Norme tecniche per le Costruzioni 2018
CHIMICA VERDE
Bioraffinerie: online il decreto interministeriale
fonte: 
Redazione Insic
area: 
Tutela ambientale
Bioraffinerie: online il decreto interministeriale Online il decreto interministeriale (Ambiente-MISE) firmato il 9 ottobre scorso che indica le procedure per l'installazione degli impianti di bioraffineria, i documenti da presentare, e la gestione delle aree di stoccaggio di materie prime, sottoprodotti e biocombustibili, nonché l'eventuale presenza di impianti di cogenerazione. In vista apposite linee guida ministeriali recanti i limiti di emissione degli impianti di bioraffinazione (vedi in allegato).

Sul sito del Ministero dello Sviluppo economico è stata data una prima pubblicazione al Decreto interministeriale (di seguito DIM) che regola le bioraffinerie, firmato il 9 ottobre dal Ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato e dal Ministro dell'Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare Andrea Orlando.

Il decreto, che si compone di dieci articoli, si applica alle bioraffinerie di seconda e di terza Generazione (di cui offre una dettagliata descrizione all'articolo 1)
Nell'articolo 2 si riportano le Procedure di autorizzazione da seguire per chi intende realizzare ed esercire un impianto di seconda e terza generazione alimentato da biomasse provenienti da filiera corta: necessaria l'allegazione alla richiesta, del Piano di approvvigionamento (definito all'Articolo 3), sui segue l'applicazione delle misure contenute nell'articolo 5 del D.Lgs. 3 marzo 2011, n. 28 (il decreto che reca Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili).
Si specifica nell'articolo che, per gli impianti con caratteristiche di processo analoghe rispetto a quelle di impianti già realizzati della stessa tipologia ed in esercizio in altro sito, l'autorizzazione alla loro costruzione e al loro esercizio non prevede una valutazione del processo, ma ne individua gli ingressi di materia prima e le uscite di prodotti e altre emissioni inquinanti per determinarne gli impatti ambientali e verificare il rispetto dei limiti di emissione. Il richiedente presenterà l'autorizzazione già acquisita dall'impianto similare, effettuerà le valutazioni ambientali e adotterà tutte le misure impiantistiche allo scopo di ottenere un impatto ambientale nel nuovo sito equivalente a quello già autorizzato.
L'Articolo 4 si riferisce che l'autorizzazione alla realizzazione dell'impianto di bioraffinazione include anche l'installazione all'interno dello stabilimento, di impianti di cogenerazione per la produzione di energia elettrica alimentati dagli stessi bioliquidi combustibili o dai sottoprodotti derivanti dal loro ciclo produttivo: il calore eventualmente utilizzato per la formazione dei prodotti della bioraffineria è considerato calore utile al fine della definizione di cogenerazione ad alto rendimento ai sensi DIM 4 agosto 2011.
All'articolo 5 si riportano alcune indicazioni sullo stoccaggio di sottoprodotti, che deve essere funzionalmente distinto e separato dall'area adibita al deposito delle materie prime impiegate nell'impianto. L'area deve essere adeguatamente attrezzata al fine di assicurare tutte le cautele necessarie ad evitare emissioni nocive per la salute umana o l'ambiente.
In base all'articolo 6, il gestore dell'impianto deve garantire la presenza costante di un sistema di tracciabilità delle materie prime e dei sottoprodotti.

Nel decreto si annuncia altresì che entro sei mesi dall'entrata in vigore del decreto (il giorno successivo alla sua pubblicazione in Gazzetta - ancora non avvenuta) le Regioni e Provincie autonome devono adeguarsi alle nuove disposizioni, al fine di consentire la realizzazione di bioraffinerie negli ambiti territoriali di competenza.
Inoltre, in base all'articolo 7, il Ministero sentito il Ministro della salute, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa europea, realizzerà apposite linee guida recanti i limiti di emissione degli impianti di bioraffinazione, quale parametro di valutazione, ai fini del controllo dei livelli delle emissioni. In loro attesa gli impianti di bioraffinazione che sono dotati delle Best Available Technologies (BAT) devono rispettare i limiti massimi previsti dalla corrispondente normativa in materia di emissione, unico parametro di valutazione a cui devono attenersi gli Enti locali e le Autorità preposte al controllo dei livelli delle emissioni.

Per maggiori informazioni  
consulta il sito www.sviluppoeconomico.gov.it 
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