STUDI E RICERCHE

Progetto INSuLA: un commento all'indagine sulla percezione del rischio

11 luglio 2014
Fernando Cecchini - Sportello Disagio Lavorativo / Mobbing

Il progetto INSuLA presentato dall'INAIL a Roma nei giorni 3, 4 luglio, è la prima indagine italiana basata su un campione rappresentativo di oltre 12mila interviste a lavoratori, imprenditori e a tutte le figure della prevenzione aziendale secondo il D.lgs. 81/08.

L'obiettivo è di sviluppare un sistema permanente di rilevazione della percezione dei livelli di tutela. Il progetto INSuLA è stato realizzato dal settore Ricerca dell' Inail e presentato nell'ambito del convegno presso l'Auditorium della sede di piazzale Pastore dell'Istituto. Il progetto - disponibile online sul Canale della sicurezza dell'Inail - è approvato e finanziato dal ministero della Salute nell'ambito del Programma per la ricerca sanitaria in materia di tutela della salute nei luoghi di lavoro.

Concepito per sviluppare un sistema permanente di rilevazione della percezione delle condizioni di lavoro e dei livelli di tutela della salute e sicurezza, INSuLA, che ha visto il forte coinvolgimento di università, Regioni, parti sociali e associazioni scientifiche, ha l'obiettivo di fornire dati utili allo sviluppo di strumenti di prevenzione mirati al miglioramento della qualità della vita lavorativa, anche alla luce dei mutamenti del mondo del lavoro, in particolare a seguito dell'applicazione del decreto legislativo 81/2008 e delle sue successive modifiche.

"Il contesto scientifico di riferimento del progetto è quello relativo alle indagini conoscitive, europee e nazionali, sulla percezione della salute e sicurezza sul lavoro da parte delle figure coinvolte nel sistema di prevenzione," afferma Sergio Iavicoli del dipartimento Medicina del lavoro dell'Inail. "Tali indagini hanno acquisito nel tempo una rilevanza sempre maggiore, costituendo una preziosa fonte di informazioni per analizzare i vari aspetti delle condizioni di lavoro, individuare i gruppi di lavoratori a rischio e contribuire allo sviluppo delle politiche europee".

Le indagini principali, per un totale di oltre novemila interviste, sono state effettuate su un campione di lavoratori e su un campione di datori di lavoro, entrambi rappresentativi della forza produttiva italiana. Oltre a questo progetto capofila, che ha interessato anche i responsabili del servizio di prevenzione e protezione (631 interviste), sono stati realizzati tre focus specifici che hanno coinvolto tutte le figure della prevenzione previste dalla normativa vigente, "monitorati" in relazione alle criticità e ai bisogni relativi all'espletamento delle proprie attività, ovvero medici competenti (1.237 interviste), rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (600 interviste) e operatori dei servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro delle Asl (975 interviste).

Per quanto riguarda i lavoratori sono stati intervistati ottomila soggetti, distribuiti su tutto il territorio nazionale, le cui risposte hanno fatto emergere aspetti conoscitivi di grande interesse. Per esempio, in merito all'ordine di priorità da assegnare in relazione a quattro aspetti connessi all'attività lavorativa abbiamo:
- sviluppo di carriera,4,1%
- salute e sicurezza dell'ambiente di lavoro, 32,6%
- bilanciamento tra vita lavorativa e vita privata, 30,4%
- stabilità del posto di lavoro 32,9%

Altro aspetto d'interesse è quello che ha visto, con riferimento ai cinque anni precedenti l'indagine,
- dichiara di aver ricevuto dall'azienda informazioni riguardanti la normativa vigente in tema di salute e sicurezza sul lavoro. l'88%
- dichiara di aver usufruito di corsi di formazione obbligatori il 76%
- dichiara di informarsi anche autonomamente sulle tematiche attinenti la prevenzione sul lavoro il 50%

L'indagine sui datori di lavoro è stata condotta su un campione composto da 1.010 persone, rispecchiando le caratteristiche aziendali tipiche del tessuto produttivo italiano riguardo la dislocazione geografica delle aziende, il settore economico di appartenenza e la dimensione.
Tra i principali risultati emersi:
il 35,8% del campione ha dichiarato che nell'attuale situazione economica sia "abbastanza" sostenibile investire in tema di salute sul lavoro
il 35,6% che lo sia "molto" o "completamente"
il 56,1% ritiene che il livello di tutela della salute e sicurezza sul lavoro sia aumentato negli ultimi cinque anni, in seguito all'entrata in vigore dell'attuale normativa
il 42,7% ritiene che sia rimasto invariato.
il 61,8% degli intervistati svolge le funzioni di datore di lavoro presso una piccola-medio impresa e, dai risultati, sono emerse delle differenze rilevanti nelle percezioni dei datori di lavoro appartenenti ad aziende di maggiori dimensioni rispetto a quelli delle piccole e micro imprese.

Alcune note circa gli interventi delle parti sociali a conclusione del convegno.
- Aumento d'indagine verso alcuni settori pesantemente trascurati
- In taluni settori l'età media alta può essere sinonimo di mancanza di ricambio
- I dati presentati vanno considerati solo come un primo tassello
- Alcuni dati non sono sufficientemente rappresentativi
- Per l'individuazione del campione relativo ai medici competenti sono state contattate le associazioni di rappresentanza, per gli RLS sarebbe bene in futuro interessare le organizzazioni sindacali.
- Porre molta attenzione nelle future indagini circa l' emersione di nuove patologie professionali ( es. le psicosociali)

Tra le altre note va aggiunto, condiviso da molti dei presenti, che alcuni dati non corrispondono alla realtà e che alcuni campioni sono palesemente troppo modesti, come nel caso degli RLS.
Naturalmente questo non toglie l' importanza della ricerca i cui dati vanno ben valutati e tenuti in considerazione.



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