Norme tecniche per le Costruzioni 2018
ENERGIA
Tariffe Energie e Rinnovabili: le novità del DL 'Spalma-Incentivi'
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Redazione InSic
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Edilizia
Tariffe Energie e Rinnovabili: le novità del DL 'Spalma-Incentivi' Con il DL 91/2014, (cd. DL #AmbienteProtetto o "Spalma incentivi" il governo mira a ridurre le bollette elettriche delle piccole e medie imprese, attuando una serie di risparmi sugli oneri generali di sistema

Il decreto legge 91/2014 (per l'ambiente noto come DL #AmbienteProtetto - si veda sotto le notizie sul decreto) è attualmente all'esame del Senato, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, e molte sono le critiche apportate dal Decreto (una per tutte è pervenuta da Anie che paventa un effetto retroattivo negativo sui contratti già stipulati tra investitori, consumatori, produttori di energia e Stato nel settore degli impianti fotovoltaici).

La Camera spiega che lo sviluppo delle energie rinnovabili rappresenta la linea direttrice delle politiche energetiche del settore e che si impone il vincolo di contenere la spesa in bolletta che grava su imprese e famiglie, allineando il livello degli incentivi ai valori europei e spingendo lo sviluppo dell'energia rinnovabile termica, che ha un buon potenziale di crescita e costi specifici inferiori a quella elettrica.
Fra le cause degli alti costi dell'energia in Italia:
-il peso degli incentivi alla produzione rinnovabile elettrica fra i più elevati d'Europa (, gli incentivi unitari alla produzione fotovoltaica sono circa il doppio di quelli tedeschi);
-alto costo dell'energia: circa il 20% circa della bolletta elettrica italiana (escluse imposte) è destinato a incentivi alla produzione tramite fonti rinnovabili (componente A3 della bolletta).

Tariffe elettriche
Con il D.L. 145/2013, c.d. Destinazione Italia (convertito in legge 9/2014) sono state previste numerose disposizione che vanno nella direzione di ridurre le bollette energetiche alle PMI. In particolare, con l'articolo 1 (commi 3-6) si propone ai produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili titolari di impianti che beneficiano di incentivi un'alternativa tra continuare a godere del regime incentivante spettante per il periodo di diritto residuo oppure optare per la fruizione di un incentivo ridotto a fronte di una proroga del periodo di incentivazione. In tal modo si cerca di ridurre il peso della componente A3 sulle bollette dei prossimi anni, senza effetti retroattivi sui contratti già stipulati.
Con il DL 91/2014 vengono introdotte nuove modalità di erogazione degli incentivi a carico delle tariffe elettriche riconosciute all'energia prodotta dagli impianti fotovoltaici. Spiega la Camera che, il Gestore dei Servizi Energetici S.p.A. (G.S.E. S.p.A.) - a decorrere dal secondo semestre 2014 - erogherà le tariffe incentivanti con rate mensili costanti, su base annua, pari al 90% della producibilità media annua stimata di ciascun impianto e un conguaglio, riconosciuto entro il 30 giugno dell'anno successivo, in relazione alla produzione effettiva. Inoltre, rimodula (a decorrere dal 2015, secondo specifiche percentuali di riduzione e su un periodo di 24 anni, anziché di 20) le tariffe incentivanti per l'energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici di potenza nominale superiore a 200 KW. In relazione alle rimodulazioni disposte, agli imprenditori fotovoltaici è concesso di accedere a finanziamenti bancari, per un importo massimo pari alla differenza tra l'incentivo già spettante al 31 dicembre 2014 e l'incentivo rimodulato.
Tali finanziamenti possono beneficiare sulla base di apposite convenzioni con il sistema bancario di provvista dedicata e di garanzia concessa, cumulativamente o alternativamente, da Cassa depositi e prestiti S.p.A. In alternativa all'allungamento del periodo di corresponsione dell'incentivo, il produttore può optare per una riduzione volontaria dello stesso per una quota pari all'8% dell'entità residua dell'incentivo di spettanza (articolo 26).

