Norme tecniche per le Costruzioni 2018
QUESITO
Amianto e rifiuto di svolgere la prestazione
fonte: 
Redazione Banca Dati Sicuromnia
area: 
Salute e sicurezza sul lavoro
Amianto e rifiuto di svolgere la prestazione Un quesito pervenuto alla Banca Dati Sicuromnia chiede se è possibile far condannare, attraverso il ricorso al giudice del lavoro, l'azienda a pagare le retribuzioni a titolo di risarcimento del danno in favore di alcuni dipendenti che si sono rifiutati di eseguire la prestazione in ambienti pericolosi perché a rischio amianto?
Risponde Rocchina Staiano Docente in Diritto della previdenza e delle assicurazioni sociali ed in Tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro all'Univ. Teramo


Secondo l'Esperto
Sì; va premesso che la Cass. civ., 1 febbraio 2008 n. 2491 e Cass. civ., 14 gennaio 2005 n. 644 (ambedue in materia di cautele contro il rischio da amianto), stabiliscono che la responsabilità dell'imprenditore ex art. 2087 c.c., pur non configurando una ipotesi di responsabilità oggettiva, non è circoscritta alla violazione di regole di esperienza o di regole tecniche preesistenti e collaudale, ma deve ritenersi volta a sanzionare, alla luce delle garanzie costituzionali del lavoratore, l'omessa predisposizione da parte del datore di lavoro di tutte quelle misure e cautele atte a preservare l'integrità psicofisica e la salute del lavoratore sù luogo di lavoro, tenuto conto della concreta realtà aziendale e della sua maggiore o minore possibilità di venire a conoscenza e di indagare sull'esistenza di fattori di rischio in un determinato momento storico.
E' poi acquisita la regola secondo la quale, nel caso in cui il datore di lavoro non adotti, a norma dell'art. 2087 c.c., tutte le misure necessarie a tutelare l'integrità fisica e le condizioni di salute del prestatore di lavoro, rendendosi così inadempiente ad un obbligo contrattuale, questi, oltre al risarcimento dei danni, ha in linea di principio il diritto di astenersi dalle specifiche prestazioni la cui esecuzione possa arrecare pregiudizio alla sua salute (cfr. Cass. civ., sez. lav. 18 maggio 2006 n. 11664, la quale afferma che è legittimo il comportamento del lavoratore che rifiuta la prestazione lavorativa a causa delle condizioni di insalubrità e pericolosità per la salute esistenti nel luogo di lavoro).

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