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Rischio caduta: uno Studio INAIL sull'assorbitore di energia cinetica
fonte: 
Redazione InSic
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Edilizia
Rischio caduta: uno Studio INAIL sull'assorbitore di energia cinetica INAIL ha reso noto uno Studio sull'assorbitore di energia cinetica, un DPI in uso per eliminare o ridurre il rischio caduta dei lavoratori. Il Sistema è regolamentato dalla norma di prodotto UNI EN 355: 2003 - Dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall'alto - Assorbitori di energia, che prevede una massa di prova di 100 kg.che fornisce le caratteristiche dimensionali e meccaniche che l'assorbitore deve possedere; in essa viene assunto che il peso del lavoratore è pari a 100 kg e non è previsto che possa variare. (Immagine tratta dalla Pubblicazione INAIL)

Tuttavia nella UNI non si prevede che tale peso possa variare: ecco che lo Studio INAIL cerca di comprendere come una ipotetica variazione del peso possa influire sul comportamento dell'assorbitore, sulla base di prove sperimentali effettuate.
Studi teorici effettuati dal Laboratorio Cantieri temporanei o mobili del DIT nell'ultimo decennio, confermati da risultati sperimentali , mostrano che un assorbitore di energia, dimensionato per una massa di 100 kg, non garantisce, a parità di caduta libera, decelerazioni sopportabili dai normali lavoratori dell'industria, quando viene abbinato ad una massa molto minore di 100 kg, per esempio di 60 kg. Si possono raggiungere infatti decelerazioni di circa 8 o 9 g, lontani dai 6 g massimi, generalmente accettati a livello internazionale, si cita nella Premessa del Documento che invitiamo a leggere per completezza e che riportiamo sotto in alcune parti.

Le prove effettuate
Le prove consistono nella caduta di un torso di massa m da una certa quota, collegato ad un punto di ancoraggio fisso mediante un sistema di arresto caduta.
Scelto un sistema di arresto caduta (indicato con F o I) e fissata una caduta libera h cl , le prove sono state eseguite utilizzando 4 masse differenti (60, 80, 100 e 120 kg). Per ogni massa utilizzata, è stata eseguita la caduta per 4 valori della caduta libera h cl (h cl = 4, 3, 2 e 1m). Ogni prova, fissata la massa e fissata l'altezza, è stata ripetuta per 5 volte. In totale, per ogni massa, sono stati eseguiti 20 test di caduta (5 test per ognuna delle 4 cadute scelte); per ogni sistema di arresto caduta (F o I) sono stati eseguiti 80 test di caduta (20 test per ognuna delle 4 masse utilizzate).
In ogni prova il torso è stato equipaggiato a terra con il sistema di arresto caduta (imbragatura, assorbitore, cordino e connettori), con gli strumenti di misura e acquisizione dell'accelerazione del torso e della forza frenante.

I risultati raggiunti
I dati presenti sulle tabelle riportate nello studio e relative all'accelerazione a mis mostrano che per la massa di 60 kg il numero n(g) assume valori superiori a quello tollerabile pari a 6. Per le masse di 100 e 120 kg tale valore non viene mai superato. Cio vale nei due sistemi testati (F ed I).
Il valore tollerabile della a mis viene superato anche per la massa di 80 kg in caso di utilizzo del sistema I.
Per le masse di 100 e 120 kg tale valore non viene mai superato, sia per il sistema F che I.
Da ciò discende che utilizzando assorbitori di tipo F ed I
• un lavoratore di peso compreso pari a 60 kg, in caso di caduta, subisce delle sollecitazioni superiori a quelle normalmente accettate
• un lavoratore di 80 kg presenta la stessa problematica in caso di utilizzo dell'assorbitore I.
• un lavoratore di peso compreso tra 100 e 120 kg, invece, è sottoposto ad accelerazioni inferiori a quelle normalmente accettate.
"Sono dunque i lavoratori leggeri quelli soggetti al rischio legato al funzionamento dell'assorbitore. Essi infatti sono sottoposti ad elevate accelerazioni e ridotte cadute frenate che possono comportare danni all'organismo in quanto lo stesso potrebbe non sopportare l'elevata energia meccanica tramessa. Ciò a prescindere dalle loro caratteristiche fisiche e dalle condizioni di salute. Potrebbe essere utile introdurre delle classi per individuare le tipologie di assorbitori da impiegare nelle varie fasce di peso che potrebbero essere testati non solo con massa di 100 kg ma con taglie differenti (ad es. 60 kg ÷ 90 kg e 90 kg ÷ 120 kg). Ciò significherebbe sottoporre a revisione la UNI EN 355: 2003.
Indipendentemente da questo sull'assorbitore potrebbe essere indicato in funzione del peso del lavoratore il numero n (g) e la caduta libera massima consentita in maniera tale che in caso di caduta lo stesso non subisca danni. I dati presenti sulle tabelle (vedi tab. 4.4.5-3 e 4.4.5-4) relativi alla forza frenante F max mostrano che essa è stata sempre inferiore a 6 kN.
Per contenere le decelerazioni a livello accettabile è dunque necessario ridurre le forze frenanti. L'attuale limite di 6 kN previsto nelle norme EN appare ragionevole per le persone di peso corporeo compreso nella gamma tra 80 e 100 kg mentre la forza frenante massima per le persone comprese tra 60 kg e 80 kg dovrebbe essere di 4 kN e per quelle comprese tra 100 kg e 120 kg di 8 kN"
.

LA UNI EN 355/2003
La UNI EN 355: 2003 - Dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall'alto - Assorbitori di energia al punto 4.4 individua il requisito dinamico che l'assorbitore deve soddisfare. Esso è relativo alla forza frenante F f che non deve essere maggiore di 6 kN in corrispondenza di una distanza di arresto h inferiore a (2L t + 1,75 m), dove per L t si intende la lunghezza del cordino più l'assorbitore.
La prova sperimentale per la determinazione della forza frenante F f deve essere effettuata come indicato al punto 5.3.4.1 della UNI EN 364: 1992 utilizzando una massa di acciaio rigida o un torso di prova di 100 kg.
La norma UNI EN 355 fissa dunque dei limiti per i fattori che intervengono nel descrivere la dinamica di un arresto della caduta utilizzando una massa di 100 kg: la forza frenante F max e la caduta totale h, data dalla somma della caduta libera h cl e della caduta frenata h cf .

Riferimenti bibliografici:
Idoneità dell'assorbitore di energiain relazione al peso del lavoratore
Prodotto: Volume
Edizioni Inail - maggio 2016
Informazioni e richieste: dcpianificazione comunicazione@inail.it

Per maggiori informazioni  
consulta il sito www.inail.it 
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