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Valutare il Rischio chimico: valori limite e definizioni prossimamente su Ambiente&Sicurezza sul Lavoro

6 febbraio 2018
Rivista Ambiente & Sicurezza sul Lavoro

Sul prossimo numero di Ambiente&Sicurezza sul lavoro un articolo in materia di rischio chimico raccoglie le principali tipologie di valori limite esistenti ed esprime alcune considerazioni in merito al loro utilizzo, citando fonti internazionali, europee e le definizioni del Testo Unico di Sicurezza. Inoltre, una breve analisi della UNI EN 689:1997 sui valori di concentrazione rilevati in aria..

Il processo di valutazione del rischio da agenti chimici in ambito lavorativo risulta, nel panorama legislativo e scientifico mondiale, uno tra i più complessi ed articolati. Sono infatti più di 100 mila le sostanze chimiche conosciute circolanti all'interno del territorio europeo e le informazioni spesso risultano carenti.
Il metodo principe per la valutazione di tale rischio risulta essere, ad oggi, la misurazione dell'esposizione del lavoratore (inalazione, contatto, ingestione), ed il confronto di questa con un limite di soglia. Il non superamento di questo limite dovrebbe garantire al lavoratore una condizione di salute e sicurezza.

Nell'articolo "I valori limiti di esposizione nella valutazione del rischio chimico" di T. Castellan, L. Barbiero, G. Stocco (Normachem S.r.l.) in pubblicazione sul prossimo numero della rivista Ambiente & Sicurezza sul Lavoro vengono trattate le principali tipologie di valori limite esistenti e si esprimono alcune considerazioni in merito al loro utilizzo.
Si parte dalle "Definizioni" e dalle "tipologie" di valore limite a livello europeo e italiano: cominciando dal Testo Unico di Sicurezza che definisce innanzitutto il VLEP - Valore Limite di Esposizione Professionale ed il BLV- Biological Limit Value. Si indicano poi le definizioni di valori limite tratte dalla letteratura dello SCOEL (Scientific Committee on Occupational Exposure Limits) e nel Regolamento REACH (CE) n. 1907/2006, spiegando bene cosa si intende per Valore limite "raccomandato", "indicativo" o "consigliato".

Particolare rilievo viene poi dato alla norma UNI EN 689:1997 che regola le modalità di confronto dei valori di concentrazione rilevati in aria con i valori limite di esposizione a partire dalla definizione di I.R. Indice di Rischio, per poi riconoscere le diverse situazioni di accettabilità in base ai valori ottenuti.
Chiude l'articolo una comoda tabella riepilogativa degli Organismi europei ed internazionali e relativi valori limite.



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