STUDI E RICERCHE

Energia da fonti rinnovabili: buoni i risultati dell'UE e dell'Italia

29 gennaio 2018
Redazione Banca Dati Sicuromnia

Nel 2016, la quota di energia da fonti rinnovabili nel consumo finale lordo di energia ha raggiunto il 17% nell'Unione europea (UE), il doppio della quota nel 2004 (8,5%), primo anno per il quale sono disponibili dati specifico. Lo riprota una nota informativa di EUROSTAT.

La quota delle energie rinnovabili nel consumo finale lordo di energia è uno degli indicatori principali della strategia Europa 2020. L'obiettivo dell'UE, lo ricordiamo, è di ottenere il 20% di energia nel consumo finale lordo di energia da fonti rinnovabili entro il 2020 e almeno del 27% entro il 2030.
Ogni Stato membro dell'UE, ricorda EUROSTAT ha un proprio obiettivo "Europa 2020" che tiene conto dei diversi punti di partenza, del potenziale di energie rinnovabili e delle prestazioni economiche. Tra i 28 Stati membri dell'UE, 11 fra cui l'Italia hanno già raggiunto il livello richiesto per raggiungere i loro obiettivi nazionali del 2020: Bulgaria, Repubblica ceca, Danimarca, Estonia, Croazia, Lituania, Ungheria, Romania, Finlandia e Svezia. L'Austria è a meno di 1 punto percentuale (pp) dal suo obiettivo del 2020. All'estremo opposto della scala, i Paesi Bassi (8,0 pp dall'obiettivo nazionale 2020), la Francia (7,0 pp), l'Irlanda (6,5 pp), il Regno Unito (5,7 pp) e il Lussemburgo (5,6 pp) sono i più lontani dal i loro obiettivi.

In base ai grafici diffusi da EUROSTAT l'Italia ha visto crescere notevolmente la percentuale di energia in fonti rinnovabili dalla quota lorda di energia: dal 6.3% del 2004 fino al 16.7% del 2013. Il target del 17% era stato già superato nel 2014 (per Eurostat la quota era al 17.1%), per poi stabilizzarsi nei successivi anni al 17.5% del 2015 e al 17.4% del 2016.

Anche il GSE ha recentemente corretto le stime italiane, al rialzo: in particolare, il GSE ha ricalcolato la quota dei consumi energetici complessivi coperta da fonti rinnovabili, nel 2016 sale al 17,41%, in lieve aumento rispetto al 17,35% reso noto lo scorso dicembre 2017.
Cambia anche l'incidenza delle rinnovabili nel settore termico, che dal 18,7% sale al 18,9%.



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