LA SENTENZA

Abbandono di rifiuti in tratti autostradali e obbligo di rimozione

15 maggio 2015
Redazione InSic

Il Tar della Campania, sez Salerno, con sentenza n. 232 del 4 febbraio 2015, ha escluso per l'ANAS l'obbligo di rimozione in quanto ente proprietario del tratto autostradale; occorre cercare il responsabile dell'inquinamento


Il Tar di Salerno, con sentenza n. 232 del 4 febbraio 2015, ha accolto il ricorso dell'Anas in cui chiedeva di accertare che non fosse la responsabile della rimozione dei rifiuti su un tratto di strada, per la mancanza del requisito del dolo o della colpa.
Il Tar ha evidenziato che l'obbligo di bonifica, di rimozione e di smaltimento di rifiuti non va imposto solo perché si è proprietari o gestori del bene, ma va posta in capo al responsabile dell'inquinamento.
E' l'amministrazione che deve accertare l'esistenza del nesso di causalità tra l'azione o l'omissione e il pericolo concreto e attuale di superamento dei limiti di contaminazione.

Il fatto
L'Anas presentava ricorso per impugnare l'ordinanza del Comune di Auletta che le imponeva di rimuovere i rifiuti abbandonati lungo il tratto di strada, sostenendo che non fosse di sua competenza,bensì della Regione Campania e di conseguenza della Provincia di Salerno.
Il motivo del ricorso dell'Anas verteva sulla violazione e sulla falsa applicazione dell'art. 192 del D.Lgs. n. 152/06, nonché sulla violazione dell'art. 14 D.Lgs. n. 22 del 1997 e sulla violazione della Legge 241/90. Il comune di Auletta non si era costituito in giudizio.

La decisione del Tar
Il Tar di Salerno ha deciso di accogliere il ricorso dell'Anas avverso l'ordinanza del Comune di Auletta che aveva ordinato, ai sensi dell'art. 192 del d.lgs. n.152/2006, la rimozione dei rifiuti abbandonati sulla statale consistenti in cumuli di materiali tra i quali miscugli di cemento, mattoni, mattonelle e cumuli di asfalto.
Secondo il Tar, il ricorso dell'Anas è fondato in quanto l'art. 192 del D.Lgs. 152/2006 impone l'esistenza del requisito del dolo o della colpa, e l'accertamento in contraddittorio con i soggetti interessati.
Già con la sentenza n. 748 del 13 febbraio 2012, il Tar di Napoli, aveva osservato che il decreto legislativo 152/2006, incentrato sulla tipicità dell'illecito ambientale, non lascia spazio ad una responsabilità oggettiva, ma richiede l'elemento della colpa per rilevare la responsabilità dell'inquinamento in capo ad un soggetto.
Ciò vale anche nel caso in cui vi sia una responsabilità solidale del proprietario dell'area ove si è verificato l'abbandono ed il deposito incontrollato di rifiuti.
Secondo il Tar, sulla base del D.Lgs. 152/2006, non è possibile imporre ai privati non responsabili direttamente o indirettamente del fenomeno contestato, l'obbligo di bonifica di rimozione e smaltimento di rifiuti solo perché proprietari o gestori del bene. Ma, al contrario, la riduzione in pristino dello stato dei luoghi va posta in capo al responsabile dell'inquinamento, che deve essere ricercato e individuato dalle Autorità amministrative ai sensi degli artt. 242 e 244 del D.Lgs. 152/2006.
Per l'accertamento della responsabilità deve sussistere e deve essere provata l'esistenza del nesso di causalità tra l'azione/omissione e il pericolo concreto e attuale di superamento dei limiti di contaminazione, senza che rilevi una responsabilità oggettiva per il sol fatto di essere proprietario o possessore dell'immobile (T.A.R. Toscana, sez. II, 3 marzo 2010, n. 594).
Per questo motivo, l'Amministrazione comunale avrebbe dovuto ricercare gli elementi o gli indici significativi che addebitavano la condotta inquinante in capo al ricorrente e non valorizzare la "astratta competenza" dell'ente ritenendolo responsabile dell'abbandono dei rifiuti.
Per questi motivi, il Tar di Salerno ha accolto il ricorso dell'Anas e disposto l'annullamento dell'ordinanza impugnata.


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