IN GAZZETTA

Terremoto: in Gazzetta il DL su emergenza e ricostruzione

14 novembre 2016
Redazione InSic.it

In Gazzetta (n.264 del 11-11-2016) l'atteso Decreto legge 11 novembre 2016, n. 205 che detta "Nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni e dei territori interessati dagli eventi sismici del 2016". Vigente all'11 novembre è un provvedimento chiave per risolvere l'emergenza abitativa e infrastrutturale delle zone del centro-Italia colpite dai vari sisma succedutisi negli ultimi mesi, a partire dall'agosto scorso.

Annunciato nel Consiglio dei Ministri del 4 novembre, il decreto legge segue agli ultimi eventi sismici che hanno colpito le zone del centro Italia. Il governo espone in anteprima le caratteristiche del Decreto di prossima pubblicazione in gazzetta. Ne riportiamo le parti che più afferiscono agli aspetti edili e di ricostruzione delle infrastrutture.

Interventi accellerati e assistenza abitativa
Il provvedimento detta norme volte a consentire interventi accelerati per poter affrontare con efficacia le conseguenze delle nuove scosse di terremoto verificatesi tra il 26 e il 30 ottobre, tenendo conto dell'approssimarsi della stagione invernale.
L'emergenza principale di cui il dl si occupa è quella di garantire un'adeguata assistenza abitativa alle popolazioni colpite dalle ripetute scosse. Per fronteggiarla, si prevede che il Dipartimento della protezione civile possa, con procedure rapide e trasparenti, acquisire i container e, sulla base delle indicazioni dei Comuni, individuare le aree sulle quali installarli.
Al fine poi di favorire il rientro nelle case, per gli edifici con danni lievi, che necessitino cioè soltanto di interventi di immediata riparazione, si prevede che i soggetti interessati possano - previa presentazione di apposito progetto firmato da un professionista abilitato che documenti il nesso di causalità tra il sisma e lo stato della struttura, oltre alla stima del danno - procedere al ripristino dell'agibilità degli stabili.

Beni storici artistici e infrastrutture viarie
Per la messa in sicurezza del patrimonio storico e artistico, i Comuni interessati hanno la facoltà di effettuare direttamente gli interventi indispensabili, dandone comunicazione al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.
All'Anas il compito di intervenire con urgenza per la messa in sicurezza e il ripristino della viabilità delle infrastrutture che rientrano nelle sue competenze e di quelle degli enti locali devastati dai ripetuti sismi.

Personale per la ricostruzione
Infine, per riuscire a gestire la mole di procedimenti che i Comuni si trovano a dover attivare, il decreto autorizza l'assunzione a tempo determinato di personale di tipo tecnico ed amministrativo fino ad un massimo di trecentocinquanta. Previsto anche il rafforzamento della struttura della Protezione civile e di quella del Commissario straordinario alla ricostruzione.

La Delibera del 31 ottobre
Inoltre, sulla Gazzetta Ufficiale del 2 novembre 2016 è stata pubblicata la Delibera del 31 ottobre 2016 del Consiglio dei Ministri che estende gli effetti della dichiarazione dello stato di emergenza (adottata con la delibera del 25 agosto 2016), in conseguenza degli ulteriori eccezionali eventi sismici che il giorno 30 ottobre 2016 hanno colpito nuovamente il territorio delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.
La delibera autorizza inoltre uno stanziamento aggiuntivo di 40 milioni di euro, che si sommano alle risorse già stanziate per le stesse aree in occasione dei precedenti terremoti, spiega il Governo nel Consiglio dei Ministri del 31 ottobre scorso.
Si convenne in quella sede di procedere in tempi molto stretti all'adozione di un nuovo decreto legge (ora finalmente pubblicato) finalizzato a rispondere all'eccezionalità della situazione che si era determinata accelerando ulteriormente le procedure e consentendo risorse aggiuntive di personale a disposizione degli enti locali per far fronte alle centinaia di migliaia di verifiche tecniche che andranno effettuate.



Per maggiori informazioni  
consulta il sito www.governo.it 

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