuali, passando dal 35,3% al 58,1%. In termini quantitativi da circa 9,9 milioni di tonnellate a 17,5 milioni di tonnellate.
Tra i rifiuti differenziati, l'organico si conferma la frazione più raccolta in Italia. Rappresenta il 40,4% del totale e nel 2018 registra un'ulteriore impennata con un + 6,9% rispetto al 2017. Tra 2016 e 2017 era stato solo +1,6%. Da dove viene questa tipologia di rifiuto: soprattutto da cucine e mense (67,6%) e da rifiuti biodegradabili provenienti dalla manutenzione di giardini e parchi (28,2%).
Al secondo posto per quantità, carta e cartone (19,5% del totale), con 3,4 milioni di tonnellate e una crescita del 4,3% rispetto al 2017. Segue il vetro con oltre 2,1 milioni di tonnellate.

Gestione rifiuti e Impianti

Il recupero di materia rappresenta la maggior porzione di gestione dei rifiuti (28%), segue il conferimento in discarica (22%, quasi 6,5 milioni di tonnellate), il trattamento biologico della frazione organica e l'incenerimento.
Sono 646 gli impianti di gestione dei rifiuti urbani attivi nel 2018, in particolare 353 al Nord, 119 al Centro e 174 al Sud. Oltre la metà di questi è dedicata al trattamento dell'organico (339 impianti). In generale, l'aumento della raccolta differenziata ha determinato negli anni una crescente richiesta di nuovi impianti di trattamento, soprattutto per la frazione organica, e non tutte le regioni dispongono di strutture sufficienti a trattare i quantitativi prodotti.

Smaltimento rifiuti

I rifiuti urbani smaltiti in discarica, nel 2018, ammontano a quasi 6,5 milioni di tonnellate, facendo registrare, rispetto alla rilevazione del 2017, una riduzione nazionale del 6,4%. Solo nel Centro Italia si è registrato un incremento (+4,3%), mentre sono scesi di oltre il 10% il Nord e del 9% il Sud. Nell'ultimo decennio il ricorso alla discarica si è ridotto del 60%, passando da 15,5 milioni di tonnellate a circa 6,5. Sono 127 le discariche che sul territorio nazionale hanno ricevuto rifiuti provenienti dal circuito urbano: 56 al Nord, 25 al Centro e 46 al Sud.
Il 18% dei rifiuti urbani prodotti è incenerito (5,6 milioni di tonnellate), il dato è in aumento del 5,8% rispetto al 2017. Su 38 impianti operativi, il 68% si trova al Nord, in particolare in Lombardia e in Emilia Romagna.
Analizzando i flussi di rifiuti organici avviati fuori regione, i maggiori quantitativi derivano dalla Campania (circa 487 mila tonnellate) e dal Lazio (oltre 270 mila tonnellate), entrambe caratterizzate da una dotazione impiantistica non adeguata a quanto prodotto.

Il commento di Fise Assoambiente

"Il Rapporto Rifiuti urbani di Ispra presenta un quadro di luci ed ombre: a fronte di alcuni risultati positivi sul fronte del riciclo, si conferma il grave deficit impiantistico nazionale sia per il flusso di rifiuti indifferenziati, che per quelli differenziati".
E' questo il commento di FISE ASSOAMBIENTE, l'Associazione che rappresenta le imprese che operano nel settore dell'igiene urbana, riciclo, recupero e smaltimento di rifiuti urbani e speciali, nonché bonifiche, ai dati contenuti nel Rapporto Ispra sui Rifiuti Urbani, presentato oggi e riferito al 2018.
I dati positivi riguardano il riciclo: aumenta la raccolta differenziata, migliorano le regioni del Centro e del Sud, aumenta il riciclo effettivo raggiungendo con due anni di anticipo l'obiettivo del 50 % previsto dalla precedente direttiva.
Ma il Rapporto conferma le difficoltà del settore, e gli elementi critici, ormai strutturali nel nostro Paese. Prima di tutto la carenza di impianti di trattamento e smaltimento: per questo aumenta l'esportazione di rifiuti urbani all'estero, export sempre più orientato verso paesi dell'est. Ma aumenta anche la circolazione interna, con flussi importanti di rifiuti che viaggiano dal Centro/Sud al Nord, solo la Regione Lombardia ha registrato arrivi di rifiuti da Lazio e Campania. Il 70% dei rifiuti portati ad incenerimento sono stati trattati negli impianti del Nord (26 su un totale di 38). Alcune Regioni sono in crisi strutturale. Fenomeno che si aggrava con l'aumento della produzione di rifiuti nel 2018.
Non decollano gli impianti di digestione anaerobica, a fronte di un ulteriore aumento della raccolta differenziata dei rifiuti organici. Non tutte le regioni dispongono di impianti di compostaggio e la frazione organica si sposta da regione a regione, con prezzi in aumento. Una situazione che ha generato un aumento del costo complessivo del sistema, che ricade su cittadini e imprese.
"I dati Ispra", ha evidenziato il Presidente FISE Assoambiente - Chicco Testa, "confermano l'urgenza di una Strategia nazionale chiara e coerente sui rifiuti, per mettere in sicurezza tutte le filiere del riciclo con gli impianti necessari e le politiche di sostegno appropriate e per superare il deficit impiantistico in termini di impianti di incenerimento e discariche, e superare lo squilibrio nella localizzazione".

Nel portale del Catasto dei rifiuti (https://www.catasto-rifiuti.isprambiente.it) il dettaglio comune per comune della produzione, raccolta differenziata, gestione e costi dei servizi.

Per maggiori informazioni  
consulta il sito www.isprambiente.gov.it 
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