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ANALISI INFORTUNI
Relazione INAIL 2014: il commento di Istituzioni e Associazioni
fonte: 
Redazione InSic
area: 
Salute e sicurezza sul lavoro
Relazione INAIL 2014: il commento di Istituzioni e Associazioni A seguito della presentazione di ieri, 9 luglio del Rapporto INAIL 2014, cominciano a fioccare le prime dichiarazioni delle Istituzioni.

Il parere del ministro del Lavoro, Poletti

Il sito dell'INAIL riporta i vari interventi istituzionali, a partire dal Ministro Poletti che intervenendo alla presentazione della Relazione sull'andamento infortunistico dell'Istituto ha sottolineato come in generale, la situazione sta migliorando, "ma fino a quando registreremo anche un solo incidente, un solo infortunio, un solo elemento di criticità, avremo qualcosa da fare" ha chiosato, esprimendo particolare preoccupazione per i dati sulle tecnopatie: "Un tema complesso che richiede un lavoro di indagine particolare e dove si deve investire ancora tanto".
Infine una nota a margine sul DURC online al via dal 1 luglio: "Il Durc on line è la dimostrazione che, quando si vuole, le cose si possono fare" e sulle ispezioni: "in materia di ispezioni è legittimo segnalare elementi preoccupanti. Tuttavia, da molti anni in questo Paese, per ben sei volte, è stata ignorata la legge che stabiliva un coordinamento per la sicurezza - ha concluso - Il nostro Paese è troppo frammentato a livello istituzionale. Per questo, è auspicabile una collaborazione autentica, in modo da ottenere il miglior risultato possibile".

Il commento di De Felice
In materia di attività ispettiva, si è espresso anche il Presidente dell'Istituto, Massimo De Felice al momento della presentazione della Relazione 2014. Il Presidente ha confermato la qualità della procedura informatica di "business intelligence", che sostiene l'attività ispettiva dell'Istituto e messo in luce l'essenzialità delle ispezioni "perché sono anche una componente rilevante e integrata nel processo complessivo di controllo e valutazione dei rischi, fornendo conoscenza sulla rischiosità delle lavorazioni effettuate dall'impresa, strutturalmente utile per altre numerose azioni gestionali".
E a proposito di una esternalizzazione dell'attività ispettiva attraverso la creazione di un'Agenzia unica in cui integrare i servizi oggi erogati da Ministero del Lavoro, Inps e Inail, proposta contenuta in uno dei decreti legislativi previsti dal Jobs Act, De Felice nel suo commento riportato sul sito dell'INAIL, sostiene che "Le osservazioni metodologiche che abbiamo rivolto, in via preliminare, allo schema di decreto legislativo sulla razionalizzazione e semplificazione dell'attività ispettiva hanno ribadito l'importanza dell'integrazione funzionale tra ispezioni e gestione, e della tutela dell'efficacia delle procedure informatiche a sostegno delle ispezioni, che potrebbe ridursi senza un'accorta, tempestiva e costosa riprogettazione delle basi dati e delle fasi di elaborazione".

In aumento sconti per meriti di prevenzione
Infine, De Felice mette in luce due aspetti importanti emersi dalla Relazione INAIL: in primis, la crescita costante del numero di imprese che hanno usufruito della riduzione del tasso di tariffa per meriti di prevenzione: sono state 34mila nel 2011, 41mila nel 2012, 46mila nel 2013, mentre le istanze presentate nel 2014 per interventi effettuati nel 2013 sono circa 71.200.
Ha poi ricordato la collaborazione, proseguita nel 2014, con Federchimica e Federutility, che ha portato la pubblicazione delle "linee di indirizzo", che consentiranno alle imprese di settore di accedere ai meccanismi di riduzione del premio assicurativo, e la riduzione del 7,99% dell'importo del premio per le imprese artigiane che non hanno denunciato infortuni nel biennio 2012-2013, cui sono stati destinati 27 milioni di euro e che ha interessato oltre 274mila ditte. Senza contare riduzioni per i settori dell'edilizia, pesca e navigazione.

Verso un nuovo piano di ricerca
De Felice ha infine anticipato che il nuovo piano di ricerca dell'Istituto, che sarà definito entro la fine dell'anno, sarà composto da pochi progetti di grandi dimensioni, per garantire chiara l'attribuzione della responsabilità dei risultati e per favorire le sinergie tra indagini correlate. L'obiettivo per il prossimo anno è tutelare le competenze dei ricercatori, a valutarne i meriti, a portare ancora più decisamente la ricerca nell'operatività dell'Inail: "Ne potranno derivare grandi vantaggi: indirizzo e strumentazioni più efficaci per le politiche di prevenzione, più coerenti contributi alla normativa, contenuti tecnici per i piani di formazione verso l'interno e verso imprese e lavoratori, all'esterno" spiega De Felice.

Il parere dell'ANMIL
Anche il Presidente dell'ANMIL Franco Bettoni ha commentato i dati INAIL 2014, segnalando la propria preoccupazione sia per il calo degli infortuni che per quelli mortali.
"Non si tratta di vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto - spiega in una nota il Presidente dell'Associazione che raccoglie oltre 400.000 vittime del lavoro - ma di leggere con attenzione e spirito costruttivo informazioni preziose che, purtroppo, lasciano trasparire che la sicurezza sul lavoro non rappresenta una priorità per l'economia di un paese come il nostro, che fatica ad uscire dalla crisi e non vede nella prevenzione un obiettivo strategico. Basti pensare al solo corrispettivo in termini economici del fatto che gli infortuni sul lavoro, lo scorso anno, hanno causato circa 11 milioni di giornate di assenza dal lavoro per inabilità, con una media di 82 giorni per gli infortuni con menomazioni permanenti e di circa 20 giorni in assenza di menomazioni".
"Alla riflessione odierna, che è comunque riferita ad un'analisi sullo scorso anno - aggiunge Bettoni -, sentiamo di sottolineare la nostra preoccupazione su dati INAIL invece più recenti, quelli della sezione statistica ‘Open Data', relativi agli infortuni denunciati nei primi 5 mesi del 2015 i quali, seppure sono da considerare ancora provvisori, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente non lasciano presagire nulla di buono".
"Infatti - spiega il Presidente dell'ANMIL - se tra il 1° gennaio e il 31 maggio 2015 si sono verificati circa 265.000 infortuni, con un calo di sole 15.000 unità rispetto ai 280.000 dello stesso periodo del 2014, la situazione si aggrava guardando i dati relativi ai morti per incidenti sul lavoro che mostrano un sensibile incremento delle denunce passate dai 358 casi dei primi 5 mesi 2014 ai 388 del 2015, dunque con un aumento di 30 casi corrispondente a +8,4%. In pratica, una tendenza che se proseguirà, dopo un decennio ininterrotto di contrazione delle morti sul lavoro, vedrà l'anno in corso destinato a segnare una preoccupante inversione di tendenza nell'andamento del fenomeno come non si verificava dal 2006".

"E parlando di dati negativi non possono che essere letti in un unico modo i numeri riguardanti alla crescita delle malattie professionali che nel 2014 sono aumentate di ben 5.600 unità, passando dalle 51.800 patologie denunciate nel 2013 alle 57.400 del 2014 (+10,7%) - puntualizza Bettoni -, ma in complesso dovrebbe allarmare tutti il dato sui lavoratori deceduti sempre nel 2014 con riconoscimento di malattia professionale che sono stati 1.488: un numero impressionante ma che normalmente non trova l'attenzione mediatica che la gravità del caso richiederebbe".

Per maggiori informazioni  
consulta il sito www.inail.it 
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