EDITORIALE

Il Paese dice No: salta la Riforma del Titolo V

5 dicembre 2016
di Francesca Mariani - Coordinamento editoriale rivista Ambiente & Sicurezza sul Lavoro

La Legge costituzionale Boschi bocciata dal Referendum del 4 dicembre prevedeva la riforma del Titolo V della Costituzione e la ridefinizione dei rapporti Stato-Regioni in materia di sicurezza. Tutto resta com'è. Ma nel periodo di transizione ci auguriamo che la Sicurezza non subisca una ulteriore battuta d'arresto.

Si è parlato alternativamente di voto di pancia o di protesta. È stato identificato come un segnale di diffuso malcontento o più semplicemente come un "non sono d'accordo".
Tra tutte le possibili definizioni e i tentativi di incastrarlo in una determinata categoria, il No al Referendum del 4 dicembre ha cambiato le carte in tavola.
È poi un fatto che il 2016 sia stato un anno significativo in merito alle consultazioni popolari.
Fermo restando il rispetto per tutte le idee e le posizioni espresse in un sistema democratico, dall'Europa, all'Italia - dalla Brexit, al Referendum - un'ondata di segnali di stop ha contribuito a ridisegnare lo status quo in diversi campi della vita sociale.

Cosa succederà adesso per quanto riguarda la materia di nostra competenza?
In primis è saltata la modifica del Titolo V della Costituzione che riguarda la competenza legislativa concorrente tra Stato e Regioni e che - a giudizio di alcuni esperti del settore - sembrava essere l'ultimo ostacolo ad un radicale intervento di razionalizzazione dell'assetto normativo nazionale in materia di Salute e Sicurezza sul Lavoro. Stato e Regioni continueranno a dividersi poteri e competenze in materia di controlli e legislazione. E il D.Lgs. 81/08 non dovrebbe subire a breve grossi stravolgimenti.
In termini più diretti cambierà il Governo, ma nella pratica quotidiana del professionista della sicurezza, tutto resterà com'era.
Piuttosto fermo a dire il vero.

La speranza è che, in tempi non troppo lunghi, possa riprendere il suo iter il DDL per il Testo Unico sull'Amianto presentato in Senato a fine novembre, che sembra aver messo d'accordo un po' tutte le parti chiamate in causa. Potrebbe poi vedere la luce il tanto atteso Accordo Stato-Regioni dedicato alle misure di prevenzione di infortuni dovuti all'uso di alcol e sostanze stupefacenti, per cui c'è già una proposta in esame.
In questo periodo di transizione, che si sovrappone a quello che conduce dalla fine di un anno all'inizio di uno nuovo - tra bilanci e buoni propositi per il futuro - ci si interroga su ciò che servirebbe, a questo punto, per migliorare realmente la Sicurezza sul Lavoro.



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