APPROFONDIMENTO

Sulla rivista Antincendio 10/2015 si parla di...

27 ottobre 2015
Rivista Antincendio

È uscito il numero di ottobre della rivista Antincendio!
Il numero, questo mese analizza problematiche di sicurezza antincendio riferite a contesti lavorativi diversi: dai sistemi di gestione antincendio nelle strutture sanitarie all'uso della Fire Safety Engineering secondo il Codice Antincendio. Dagli effetti delle esplosioni sulle strutture alla rilevazione dei gas infiammabili. Non mancano studi sull'investigazione antincendio e sugli ambienti con atmosfera sotto-ossigenata.

RUBRICHE
Fra le rubriche spazio alle Associazioni di Settore (MAIA). Infine, la consueta vetrina dei prodotti delle Aziende dell'antincendio (che verranno proposte su queste pagine prossimamente).

INFORMAZIONI
Il Sommario completo del numero di ottobre di Antincendio è disponibile in allegato alla notizia.
Di seguito, un abstract degli articoli di ottobre 2015.
Per abbonarsi alla rivista, compilare il seguente modulo, da inviare via fax (F: 06/33111043)

ARTICOLI
Strutture sanitarie: il ruolo del Sistema di Gestione della Sicurezza Antincendio
Carlo Sala
Con l'emanazione del D.M. 19 marzo 2015, aggiornamento del D.M. 18 settembre 2002, è necessario predisporre ed adottare un Sistema di Gestione della Sicurezza Antincendio, nel seguito SGSA, conforme al Titolo V, allegato III del nuovo D.M.
Nell'articolo si produrranno una serie di documenti utili per uniformare tutte le fasi di avviamento delle strutture sanitarie in materia di antincendio, siano esse di nuova edificazione ovvero esistenti.

Codice di Prevenzione Incendi : esempi di FSE con l'uso di focolari predefiniti
Ing. Luca Nassi
È stato pubblicato il nuovo Codice di Prevenzione incendi che presenta, tra le varie novità e innovazioni introdotte, una sezione finale che illustra in modo sintetico e pragmatico una metodologia per l'utilizzo corretto dell'ingegneria della sicurezza antincendio o Fire Safety Engineering (FSE).
Nell'articolo propone alcuni esempi svolti utilizzando le indicazioni contenute nella sezione M del Codice ed in particolare gli incendi di progetto definiti nella tabella M2-2 - focolari predefiniti.

Un Metodo semplificato per la verifica degli effetti di esplosioni sulle strutture
Piergiacomo Cancelliere, Antonio Fidelibus, Luca Ponticelli
Con riferimento al tema della verifica degli effetti di esplosioni sulle strutture è stato recentemente proposto al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici del Ministero Infrastrutture e Trasporti di inserire nelle Norme Tecniche per le Costruzioni (D.M. 14/1/2008) un procedimento di calcolo per tali analisi.
Il punto di partenza è la sovrapressione di picco. In assenza di determinazioni più specifiche, nel presente articolo viene proposto un metodo speditivo di semplice applicazione che, rielaborando concetti di termodinamica di base e di classificazione delle zone, correla le caratteristiche fisiche, le condizioni di confinamento ed il volume delle miscele esplosive al picco di sovrapressione. La formulazione proposta trova riscontro nelle misurazioni sperimentali dichiarate in letteratura; ulteriori conferme possono tuttavia derivare dall'effettiva applicazione nella prassi corrente.
Il valore di sovrappressione stimato consente di valutare, con i metodi indicati dal D.M. 14/1/2008, le sollecitazioni negli oggetti investiti dall'onda d'urto e, quindi, i danni causati dall'esplosione. Tale valutazione, però, deve essere condotta avendo cura di considerare correttamente l'interazione fluidodinamica tra onda d'urto e target, gli aspetti di dinamica strutturale nonché il comportamento dinamico dei materiali.
Dal punto di vista applicativo il risvolto più importante consiste in un contributo alla determinazione delle aree di danno, degli scenari di emergenza e degli effetti domino, fondamentali per una valutazione completa e corretta del rischio esplosione.

