Norme tecniche per le Costruzioni 2018
Misure preventive antincendio: nelle istituzioni scolastiche sono a carico del proprietario
Cass. pen., Sez. III, sentenza n. 30143 del 15.07.2016
Data: 
15/07/2016
Numero: 
30143

L'art. 18, co. 3, T.U. Sic. prevede che gli obblighi relativi agli interventi strutturali e di manutenzione necessari per assicurare la sicurezza degli edifici assegnati in uso a pubbliche amministrazioni o a pubblici uffici, ivi comprese le istituzioni scolastiche ed educative, restano a carico dell'amministrazione tenuta, per effetto di norme o convenzioni, alla loro fornitura e manutenzione.

"Il dirigente responsabile dell'area tecnica e manutentiva di un comune è condannato per il reato di cui all'art. 46, co. 2, e art. 55, co. 5, lett. c), T.U. Sic. per non avere adottato misure idonee per prevenire gli incendi all'interno della scuola elementare, atteso che gli estintori non erano stati sottoposti alla verifica periodica e che l'impianto idrico non era funzionante. L'imputato, ricorrendo per cassazione, rileva che il datore di lavoro per gli uffici e le istituzioni scolastiche dipendenti dal ministero della pubblica istruzione va individuato nei capi delle istituzioni scolastiche ed educative statali, non nel dirigente dell'area tecnica del comune. Per la Corte, il ricorso è manifestamente infondato. Tenuto conto anche del contenuto del D.M. del 26.08.1992, nell'ambito della gestione della sicurezza negli istituti scolastici, bisogna distinguere le misure di tipo "strutturale ed impiantistico", di competenza dell'ente locale proprietario dell'immobile, e titolare del resto del potere di spesa necessario per adottare le dovute misure, e gli adempimenti di tipo unicamente "gestionale" ed organizzativo spettanti invece all'amministrazione scolastica. La funzionalità dell'impianto idrico antincendio e la sottoposizione degli estintori alla verifica periodica rientrava tra le prime misure."
(a cura di S. Casarrubia)

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE TERZA PENALE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. ROSI Elisabetta - Presidente -
Dott. DE MASI Oronzo - Consigliere -
Dott. ANDREAZZA Gastone - rel. Consigliere -
Dott. ANDRONIO Alessandro Maria - Consigliere -
Dott. RICCARDI Giuseppe - Consigliere -

ha pronunciato la seguente:
SENTENZA

sul ricorso proposto da:
B.R., n. a (OMISSIS);
avverso la sentenza del Tribunale di Santa Maria Capuavetere, sez. dist. di Aversa, in data 23/01/2014;
udita la relazione svolta dal Consigliere Dott. Gastone Andreazza;
udite le conclusioni del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Dott. ANGELILLIS C., che ha concluso per l'annullamento senza rinvio per prescrizione;
udite le conclusioni dell'Avv. V. Di Vaio, in sostituzione del Difensore di fiducia Avv. G. Cantelli, che si e' riportato ai motivi.

Fatto
1. B.R. ha proposto ricorso avverso la sentenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, sezione distaccata di Aversa, con cui lo stesso e' stato condannato alla pena di Euro 2.000,00 di ammenda per il reato di cui al D.Lgs. n. 81 del 2008, art. 46, comma 2, e art. 55, comma 5, lett. c) per non avere, quale dirigente responsabile dell'area tecnica e manutentiva del comune di (OMISSIS), adottato misure idonee per prevenire gli incendi all'interno della scuola elementare (OMISSIS) atteso che gli estintori non erano stati sottoposti alla verifica periodica e che l'impianto idrico non era funzionante.

Rileva che a norma del D.Lgs. n. 195 del 2003 nonche' del D.M. n. 292 del 1996 il datore di lavoro per gli uffici e le istituzioni scolastiche dipendenti dal ministero della pubblica istruzione e' individuato nei capi delle istituzioni scolastiche ed educative statali si' che erroneamente il responsabile sarebbe stato individuato nella specie nell'imputato quale dirigente dell'area tecnica del Comune. Inoltre l'imputato ha formalmente cessato le funzioni di responsabile dell'ufficio tecnico in data 30/06/2009 essendo l'accertamento avvenuto successivamente a tale data, ovvero il 13/10/2009. Lamenta poi che la sentenza non ha analizzato adeguatamente il contributo delle fonti dichiarative avendo acriticamente recepito il contenuto delle deposizioni dei testimoni P. e Pa.; ne' la sentenza ha spiegato le ragioni per cui si e' ritenuta irrilevante la documentazione citata dal teste Pa.. Infine nessuna motivazione puntuale sarebbe stata data in relazione all'elemento psicologico del reato.

2. Sotto un secondo profilo lamenta l'incompetenza funzionale del giudice, essendo stato istituito solo a far data dal 13/09/2013 con i D.Lgs. nn. 155 e 156 del 2012 il Tribunale di Napoli Nord, mentre per i fatti anteriori doveva ritenersi competente il tribunale di Santa Maria Capua Vetere e non il neo istituito Tribunale di Napoli Nord. 3. Infine, con un terzo motivo, lamenta la nullita' della sentenza per violazione di legge in relazione alla quantificazione della pena giacche' il giudice avrebbe dovuto dar conto degli elementi ostativi alla concessione delle attenuanti generiche nella massima estensione nonostante l'ottimo comportamento processuale dell'imputato e la presenza di un fatto di modestissima entita', nonche' in relazione all'l'irrogazione di una sanzione senza indicazione in maniera analitica degli elementi di cui all'art. 133 c.p..