Interventi di efficienza energetica
Per quanto riguarda gli interventi di efficienza energetica, il DL 91/2014 contiene norme di semplificazione amministrativa, integrando così il D.Lgs. n. 28/2011, soprattutto per quanto riguarda la procedure per l'autorizzazione realizzazione di interventi di efficienza energetica, piccoli impianti a fonti rinnovabili, e di impianti di produzione di biometano.

Energie rinnovabili
Per quanto concerne gli obiettivi quantitativi riguardo alla diffusione delle energie rinnovabili in Italia, ci si propone di raggiungere il 19-20% dei consumi finali lordi (rispetto all'obiettivo europeo del 17%), pari a 23-24 Mtep di energia finale l'anno. Questo consentirà una riduzione di emissioni fino a 50 milioni di tonnellate di CO2.
Per il settore elettrico: ovbiettivo di sviluppo delle rinnovabili fino al 35-38% dei consumi finali al 2020, pari a circa 120-130 TWh/anno o 10-11 Mtep, con contemporaneo contenimento dei costi incrementali in bolletta per i consumatori, accompagnando la crescita dei volumi di energia rinnovabile con incentivi progressivamente ridotti e commisurati al costo (decrescente) della tecnologia e in linea con altri paesi leader in Europa. A disposizione 11,5-12,5 miliardi l'anno per 20 anni, assegnando le residue risorse in base a criteri di priorità che favoriscano l'efficienza, l'innovazione tecnologia, un minore impatto ambientale e la filiera industriale nazionale.
La Camera sottolinea comunque che il settore delle rinnovabili elettriche negli ultimi anni ha avuto uno sviluppo fortissimo, guidato da incentivi generosi: l'obiettivo 20-20-20 è stato già praticamente raggiunto, con quasi 8 anni di anticipo93 TWh prodotti nel 2012 rispetto ad un obiettivo 2020 di 100 TWh, grazie ad una forte crescita delle installazioni negli ultimi anni per circa 17 GW raggiunti (siamo secondi solo alla Germania) ed all'esaurimento del Quinto Conto Energia per l'incentivazione del fotovoltaico (raggiunta la soglia dei 6,7 miliardi di euro).

Le Rinnovabili termiche
Si punta a sviluppare la produzione di rinnovabili fino al 20% dei consumi finali al 2020 (dal 17% dell'obiettivo 20-20-20), pari a circa 11 Mtep/anno sostituendo una parte degli impianti esistenti alimentati a combustibili convenzionali e con lo sviluppo o l'ampliamento di infrastrutture di rete per la diffusione del calore rinnovabile e un'ampia crescita di tecnologie quali caldaie a biomassa, pompe di calore, solare termico. A disposizione un Conto Termico per l'incentivazione degli interventi di più piccole dimensioni, dotato di risorse per circa 900 milioni di euro l'anno. Sebbene finora trascurate dalle politiche energetiche del Paese, le fonti rinnovabili termiche hanno visto uno sviluppo spontaneo importante, sottolinea la Camera: sono più efficienti e meno costose delle rinnovabili elettriche e comportano benefici significativi di risparmio combustibile. Finora sono cresciute in assenza di un quadro di incentivazione stabile e dedicato, in grado di orientare il consumatore verso le tecnologie più "virtuose": per le rinnovabili termiche di piccola taglia è stato però recentemente varato un decreto ministeriale che incentiva direttamente l'installazione di impianti dedicati, il cosiddetto "Conto Termico" (DM 28 dicembre 2012) che assegna incentivi a copertura di una quota dei costi di investimento iniziale, variabili in base alla taglia e alla zona climatica, corrisposti in 2 anni (per piccoli interventi domestici) o 5 anni (per gli altri) e con premialità addizionali per le tecnologie più efficienti; al 2020, il Conto Termico da solo consentirà di raggiungere il target PAN per le rinnovabili termiche, pari al 17% dei consumi finali lordi, ovvero ~10 Mtep.

Settore trasporti
Per le Rinnovabili nei trasporti la strategia energetica nazionale conferma l'obiettivo europeo al 2020 di un contributo da biocarburanti pari a circa il 10% dei consumi, ovvero circa 2,5 Mtep/anno: prevista l'adozione di biocarburanti di seconda generazione, con un impatto al 2020 di circa 1 miliardo di euro in termini di costi per il sistema.

Per maggiori informazioni  
consulta il sito www.camera.it 
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