Un metodo speditivo per ottimizzare la posa di un sistema rilevazione gas infiammabili
L. Fiorentini, M. Paccione
Nell'ambito dello sviluppo di studi di ingegneria antincendio a carattere prestazionale, l'analisi del rischio di incendio risulta essere un passaggio fondamentale per addivenire ad un giudizio del grado di resilienza di una strategia di sicurezza antincendio.
Attraverso lo sviluppo di una analisi del rischio sintetica, completa e ben rappresentativa (ad esempio con il supporto di linee guida e standard internazionalmente riconosciuti, quali NFPA 551 [1] ed ISO 1775/6:2000 [2]) è possibile individuare, per ciascuna sezione del dominio di analisi, gli scenari di riferimento, ovvero di progetto, rispetto ai quali deve essere verificata la prestazione della strategia antincendio individuata rispetto ad obiettivi prefissati in relazione al grado di vulnerabilità e di esposizione. Tale orientamento risulta del tutto validato anche dai recenti atti normativi in materia di prevenzione incendi (vedi D.M. Interno 3 agosto 2015 [3]) nei quali la prestazione della strategia antincendio deve essere determinata a partire da una analisi di rischio ovvero dalla definizione degli scenari incidentali di riferimento.

Riserve idriche per impianti antincendio: è d'obbligo il collaudo statico
Fabio Ferrario, Luciano Nigro
È piuttosto frequente osservare che la protezione contro l'incendio di insediamenti produttivi e/o logistici porti alla necessità di realizzare riserve idriche di grandi dimensioni (centinaia di metri cubi) e che tali riserve siano realizzate con serbatoi metallici verticali. È purtroppo consuetudine considerare tali serbatoi come parti speciali dell'impianto di spegnimento e non vere e proprie opere di ingegneria strutturale che devono assolvere ad importanti funzioni statiche (contenere il liquido, sopportare il carico della neve in copertura, garantire in sicurezza l'accessibilità alle squadre di manutenzione degli impianti) inclusa, e purtroppo oggi ne è sempre più riconosciuta l'importanza, la resistenza ad eventi sismici di diversa intensità garantendo la loro prestazione. È infatti abbastanza plausibile ipotizzare che, a seguito di un terremoto, possano manifestarsi danneggiamenti e rotture nell'impianto di produzione che possono innescare un incendio.
Questo articolo vuole porre in evidenza la necessità di considerare la riserva idrica costruita con fasciamo in acciaio bullonati o saldati come vera e propria opera di ingegneria strutturale, avente una sua specifica funzione statica e pertanto soggetta ad una serie di obblighi, tra cui il collaudo strutturale, ben definiti e descritti nell'attuale assetto normativo italiano.

L'investigazione antincendio sugli aspetti strutturali: una proposta di codifica
Franco Bontempi, Chiara Crosti, Marcello Mangione
I numerosi incendi che si innescano e danneggiano le strutture hanno rivoluzionato, da una parte, molte procedure sulla prevenzione definendo metodologie gestionali più efficaci e stanno, dall'altra, portando ad affinare procedure investigative codificate atte a ridurre il rischio di errori/omissioni durante le indagini.
Lo scopo di questo articolo è quello di esporre una metodologia codificata di Structural Fire Investigation (Investigazione sugli aspetti strutturali in caso di incendio) atta ad individuare le cause scatenanti, pregresse e latenti, che hanno determinato l'evento accidentale.

Gli ambienti a rischio incendio protetti con atmosfera sotto-ossigenata
Andrea Casu
I sistemi di riduzione dell'ossigeno (denominati anche sistemi ORS) sono una tecnica derivante da altre applicazioni tecnologiche (quali tecniche di conservazione della frutta e dei manufatti storici) che consente di combattere il fenomeno d'incendio già nelle sue fasi iniziali.
Attualmente l'impianto di prevenzione incendi ORS è una valida alternativa alle tecnologie antincendio fino ad oggi conosciute ed agiscono prima dei tradizionali impianti di spegnimento incendio, costituendo un impianto di prevenzione dell'incendio, tecnica raggiunta fino ad oggi con sistemi tradizionali (distanze di sicurezza, muri tagliafuoco ecc.). Sul tema normativo viene di seguito presentato un approfondimento che, pur non costituendo in alcun modo vincolo tecnico e non andando a sostituire la corretta applicazione delle norme antincendio vigenti, costituisce un valido riferimento progettuale in virtù delle norme esistenti ÖNORM e in prospettiva della futura approvazione della norma CEN/TC 191 e successive armonizzazioni nazionali.



Per maggiori informazioni  
consulta il sito www.insic.it 
oppure scrivi a antincendio@epcperiodici.it  

Allegati

Sommario rivista Antincendio n.10/2015
- Sommario_AI_10_15.pdf (614 kB)

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