Diritto
4. L'assunto, proposto con il primo motivo, secondo cui la responsabilita' in ordine alla scurezza negli istituti scolastici sarebbe da attribuire ai capi delle istituzioni scolastiche ed educative statali, e' manifestamente infondato.

Il D.Lgs. n. 81 del 2008, art. 18, comma 3 prevede che gli obblighi relativi agli interventi strutturali e di manutenzione necessari per assicurare, ai sensi dello stesso D.Lgs., la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati in uso a pubbliche amministrazioni o a pubblici uffici, ivi comprese le istituzioni scolastiche ed educative, restano a carico dell'amministrazione tenuta, per effetto di norme o convenzioni, alla loro fornitura e manutenzione. In tale caso gli obblighi previsti dal presente D.Lgs., relativamente ai predetti interventi, si intendono assolti, da parte dei dirigenti o funzionari preposti agli uffici interessati, con la richiesta del loro adempimento all'amministrazione competente o al soggetto che ne ha l'obbligo giuridico. Sicche', correttamente, tenuto conto anche del contenuto del D.M. del 26 agosto 1992, la sentenza impugnata ha spiegato che nell'ambito della gestione della sicurezza negli istituti scolastici bisogna distinguere le misure di tipo "strutturale ed impiantistico", di competenza dell'ente locale proprietario dell'immobile, e titolare del resto del potere di spesa necessario per adottare le dovute misure, e gli adempimenti di tipo unicamente "gestionale" ed organizzativo spettanti invece all'amministrazione scolastica con la conseguenza che, versandosi in fattispecie relativa alla riscontrata assenza di funzionalita' dell'impianto idrico antincendio e alla mancata sottoposizione degli estintori alla verifica periodica, altrettanto correttamente il Tribunale ha concluso per la responsabilita' dell'imputato, quale dirigente responsabile dell'area tecnica e manutentiva del Comune di (OMISSIS).

La sentenza ha anche logicamente escluso che il fatto che il decreto del Sindaco n. 3 del 2009 prevedesse la cessazione di detta veste possa avere avuto rilievo scriminante giacche', da un lato, l'accertamento svolto dai vigili del fuoco, seppure avvenuto nell'ottobre del 2009, aveva appurato una carenza da tempo sussistente in ragione del mancato assolvimento dei compiti di legge gia' a far data dall'anno 2005, e, dall'altro, il dirigente scolastico Pa., esaminato quale teste, aveva affermato di avere continuato ad avere come proprio referente in ordine al profilo della sicurezza nella scuola l'imputato sino al gennaio del 2010. Quanto alle altre doglianze lamentate con il ricorso in ordine alla pretesa ricezione acritica delle dichiarazioni dei testi P. e Pa. e in ordine al profilo dell'elemento soggettivo, ne va constatata l'assoluta genericita'.

5. Il secondo motivo e' parimenti inammissibile: anche a prescindere dalla inammissibile proposizione della eccezione di incompetenza territoriale per la prima volta dinanzi a questa Corte, viene comunque lamentata la illegittima trattazione del processo ad opera del Tribunale di Napoli Nord quando invece, nella specie, e' pacifico che il processo si e' svolto dinanzi al Tribunale di Santa Maria Capuavetere, dallo stesso ricorrente indicato come ufficio competente.

6. Infine il terzo motivo e' manifestamente infondato: premesso che le attenuanti generiche sono state riconosciute, contrariamente a quanto dedotto dal ricorrente, nella loro massima estensione, va poi ricordato, quanto alla determinazione della pena, che ove, come nella specie, per la violazione ascritta sia prevista alternativamente la pena dell'arresto e quella dell'ammenda, il giudice non e' tenuto ad esporre diffusamente le ragioni in base alle quali egli applichi la misura massima della sanzione pecuniaria, perche', avendo l'imputato beneficiato di un trattamento obiettivamente piu' favorevole rispetto all'altra piu' rigorosa indicazione della norma, e' sufficiente che dalla motivazione sul punto risulti la considerazione conclusiva e determinante in base a cui e' stata adottata la decisione, tale motivazione ben potendo esaurirsi nell'accenno alla equita' quale criterio di sintesi adeguato e sufficiente (Sez. 3, n. del 18/06/20015, Di santo, Rv. Sez. 1, n. 3632 del 17/01/1995, Capelluio, Rv. 201495; vedi anche Sez. 1, n. 40176 del 01/10/2009, Russo, Rv. 245335).

7. In definitiva, il ricorso va dichiarato inammissibile con conseguente, da un lato, preclusione della possibilita' di rilevare la prescrizione intervenuta successivamente alla sentenza impugnata (cfr. Sez. U., n. 32 del 22/11/2000, De Luca, Rv. 217266), e, dall'altro, condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di denaro di Euro 1.500,00 in favore della Cassa delle Ammende.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro 1.500,00 in favore della Cassa delle Ammende.

Cosi' deciso in Roma, il 14 aprile 2016.

Depositato in Cancelleria il 15 luglio 2016

 
 
 
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