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Bando MACCHINARI INNOVATIVI: il MISE stanzia 265 milioni di euro
25 giugno 2020
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Bando MACCHINARI INNOVATIVI: il MISE stanzia 265 milioni di euro Torna anche quest'anno il Banco Macchinari Innovativi che stanzia con un decreto (Decreto direttoriale 23 giugno 2020) del Ministero dello Sviluppo Economico, ben 265 milioni per investimenti innovativi di PMI e reti d'impresa nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.
Un investimento inferiore a quello del 2019 che arrivava a 340 milioni di euro: i 265 milioni di euro serviranno per sostenere la competitività e la trasformazione tecnologica dei sistemi produttivi nei territori interessati, attraverso l'acquisto di macchinari, impianti e attrezzature innovative.
Le risorse per gli investimenti agevolativi sono finanziati dal Programma operativo nazionale "Imprese e competitività" 2014-2020 FESR e saranno rese disponibili alle imprese attraverso l'apertura di due distinti sportelli, a ciascuno dei quali sarà destinato un ammontare pari a euro 132.500.000,00.
Le domande relative al primo sportello, valutate e gestite da Invitalia, potranno essere compilate a partire dalle ore 10.00 del 23 luglio 2020 mentre l'invio sarà possibile a partire dalle ore 10.00 del 30 luglio 2020.


Le imprese beneficiarie del Bando Macchinari


Possono beneficiare dell'agevolazione le micro, piccole e medie imprese (PMI) che alla data di presentazione della domanda:
• sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese, sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali;
• sono in regime di contabilità ordinaria e dispongono di almeno due bilanci approvati e depositati presso il Registro delle imprese, ovvero hanno presentato, nel caso di imprese individuali e società di persone, almeno due dichiarazioni dei redditi;
• sono in regola con la normativa vigente in materia di edilizia ed urbanistica, del lavoro e della salvaguardia dell'ambiente, nonché con gli obblighi contributivi;
• non hanno effettuato, nei due anni precedenti la presentazione della domanda, una delocalizzazione verso l'unità produttiva oggetto dell'investimento;
• non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
• non si trovano in condizioni tali da risultare imprese in difficoltà
• liberi professionisti iscritti agli ordini professionali o aderenti alle associazioni professionali individuate nell'elenco tenuto dal Ministero dello sviluppo economico ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4 e in possesso dell'attestazione rilasciata in ottemperanza alla medesima legge
• le imprese, fino a un massimo di sei soggetti co-proponenti, in possesso dei requisiti previsti dalla normativa che aderiscono ad un contratto di rete a condizione che tale contratto configuri una collaborazione effettiva, stabile e coerente con gli obiettivi di rafforzamento della competitività e di sviluppo tecnologico connessi alla realizzazione dei programmi proposti.

Settori esclusi dal Bando Macchinari

Sono ammesse le attività manifatturiere, ad eccezione delle attività connesse ai seguenti settori:
• siderurgia;
• estrazione del carbone;
• costruzione navale;
• fabbricazione delle fibre sintetiche;
• trasporti e relative infrastrutture;
• produzione e distribuzione di energia, nonché delle relative infrastrutture.

• Sono inoltre ammesse le attività di servizi alle imprese elencate nell'allegato 3 del decreto ministeriale 30 ottobre 2019.

Programmi di investimento ammissibili

I programmi di investimento ammissibili devono:
• prevedere spese non inferiori a euro 400.000,00 e non superiori a euro 3.000.000,00. Nel caso di programmi presentati da reti d'impresa, la soglia minima può essere raggiunta mediante la sommatoria delle spese connesse ai singoli programmi di investimento proposti dai soggetti aderenti alla rete, a condizione che ciascun programma preveda comunque spese ammissibili non inferiori a euro 200.000,00;
• essere realizzati esclusivamente presso unità produttive localizzate nei territori delle Regioni meno sviluppate;
• prevedere l'acquisizione di tecnologie abilitanti atte a consentire la trasformazione tecnologica e digitale dell'impresa e/o di soluzioni tecnologiche in grado di rendere il processo produttivo più sostenibile e circolare.
• I beni oggetto del programma di investimento devono essere nuovi e riferiti alle immobilizzazioni materiali e immateriali, come definite agli articoli 2423 e seguenti del codice civile, che riguardano macchinari, impianti e attrezzature strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento, nonché programmi informatici e licenze correlati all'utilizzo dei predetti beni materiali.
• Le spese correlate ai programmi di investimento devono essere:
• relative a immobilizzazioni materiali e immateriali, nuove di fabbrica acquistate da terzi;
• riferite a beni ammortizzabili e capitalizzati che figurano nell'attivo patrimoniale dell'impresa e mantengono la loro funzionalità rispetto al programma di investimento per almeno 3 anni dalla data di erogazione a saldo delle agevolazioni;
• riferite a beni utilizzati esclusivamente nell'unità produttiva oggetto del programma di investimento;
• pagate esclusivamente in modo da consentire la piena tracciabilità delle operazioni;
• conformi alla normativa comunitaria in merito all'ammissibilità delle spese nell'ambito dei programmi cofinanziati dai fondi strutturali programmazione 2014-2020;
• ultimate non oltre il termine di 12 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni, fermo restando la possibilità da parte del Ministero di concedere, su richiesta motivata dell'impresa beneficiaria, una proroga del termine di ultimazione non superiore a 6 mesi.

Per maggiori informazioni  
consulta il sito www.mise.gov.it 
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