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Da rifiuti a risorse: le conclusioni dello studio dell'EurispesPoliEco
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Redazione Insic
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Tutela ambientale
Da rifiuti a risorse: le conclusioni dello studio dell'EurispesPoliEco Nel corso della V edizione del Forum internazionale sull'economia dei rifiuti, che si è svolto ad Ischia (20 e 21 settembre) è stato presentato ed analizzato lo Studio realizzato dall'Eurispes in collaborazione con il Consorzio PoliEco : "Da rifiuti a risorse. Il futuro della gestione delle plastiche"

Lo Studio, descrive lo stato attuale dell'arte della produzione di materie plastiche sia livello mondiale (chemostra un incremento in 10 anni del 3,7%) che europeo (+1,7%) analizzando le problematiche europeee nazionali legate al riciclo dei prodotti plastici.
Dallo studio è stato evidenziato, da un lato, una mappatura che vede i Paesi Ue come diversamente riciclatori, intermediari o rinunciatari (e l'Italia è fra quest'ultimi),dall'altro, un aumento delle problematiche (oltre che economiche anche di salute) dovute all'importazione di beni prodotti con rigenerato di dubbia origine.

I risultati dello Studio

Analizzando le cifre riportate nello Studio emerge che circa il 25% delle spedizioni di rifiuti inviate dall'Ue ai Paesi in via disviluppo di Africa e Asia avvengono in totale violazione delle normative internazionali. In Europa invece vengono importati in modo illecito una quantità ingente di beni contraffatti o diversamente pericolosiche, se adeguatamente riciclati in loco,darebbero luogo ad un maggior risparmio ed ad un minor depauperamento di ambiente e risorse.
Sempre per quanto riguarda il mercato della contraffazione, solo in Italia, è stato stimato che ammonti a circa 7 miliardi di euro, il checomporta minori entrate fiscali per 1,7 miliardi e una perdita di 110mila posti di lavoro.
Tra i settori piùcolpiti da questo fenomeno ci sono: abbigliamento e accessori (2,5 miliardi di euro), seguiti da cd, dvd, pirateria informatica e dal comparto agroalimentare (1,1 miliardi di euro). Nel 73% dei casi i beni sequestrati risultano di origine cinese.
Occorre quindi promuovere l'adozione di iniziative focalizzate sulla valorizzazione del marchio di qualitàambientale volontario "rifiuti km0", con l'obiettivo di favorire nel mercato italiano sia in termini economici che di servizi alle imprese,la predisposizione di ulteriori incentivi a sostegno di riciclatori e produttori.
C'è bisogno infatti di un generale cambio di prospettiva che sia in grado: di riconsiderare il concetto di rifiuti in termini di materiali, valorizzando la risorsa da un punto di vista tecnico-economico; e che sia anche capace di concepire il territorio non solo come elemento di qualità ambientale, ma anche come un punto di partenza per dare un nuovo e maggiore impulso del settore in un'ottica improntata sulla green economy.
Per realizzare questi importanti obiettivi c'è però bisogno di una maggiore cooperazione tra produttoridi manufatti, distributori, consumatori, riciclatori ed altri operatori del settore.
Proprio in quest'ottica s'inserisce lo Studio che al fine di favorire una maggiore cooperazione
ha delineato le seguenti prospettive che prevedono:
agire nei luoghi di produzione per captare i materiali prima che siano considerati rifiuti, evitandone altresì lo spostamento e la conseguente probabile dispersione sul territorio,(azione vincente, soprattutto se sostenuta dall'interazione tra Enti, Associazioni di categoria e Imprenditoria italiana, dai singoli produttori alla grande distribuzione);
riproporre in sede legislativa la condizione che gli impianti di riciclo in cui si conferiscono all'estero i rifiuti recuperabili debbano avere caratteristiche ambientali equivalenti a quelle vigenti in Europa;
• la promozione di un mercato dei prodotti riciclati (Acquisti Verdi) Made in Italy, soprattutto
quelli che possono vantare una certificazione in tal senso.

Il documento di sintesi del Rapporto è disponibile in allegato

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