ANTICIPAZIONI

Beni tutelati: un commento alla nuova Linea Guida per attività soggette e aperte al pubblico

16 novembre 2015
Marcella Battaglia

Il Comitato Centrale Tecnico Scientifico VVF, nella seduta del 27 ottobre, ha approvato la Linea guida per la progettazione antincendio negli edifici sottoposti a tutela, destinati a contenere attività aperte al pubblico e soggette ai procedimenti di prevenzione.





Le attività interessate
Il DPR 151/11 tra le nuove attività soggette ai procedimenti di prevenzione incendi ha individuato l'attività 72: "Edifici sottoposti a tutela ai sensi del d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, aperti al pubblico, destinati a contenere biblioteche ed archivi, musei, gallerie esposizioni e mostre, nonché qualsiasi altra attività contenuta nell'allegato I al d.P.R. 1 agosto 2011, n.151."
Per un bene tutelato aperto al pubblico e destinato ad attività soggetta a controllo VF, oggi i criteri di progettazione si rifanno alla regola tecnica per l'attività specificatamente normata secondo la destinazione d'uso (ad esempio per un albergo, il DM 9.4.94 e smi) ovvero ai criteri generali di prevenzione incendi e al DM 10.3.98 se l'attività non è normata.
La progettazione antincendio per questi edifici deve però garantire non soltanto la sicurezza primaria, cioè la salvaguardia della vita, ma anche la protezione dei beni intesi sia come edifici storici, involucri architettonici di interesse storico- artistico in cui si svolge un'attività aperta al pubblico, sia come oggetti tutelati in essi contenuti quali ad esempio finiture di pregio, pitture e sculture o manufatti che, sopravvivendo al tempo, sono giunti fino a noi.
In queste attività spesso esistono esigenze di conservazione della memoria storica, architettonica del bene tutelato o motivazioni di tipo tecnico che non consentono l'applicazione di una o più prescrizioni antincendio imposte da un approccio di tipo deterministico. L'adeguamento integrale sarebbe di fatto troppo invasivo per il bene tutelato o tecnicamente non realizzabile per motivi oggettivamente comprovabili. Allora si deve ricorrere al procedimento di deroga.

Genesi della Linea guida
Muovendo i passi dall'analisi di casi di deroga risultati più frequenti e raccogliendo le esigenze della comunità tecnico-scientifica di dare maggiore spazio alla progettualità senza rinunciare alla sicurezza, un apposito gruppo di lavoro incaricato dal Ministero dell'Interno, integrato da un rappresentante del Ministero dei Beni e delle attività culturali, ha predisposto una Linea guida, che a breve sarà divulgata tra gli operatori di settore, e che potrà fornire un utile supporto alla progettazione antincendio di queste attività che sono caratterizzate appunto da un duplice profilo di rischio per le persone e per i beni.

Obiettivi della Linea Guida
Oltre che in norme tecniche nazionali, europee ed internazionali, la Linea guida ha trovato un naturale riferimento nel Codice di prevenzione incendi (DM 3.8.15), il cui approccio semi - prestazionale ben si attaglia alle attività più complesse. La Linea guida offre al progettista la possibilità di giungere a soluzioni progettuali da proporre in deroga, dalle connotazioni meno vessatorie ma al contempo impegnative per gli aspetti gestionali a carico del titolare dell'attività, e più facili da eseguire tecnicamente sul fronte degli adeguamenti strutturali ed impiantistici.
Ad esempio, una misura gestionale è "il Piano di Limitazione dei Danni" che, partendo dal censimento preliminare dei beni culturali presenti nell'edificio, ne individua le quantità, le caratteristiche, la collocazione, le condizioni di movibilità, e quindi individua un'apposita procedura per la loro messa in sicurezza, indicando per ciascuno di essi quali azioni devono essere messe in pratica per la salvaguardia dell'edificio o dei beni tutelati quando si sviluppa un incendio.
Altra possibilità è quella di utilizzare, oltre alla squadra di addetti antincendio, una "squadra di supporto" al pubblico presente e ai beni. Queste incaricati possono coincidere anche con altre figure professionali presenti nell'organigramma aziendale, ad esempio in un teatro possono coincidere con le maschere, in un museo con le guide o i sorveglianti, in un ufficio pubblico con impiegati addetti al front-office e cosi via. L'importante è che siano appositamente formati alle mansioni di assistenza a loro specificatamente assegnate.

Le soluzioni tecniche da proporre in deroga
Rimandando ad una lettura più puntuale del testo, si può affermare che - nella filosofia progettuale della Linea - la compensazione del maggior rischio d'incendio si affida all'azione sinergica e complementare delle soluzioni conformi del Codice di prevenzione incendi, associate però a misure compensative ed aggiuntive, anche di tipo gestionale, per la salvaguardia degli occupanti e dei beni tutelati. Questa strategia progettuale deve essere però applicata integralmente per addivenire ad un insieme di misure funzionali e sinergiche tra loro, ma soprattutto efficaci nel fronteggiare il rischio d'incendio.

Prospettive future
La Linea guida ovviamente è solo un utile strumento progettuale, non è obbligatoria né esaustiva di tutti i casi oggetto di possibili istanze di deroga. E' il miglior "prodotto" con le migliori "misure e procedure" che lo stato delle conoscenze attuali può offrire secondo un giudizio esperto. Sarà anche un utile riferimento per gli organi di controllo che dovranno esprimere il competente parere sulle deroghe proposte, nell'obiettivo di garantire un'ampia uniformità di giudizio sul territorio nazionale.

L'argomento verrà trattato diffusamente in un articolo a firma di Francesca Conti sul numero di Novembre della rivista Antincendio.

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