INTERPELLI

Obblighi formativi/vigilanza in Spazi confinati: l'interpello 23/2014

20 ottobre 2014
Redazione InSic

L'interpello del Ministero del Lavoro n.23/2014 riguarda l'interpretazione dell'articolo 3, commi 1 e 2 del D.P.R. 14 settembre 2011, n. 177, il Regolamento recante norme per la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti in ambienti sospetti di inquinamento o confinanti.

L'interpello presentato da FederUtility
La Federazione delle Imprese Energetiche e Idriche (FederUtility) richiede al ministero di chiarire alcuni aspetti del regolamento, tenendo presente che abitualmente, presso FederUtility, con la stipula di un unico contratto di appalto viene affidato, alle imprese appaltatrici o ai lavoratori autonomi, un incarico per operare in più ambienti confinati o sospetti di inquinamento, chiaramente specificati nel contratto, ubicati nell 'ambito del ciclo produttivo dell'azienda committente e la cui materiale esecuzione sì articola nell'arco temporale della durata del contratto stesso: si tratta di attività di breve o addirittura di brevissima durata ma che possono essere reiterate più volte nello stesso sito, nell'arco temporale di validità del medesimo contratto.
Alla luce di ciò, FederUtility chiede
-se sia corretta l'interpretazione secondo la quale l'attività informativa posta a carico del committente, possa essere considerata validamente espletata per tutta la validità del contratto, una volta che essa sia stata impartita a ciascun lavoratore, prima dell'accesso in ogni specifico sito e non siano cambiate, nel frattempo, le condizioni in cui si deve operare
- se sia corretta l'interpretazione secondo la quale l'attività di vigilanza richiesta al rappresentante del datore di lavoro committente dall'art. 3, comma 2, del D.P.R. 177/2011, "non richieda la sua costante presenza sul luogo di lavoro ma si estrinsechi, piuttosto, in una sua efficace attività di sovrintendenza sull'adozione ed efficace attuazione della procedura di lavoro

Secondo la Commissione Interpelli
La Commissione Interpelli ricostruisce la volontà del Legislatore che non è quella di imporre al datore di lavoro committente l'obbligo di erogare ai lavoratori delle imprese appaltatrici, compreso il datore di lavoro, ove impiegato nelle medesime attività, o ai lavoratori autonomi, una informazione inutilmente ripetitiva, ma piuttosto quella di assicurare che tutti coloro che accedano in ambienti sospetti di inquinamento o confinati siano puntualmente e dettagliatamente informati dal datore di lavoro committente "su tutti i rischi esistenti negli ambienti, ivi compresi quelli derivanti dai precedenti utilizzi degli ambienti di lavoro, e sulle misure di prevenzione e emergenza adottate in relazione alla propria attività".
Pertanto per garantire una informazione puntuale e non inutilmente dilatata e ripetitiva, spetta a ciascun datore di lavoro committente valutare, caso per caso, anche e soprattutto sulla base del tempo trascorso dall'ultimo accesso e della possibilità che le condizioni dei siti sospetti di inquinamento o confinati si siano modificate, se l'informazione già necessariamente erogata anche per quel singolo e specifico sito debba, o meno, essere ripetuta.

Quanto al secondo quesito, che attiene più da vicino l'art. 3 comma 2, del D.P.R. 177/2011, la Commissione ricorda che il ruolo affidato dal legislatore al "rappresentante" che deve essere individuato dal datore di lavoro committente "sia del tutto particolare e finalizzato a coordinare le attività che si svolgono nell'intero teatro lavorativo e per tutto il tempo necessario".
Tale soggetto, ricorda la Commissione Interpelli, deve essere adeguatamente formato, addestrato ed edotto di tutti i rischi dell'ambiente in cui debba svolgersi l'attività dell'impresa appaltatrice o dei lavoratori autonomi, e dovrà sovrintendere sull'adozione ed efficace attuazione della procedura di lavoro.
Spetterà quindi, ancora una volta, al datore di lavoro committente la scelta della persona più idonea e delle modalità operative più corrette per svolgere tali compiti, specificando nella procedura adottata se ed eventualmente quando, sia necessaria la presenza del proprio "rappresentante" direttamente sul luogo di lavoro in cui si effettuano le attività lavorative all'interno degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati.

Riferimenti normativi:
Interpello n.23/2014
Oggetto: art. 12, D.Lgs. n. 81/2008 e successive modifiche ed integrazioni - risposta al quesito relativo all'interpretazione dell'articolo 3, commi 1 e 2 del D.P.R. 14 settembre 2011, n. 177.

In allegato l'interpello in formato PDF



Per maggiori informazioni  
consulta il sito www.lavoro.gov.it 

Allegati

Interpello n.23/2014 - risposta al quesito relativo all'interpretazione dell'articolo 3, commi 1 e 2 del D.P.R. 14 settembre 2011, n. 177
- Interpello23_2014.pdf (137 kB)

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