Norme tecniche per le Costruzioni 2018
BIL
Tecnostress: sfide e rischi dell'innovazione tecnologica
fonte: 
Rivista Ambiente & Sicurezza sul Lavoro
area: 
Salute e sicurezza sul lavoro
Tecnostress: sfide e rischi dell'innovazione tecnologica Un nuovo appuntamento con la rubrica BIL (Benessere Interno Lordo), la rubrica della rivista Ambiente&Sicurezza sul Lavoro che analizza le principali tematiche collegate al tema del wellness aziendale.
Silvia Vescuso, direttore dell'Istituto Informa ha intervistato per la Rivista Ambiente&Sicurezza sul Lavoro, Sara Stabile, chimico e Ricercatore c/o il Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro ed Ambientale dell'INAIL, sul fenomeno del "tecnostress". La ricercatrice ci racconta dei dati che ha raccolto e dei programmi promossi dall'Inali, insieme ad altre istituzioni, per la promozione di progetti innovativi nell'ambito della salute e sicurezza sul lavoro.

Nell'intervista si cerca di definire il "tecnostress" definibile come "uno stato psicologico negativo associato all'uso attuale o futuro delle ICT" e la sua manifestazione: il lavoratore può accusare sintomi da stress a causa di orari e ritmi di lavoro intensi, carico di lavoro eccessivo, crescente complessità dei compiti e delle mansioni, sovraccarico di informazioni, riqualificazione professionale continua, aumento di nuove relazioni e di contatti virtuali, disturbi muscolo scheletrici causati da apparecchiature ergonomicamente inadeguate o da posture forzate, a cui si somma l'esposizione ai campi elettromagnetici, rientranti nella categoria "tradizionale" dei rischi fisici.
E quanto ai soggetti a rischio "non sono identificabili solo in settori specifici (operatori ICT, informatici, di rete, call center), ma sono estese a tutti i lavoratori che utilizzano le ICT in maniera costante, simultanea ed eccessiva".

L'intervista, che riportiamo integralmente, in formato PDF, si sposta poi sulla possibile collaborazione fra medico e datore di lavoro per il contrasto al fenomeno. Secondo la ricercatrice: "Una collaborazione in tal senso potrebbe potenziare il ruolo di entrambi nelle attività di prevenzione e nella promozione della salute del cittadino/lavoratore, tenendo conto anche del fatto che l'uso delle ICT ha reso sempre meno netti i confini tra vita lavorativa e vita privata".

E a proposito di formazione adeguata per la prevenzione del fenomeno, Stabile afferma: "Esistono diverse modalità per ridurre l'effetto dello stress legato all'uso della tecnologia quali: literacy facilitation(facilitazione di alfabetizzazione), technical support provision (fornitura di assistenza tecnica), involvement facilitation (facilitazione coinvolgimento) ... la sfida è di riuscire a ripensare la formazione, sia in termini di progettazione che di erogazione, in un'ottica di innovazione tecnologica, utilizzando le potenzialità che questa può dare in termini di maggiore coinvolgimento e partecipazione".

L'articolo è disponibile in allegato in formato integrale, tratto dalla rivista Ambiente&Sicurezza sul Lavoro n.12/2015

Riferimenti bibliografici:
Tecnostress
sfide e rischi dell'innovazione tecnologica
a cura di Silvia Vescuso- Direttore Istituto Informa, Psicologa del lavoro e delle Organizzazioni
Ambiente&Sicurezza sul Lavoro 12/2015

Per maggiori informazioni  
consulta il sito www.insic.it 
oppure scrivi a s.vescuso@istitutoinforma.it  
Selezionate per te da InSic
Hai trovato questo contenuto interessante? Rimani sempre aggiornato!

Iscriviti alla newsletter  Scarica l'app di InSic
Leggi su Google Edicola  Iscriviti al feed RSS

 
 
 
Tutta la normativa e la giurisprudenza sulla Banca Dati Sicuromnia: