QUESITO
Decreto Spazi Confinati: qual è il campo di applicazione?
fonte: 
Rivista Ambiente & Sicurezza sul Lavoro
area: 
Salute e sicurezza sul lavoro
Decreto Spazi Confinati: qual è il campo di applicazione? Nuovo quesito per la rivista Ambiente&Sicurezza sul lavoro!
Un abbonato chiede spiegazioni sull'applicazione del D.P.R. n. 177 del 14-09-2011 in materia di Spazi Confinati: si applica ai casi di affidamento di lavori, servizi e forniture ad imprese appaltatrici/lavoratori autonomi cui si applica l'art. 25 del TUS, e può riferirsi ai lavori "in proprio"?
Risponde l'Avv. Antonio Porpora, Avvocato del Foro di Roma, Patrocinante in Cassazione, Dottore di ricerca in Diritto del lavoro e Relazioni Industriali, Professore a contratto Università degli Studi di Roma La Sapienza.

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Il Quesito pubblicato sulla rivista Ambiente&Sicurezza sul lavoro

Relativamente al D.P.R. n. 177 del 14-09-2011 entrato in vigore il 25-11-2011, ho qualche perplessità in merito alla applicazione del decreto.
1. La norma è riferita ai soli casi di affidamento di lavori, servizi e forniture ad imprese appaltatrici o a lavoratori autonomi, ai quali devono essere applicati anche gli obblighi derivanti dall'art. 26 del D.Lgs. n. 81/08?
2. Detta norma è riferita anche ai lavori in luoghi confinati eseguiti "in proprio", cioè all'interno della propria azienda e con personale dipendente?
Dalla lettura delle Circolari Ministeriali n. 42 del 09-12-2010, n. 5 del 11-02-2011, n. 13 del 19-04-2011 e dell'interpello n. 23/2014 del 06-10-2014 mi sembra di capire che il D.P.R. n. 177/2011 è riferito ai soli appalti di attività e servizi in ambienti sospetti di inquinamento o confinati.
Se gli obblighi derivanti dal D.P.R. n. 177/2011 devono essere applicati a tutte le aziende che operano in proprio, in aggiunta alla valutazione dei rischi ed alla adozione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi individuati, ne conseguono ulteriori costi operativi e di gestione della sicurezza.

Secondo L'Esperto

Risponderò seguendo la numerazione seguita dal lettore.
1. Il DPR 177/2011 ha un campo di applicazione riconducibile al più ampio spettro dell'art. 26 D.Lgs. 81/2008 e non solo a quello dei lavori di cui al Titolo IV, Capo I del medesimo D.Lgs.. Peraltro, lo stesso art. 26 (comma 3 bis) prevede l'obbligatorietà senza deroghe (es. < 5 ug./anno) del DUVRI in caso di interventi in ambienti confinati o sospetti di inquinamento.
Ritengo opportuno, ferma la sostanziale adeguatezza, svolgere delle precisazioni sulle affermazioni nel quesito 1:
il subappalto, in tema di ambienti confinati o sospetti di inquinamento, è consentito solo se il relativo contratto sia stata regolarmente certificato ai sensi del D.Lgs. 276/2003,
• sicuramente l'azienda esecutrice delle attività dovrà redigere un piano di sicurezza, con una specifica procedura di emergenza sulla quale dovrà vigilare il rappresentante del committente, che potrebbe anche essere denominato POS, ma l'obbligatorietà del POS in senso stretto è riferita al Titolo IV, Capo I, D.Lgs. 81/2008 (lavori edili o di ingegneria civile che potrebbero coincidere o meno con quelli da svolgere in ambienti confinati o sospetti di inquinamento).
2. Il DPR 177/2011 è riferibile alle attività svolte da terzi; ove le attività in ambienti confinati o sospetti di inquinamento siano svolte da risorse interne, non trova applicazione tale norma, atteso che incide sulla verifica di idoneità di altri operatori. Ad ogni modo, dovranno ugualmente applicarsi le misure di cautela (modalità organizzative e specifica procedura di emergenza) previste dalla buona tecnica per lo svolgimento delle lavorazioni. A titolo esemplificativo, non sussistono i particolari doveri di verifica delle caratteristiche dei rapporti di lavoro, purché subordinati. Conseguentemente, qualunque datore di lavoro adibisca proprio personale allo svolgimento di attività in ambienti confinati o sospetti di inquinamento ha il dovere di provvedere alle formazione dello stesso personale (Lavoratori e Preposti) sugli specifici rischi; peraltro, per tali rischi, non è stato codificato uno specifico percorso formativo (quindi, non ci sono normativamente durate e/o contenuti particolari), se non le previsioni di cui all'accordo Stato Regioni del 07.07.2016 in ordine ai requisiti generali per i soggetti organizzatori della formazione (potendolo essere anche il datore di lavoro, in difetto di specifiche esclusioni) e per i soggetti docenti in conformità del DI 06.03.2013); non è, invece, necessaria l'individuazione del rappresentante del committente previsto nel DPR 177, atteso che i lavoratori operano direttamente nei propri ambiti, sotto la - questa necessaria - supervisione diretta di un preposto; ovviamente, dovranno essere fornite ai lavoratori le attrezzature di emergenza per lo svolgimento di tali attività, tenendo conto delle differenze tra ambienti confinati ed ambienti sospetti di inquinamento, limitando ai secondo gli autorespiratori occorrendi, mentre gli attrezzi di sollevamento e/o estrazione potrebbero essere necessari anche in ambienti solo confinati, ma ciò discende alla valutazione del rischio. Infatti, nel caso rappresentato, tali aspetti dovranno essere trattati nel DVR.

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