Norme tecniche per le Costruzioni 2018
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Decreto del Fare: si moltiplicano le critiche sul DURT
fonte: 
Redazione Insic
area: 
Edilizia
Decreto del Fare: si moltiplicano le critiche sul DURT L'articolo 50 del Decreto Fare dispone che l'impresa appaltatrice si libera della responsabilità fiscale chiedendo il DURT all'azienda in subappalto secondo procedure stabilite a breve dall'Agenzia delle Entrate. In questo modo se da un lato si elimina la reponsabilità solidale in relazione ai versamenti IVA (ma non a quelli sui contributi da lavoro), dall'altro però il fardello è solamente trasferito da un soggetto ad un altro, mediante l'introduzione di un nuovo adempimento.

Le critiche

Secondo Confindustria: "Invece dell'abrogazione integrale di questo complicato adempimento, che sta paralizzando la filiera dei pagamenti tra imprese, è stato introdotto un ulteriore onere dalla portata interpretativa e applicativa molto incerta".
Anche i Rete Imprese Italia esprime dei dubbi in merito al Decreto, come spiega il presidente Malavasi: "Il testo del Decreto del Fare viaggia in direzione diversa da quella promessa dal Governo. [...] chiedevamo l'abolizione" mentre "troviamo ulteriori adempimenti con l'introduzione del DURT, un nuovo mostro".

Il commento di Paolo Buzzetti

Il presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti commentando la norma introduttiva del Durt ha dichiarato: "In un momento così duro e difficile per le imprese è contro ogni ragionevolezza introdurre uno strumento come il Durt che aggiunge ulteriori oneri burocratici e rischia di bloccare i pagamenti alle imprese, già tartassate dallo Stato, senza aumentare l'efficacia dei controlli".
"Non possiamo tollerare - aggiunge Buzzetti - che si introducano strumenti normativi punitivi per le imprese dell'edilizia già piegate da una crisi senza precedenti che sta mettendo a rischio l'intero comparto industriale."
"Auspichiamo che l'apertura fornita oggi dalla vicepresidente Lanzillotta apra la strada a una soppressione della norma in Senato, come richiesto dal mondo imprenditoriale e da autorevoli rappresentanti istituzionali e parlamentari, ristabilendo il giusto equilibrio tra i doveri dello Stato e quelli delle imprese -conclude il presidente dell'associazione costruttori che aggiunge - se questo impegno verrà tradito scenderemo in piazza"

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