Anche il Presidente di un’associazione senza scopo di lucro è responsabile della corretta gestione dei rifiuti prodotti
Corte di Cassazione Penale, sentenza n. 23749/2019

Data: 15/10/2019
Numero: 23749

"Il riferimento, operato all'art. 256, comma 2 d.lgs. 152/06 oltre che ai "titolari di impresa" anche ai "responsabili di enti", comprende necessariamente ogni ente giuridico, ivi compresi anche quelli associativi con finalità non lucrative.
Il Presidente di un'associazione di tiro a volo era stato condannato per aver abbandonato in modo incontrollato, nelle aree dove veniva svolta l'attività di tiro a volo ed in quelle limitrofe, rifiuti derivanti dalla stessa, quali piattelli rotti, borre, bossoli di cartucce vuote e pallini in piombo e, inoltre, per aver illecitamente smaltito, mediante combustione, rifiuti dello stesso tipo.
Nel ricorso per Cassazione la difesa sosteneva che:
- l'imputato era il Presidente di un'associazione dilettantistica senza scopo di lucro, la quale non esercita, neanche di fatto, un'attività economica, e che quindi non poteva essere ritenuto soggetto attivo della condotta contestata, considerando che egli non rientrerebbe, quale presidente di un'associazione tra i soggetti indicati dall'art. 256, comma 2, d.lgs. 152/2006;
- i rifiuti prodotti dall'attività erano stati correttamente depositati in attesa di essere smaltiti e che sarebbe stato dimostrato come la zona del campo di tiro sia spesso soggetta a condizioni meteorologiche impreviste, che potrebbero aver provocato il danneggiamento dei teloni e la dispersione di alcuni prodotti dell'attività già precedentemente stoccati negli appositi contenitori, sicché non sarebbe riscontrabile alcun comportamento negligente.
Nel respingere il ricorso, la Cassazione ha richiamato le massime espresse, sul punto, dal giudice di prime cure: il riferimento, operato dall'art. 256, comma 2 d.lgs. 152\06 oltre che ai "titolari di impresa" anche ai "responsabili di enti", comprende necessariamente, in considerazione della genericità dell'indicazione, chiaramente finalizzata, come nel caso delle imprese, alla massima estensione dell'ambito di operatività della norma, ogni ente giuridico, ivi compresi anche quelli associativi con finalità non lucrative, quali, appunto, le associazioni, la cui caratteristica di organizzazione stabile di più persone per lo svolgimento di un'attività comune consente di superare quella presunzione di minore incidenza sull'ambiente dell'abbandono di rifiuti di cui si è detto e sulla quale si fonda il diverso trattamento riservato dalla legge al singolo soggetto privato.
Nella nozione di enti cui fa riferimento l'art. 256, comma 2 d.lgs. 152\06 rientrano anche le associazioni ed integra il reato sanzionato da tale disposizione l'abbandono, da parte del rappresentante di un'associazione sportiva dilettantistica di tiro al volo dei rifiuti derivanti da tale attività."
(a cura di A. Quaranta)