LA SENTENZA

Cassazione: mancata redazione del PIMUS e sanzioni previste

5 aprile 2013
Redazione Insic

Nella sentenza 2080, del 16 gennaio 2013, la Cassazione ha confermato la responsabilità di un titolare di un'impresa edile per aver smontato e rimontato delle parti di un ponteggio, senza però aver redatto il relativo PIMUS ed utilizzando del personale non correttamente formato ed senza sufficiente esperienza, rinviando la sentenza limitatamente alla determinazione del trattamento sanzionatorio.

Infatti, la pena stabilita dal Giudice Amministrativo (quattro mesi e quindici giorni di arresto) risulta, in relazione alla violazione di cui all'articolo 36 quater, comma 3 del D.Lgs 626/1994, illegale, in quanto superiore al massimo previsto in via edittale per tale fattispecie contravvenzionale.

Ricorda la Cassazione che per queste violazioni, le disposizioni sanzionatorie previste dal D.Lgs. n. 626/1994, art. 89 (ora trasfuse nel D.Lgs. n. 81 del 2008, art. 156, comma 2, lett. b) sono determinate in una forbice minimo-massimo in misura lievemente superiore a quelle previste dall'art. 89), (correttamente poste a parametro della dosimetria dal giudice di merito); le disposizioni sanzionatorie stabiliscono per la violazione della condotta di cui all'art. 36 quater, commi 5 e 6 del medesimo decreto legislativo la pena edittale indicata al comma 2, lett. a) (arresto da tre mesi a sei mesi o ammenda, rimasta indicata in L. da tre ad otto milioni) e per la violazione di cui all'art. 36 quater, commi 1, 3 e 4, la pena edittale di cui al medesimo art. 89, comma 2, lett. b bis) (arresto fino a tre mesi o ammenda da Euro 258,00 a Euro 1.032,00), lettera e sanzione adeguata con decorrenza 19 luglio 2005, ad opera del D.Lgs. n. 235/2003, art. 1



Allegati

Cass. pen.sez feriale.n. 2080 del 16 gennaio 2013
- Cass.pen.s.n.2080_16_12013.pdf (89 kB)