Relazione di riferimento: quando deve essere presentata e a cosa serve
TAR di Bari, sentenza n. 1245/2019

Data: 10/10/2019
Numero: 1245
"La relazione di riferimento è uno strumento pratico atto a consentire un raffronto in termini quantitativi tra lo stato di un sito su cui insiste un'installazione e lo stato dello stesso al momento della cessazione definitiva delle attività, al fine di accertare se si è verificato un aumento significativo dell'inquinamento del suolo o delle acque sotterranee. La vicenda trae origine da un lungo contenzioso fra un Comitato per il no ad un inceneritore, da un lato, e il gestore dell'impianto e la Provincia dall'altro, in merito alla necessità, e ai contenuti, della relazione di riferimento che il gestore, pur ritenendo che l'impianto non fosse soggetto al relativo obbligo, ha comunque effettuato e trasmesso. Il TAR, dopo aver ripercorso minuziosamente tutto l'iter relativo all'introduzione nel nostro ordinamento della relazione di riferimento, ha ritenuto non accoglibili le istanze della ricorrente, seguendo questo iter argomentativo: - la Provincia ha condiviso pienamente gli esiti della verifica e quindi ha ritenuto che "date le modalità sia costruttive dello stoccaggio utilizzato e dei relativi bacini di contenimento (confinamento in serbatoi a norma), sia di utilizzo delle singole sostanze (con sistemi di prelievo e/o erogazione a norma)", non vi fossero possibilità di contaminazione del suolo e sottosuolo da parte delle singole sostanze pericolose; - la finalità della presentazione della relazione di riferimento (attuazione del principio "chi inquina paga", con conseguente ripartizione delle responsabilità tra i soggetti inquinanti) rende piuttosto incerto l'interesse del Comitato a dolersi della sua mancata presentazione; - l'articolo 29-sexies, comma 9-quinquies, del T.U.A, stabilisce, che in sede di autorizzazione, sono comunque previste condizioni idonee a garantire che se il gestore non è tenuto ad elaborare la relazione di riferimento, "al momento della cessazione definitiva delle attività esegua gli interventi necessari ad eliminare, controllare, contenere o ridurre le sostanze pericolose pertinenti in modo che il sito, tenuto conto dell'uso attuale o dell'uso futuro approvato del medesimo, non comporti un rischio significativo per la salute umana o per l'ambiente a causa della contaminazione del suolo o delle acque sotterranee in conseguenza delle attività autorizzate, tenendo conto dello stato del sito di ubicazione dell'installazione indicato nell'istanza"; - alla luce di ciò, quindi, è interesse del gestore presentare la relazione di riferimento al fine di veder correttamente constatato lo stato di inquinamento del sito, di modo che il principio "chi inquina paga", venga attuato evitando, per così dire, di pagare inquinamenti già presenti (cosa che è stata fatta); - al momento della cessazione definitiva dell'attività, lo stato del sito da rapportare a quello attuale, in assenza della relazione, sarà quello constatato in sede di autorizzazione; - l'eventuale compromissione ambientale, per la quale il Comitato agisce in giudizio, pertanto, avrà comunque ristoro integrale." (a cura di A. Quaranta)