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Il lavoratore ha esorbitato dalle proprie competenze: la condotta potrebbe essere abnorme - Cass. pen., Sez. feriale, sentenza n. 23947 del 14.08.2020

Data: 14/08/2020
Numero: 23947
L'abnormità della condotta del lavoratore tale da escludere la responsabilità del datore di lavoro non coincide con la mera imprudenza o disattenzione nello svolgimento delle lavorazioni, ma postula che il comportamento si svolga al di fuori dell'ambito delle mansioni assegnate ovvero che, pur collocandosi nell'alveo di esse, risulti radicalmente avulso da un'avventatezza prevedibile - e dunque evitabile - nelle operazioni. La vicenda in esame riguarda un datore di lavoro che è stato condannato per l'infortunio subito da un lavoratore che si era fatto male utilizzando un mezzo di proprietà di un'altra ditta. Con l'occasione della dedotta eccezione difensiva circa l'abnormità della condotta del lavoratore, comunque respinta dalla Suprema Corte, il Collegio precisa quando la condotta del lavoratore deve considerarsi interruttiva del nesso di causalità. Si è, in particolare, affermato che il comportamento del lavoratore può ritenersi "abnorme", e come tale non suscettibile di controllo da parte delle persone preposte all'applicazione delle misure di prevenzione contro gli infortuni sul lavoro, allorché provochi l'infortunio ponendo in essere, colposamente, un'attività del tutto estranea al processo produttivo o alle mansioni attribuite, realizzando in tal modo un comportamento "esorbitante" rispetto al lavoro che gli è proprio, assolutamente imprevedibile (ed evitabile) per il datore di lavoro, come, ad esempio, nel caso che il lavoratore si dedichi ad un'altra macchina o ad un altro lavoro, magari esorbitando nelle competenze attribuite in esclusiva ad altro lavoratore. D'altra parte, si è giudicata abnorme quella condotta che, pur rientrando nelle mansioni lavorative proprie del lavoratore o comunque in attività con esse connesse, sia consistita in qualcosa di radicalmente, ontologicamente lontano dalle pur ipotizzabili e, quindi, prevedibili, imprudenti scelte del lavoratore nell'esecuzione del lavoro.