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DL Sblocca-Italia: le misure contro rischio idrogeologico e bonifiche

15 settembre 2014
Redazione InSic

Il Decreto Legge Sblocca-Italia, DL 12 settembre 2014, n. 133, come già annunciato nei giorni scorsi, contiene disposizioni in materia di sblocco dei cantieri delle opere pubbliche e infrastrutturali, nonché di semplificazioni delle procedure edilizie. Trovano però anche spazio diverse tematiche ambientali.



Si tratta di misure chi riguardano
Art 7: gestione risorse idriche - rischio idrogeologico
Art. 8 - Terre e rocce da scavo
Art. 33 - Bonifica ambientale e rigenerazione urbana (Bagnoli - Coroglio)
Art. 34 - Semplificazione delle procedure in materia di bonifica e messa in sicurezza di siti contaminati.
Art. 35 - Impianti di recupero di energia, dai rifiuti urbani e speciali, costituenti infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale

Rischio idrogeologico
L'articolo 7 modifica il Codice Ambiente (artt. 147 e ss) per l'individuazione e la realizzazione di il superamento delle procedure di infrazione 2014/2059, 2004/2034 e 2009/2034, sentenze C-565-10 del 19 luglio 2012 e C-85-13 del 10 aprile 2014; si tratta di misure per la mitigazione del rischio idrogeologico e per l'adeguamento dei sistemi di collettamento, fognatura e depurazione degli agglomerati urbani, il finanziamento di opere urgenti di sistemazione idraulica dei corsi d'acqua nelle aree metropolitane interessate da fenomeni di esondazione e alluvione

Terre e rocce da scavo
L'articolo 8 detta una Disciplina semplificata del deposito preliminare alla raccolta e della cessazione della qualifica di rifiuto delle terre e rocce da scavo che non soddisfano i requisiti per la qualifica di sottoprodotto e per la Disciplina della gestione delle terre e rocce da scavo con presenza di materiali di riporto e delle procedure di bonifica di aree con presenza di materiali di riporto.
Un DPR da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del DL Sblocca Italia indicherà il riordino e la semplificazione della materia ispirandosi a specifici criteri:
a) coordinamento formale e sostanziale delle disposizioni vigenti,
b) indicazione esplicita delle norme abrogate,
c) proporzionalità della disciplina all'entità degli interventi da realizzare;
d)divieto di introdurre livelli di regolazione superiori a quelli minimi previsti dall'ordinamento europeo ed, in particolare, dalla direttiva 2008/98/UE.

Bonifica ambientale e rigenerazione urbana delle aree di rilevante interesse nazionale
Le aree di rilevante interesse nazionale saranno individuate con deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentita la Conferenza Stato-Regioni. In relazione a ciascuna area verrà predisposto uno specifico programma di risanamento ambientale e un documento di indirizzo strategico per la rigenerazione urbana finalizzati, a individuare e realizzare i lavori di messa in sicurezza e bonifica dell'area; definire gli indirizzi per la riqualificazione urbana dell'area; valorizzare eventuali immobili di proprieta' pubblica meritevoli di salvaguardia e riqualificazione; localizzare e realizzare le opere infrastrutturali per il potenziamento della rete stradale e dei trasporti pubblici, per i collegamenti aerei e marittimi, per gli impianti di depurazione e le opere di urbanizzazione primaria e secondaria funzionali agli interventi pubblici e privati, e il relativo fabbisogno finanziario, cui si fa fronte, per quanto riguarda la parte di competenza dello Stato, nell'ambito delle risorse previste a legislazione vigente.

Bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati
L'articolo 34 apporta modifica al Codice Appalti (D.Lgs. 163/2006) per la semplificazione delle procedure in materia di bonifica e messa in sicurezza di siti contaminati, incidendo sull'articolo 48 comma 1-bis, art. 49, art. 57, art. 70 , art. 132, art. 203. Inoltre, l'articolo specifica che i siti inquinati, nei quali sono in corso o non sono ancora avviate attività di messa in sicurezza e di bonifica, possono essere realizzati interventi e opere richiesti dalla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, di manutenzione ordinaria e straordinaria di impianti e infrastrutture, compresi adeguamenti alle prescrizioni autorizzative, nonché' opere lineari necessarie per l'esercizio di impianti e forniture di servizi e, più in generale, altre opere lineari di pubblico interesse a condizione che detti interventi e opere siano realizzati secondo modalità e tecniche che non pregiudicano ne' interferiscono con il completamento e l'esecuzione della bonifica, ne' determinano rischi per la salute dei lavoratori e degli altri fruitori dell'area.
Individuazione e realizzazione di impianti di recupero di energia, dai rifiuti urbani e speciali
L'articolo 35 prevede l'emanazione, entro 90 giorni dall'entrata in vigore del decreto Sblocca Italia, di un DPCM che individui gli impianti di recupero di energia e di smaltimento dei rifiuti urbani e speciali, esistenti o da realizzare per attuare un sistema integrato e moderno di gestione di tali rifiuti atto a conseguire la sicurezza nazionale nell'autosufficienza e superare le procedure di infrazione per mancata attuazione delle norme europee di settore. Tali impianti concorreranno allo sviluppo della raccolta differenziata e al riciclaggio, e in qualità di impianti termotrattamento costituiscono infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale ai fini della tutela della salute e dell'ambiente.

Riferimenti normativi:
DECRETO-LEGGE 12 settembre 2014, n. 133
Misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive.
(GU n.212 del 12-9-2014)


La proposta EPC
Sull'argomento, EPC editore ha pubblicato
Sblocca Italia: edilizia, urbanistica e paesaggioGhiloni MassimoManzo Rosario
Edizione: novembre 2014
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