LA SENTENZA

Infortuni in cantiere: responsabile il datore anche quando assente sul posto

7 luglio 2014
Redazione InSic

La Cassazione con sentenza n.11162 del 27-02-2014 afferma che in materia di infortuni sul lavoro e relativa responsabilità del datore di lavoro, la saltuaria presenza di costui non esclude un addebito di responsabilità in materia di sicurezza dei lavoratori in quanto è tenuto a conoscere e governare l'organizzazione del lavoro e dei turni dei dipendenti.

Nel caso di specie un lavoratore impiegato nella movimentazione di un convoglio composto da 30 carri merci era scivolato dal predellino ferendosi con postumi invalidanti nella misura del 18%.
Veniva contestato al legale rappresentante dell'azienda committente e al direttore dell'ufficio di aver violato le norme poste a tutela della salute e della sicurezza sul lavoro consentendo che il lavoratore svolgesse attività di manovratore pur essendo privo del prescritto patentino e inoltre lavorasse in condizioni di estremo sovraccarico venendo impiegato in attività lavorativa per un numero di ore maggiore di quanto consentito, in violazione del decreto d.lgs. 66/2003.
La responsabilità dei due è stata ribadita in Corte d'Appello, ma i ricorrenti si appellarono alla Cassazione censurando il convincimento espresso nella sentenza impugnata secondo cui essi dovevano ritenersi perfettamente consapevoli della situazione di rischio in cui versava il lavoratore.
Il legale rappresentante aveva dimostrato di aver ottemperato regolarmente a quanto previsto dall'art. 2087 c.c., alle prescrizioni in materia di sicurezza e prevenzione e non fosse mai presente nell'unità locale dove si era verificato l'infortunio. Il Direttore non era sempre presente presso lo stabilimento e non lo era il giorno del sinistro. In base alle argomentazioni dei ricorrenti, non sarebbe stato dunque possibile per loro impedire che il lavoratore fosse al posto di manovratore.

Secondo la Cassazione il ricorso è infondato: la circostanza che il legale rappresentate non era quasi mai presente nell'unità locale di Udine e si limitava a compiti meramente amministrativi, non vale ad escluderne la responsabilità, discendendo essa dalla sua qualifica di datore di lavoro come tale certamente tenuto a conoscere e governare l'organizzazione del lavoro e dei turni dei dipendenti, tanto più considerando che costui era perfettamente a conoscenza del numero esorbitante di ore lavorate dai dipendenti, se non anche delle loro specifiche funzioni, posto che i dati gli erano direttamente comunicati da un'impiegata amministrativa, e che sulla base di tali dati erano anche predisposti i pagamenti dei lavoratori.
Analogo discorso vale per il direttore dello stabilimento che materialmente impartiva le istruzioni ai dipendenti e aveva incaricato il lavoratore poi infortunatosi di svolgere quei compiti di manovratore per i quali non era abilitato. Nulla conta la sua saltuaria presenza in azienda non essendo pensabile che una decisione strategica, quale quella di far lavorare i dipendenti un numero esorbitante di ore e di non concedere riposi non fosse riconducibile alla società, al datore di lavoro e al direttore di stabilimento.

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