SCUOLE

Anagrafe edilizia scolastica: Accordo Stato-Regione sui flussi informativi

11 novembre 2016
Redazione InSic.it

La Conferenza unificata Stato-Regioni ha approvato il 10 novembre un accordo che prevede modifiche del tracciato record dell'Anagrafe nazionale dell'edilizia scolastica e del sistema per lo scambio dei flussi informativi. Lo riporta il sito Italiasicura.
Si tratta di un ulteriore passo in direzione della trasparenza e della completezza dei dati dell'Anagrafe, strumento fondamentale per la conoscenza dello stato degli edifici scolastici.

L'Anagrafe dell'Edilizia scolastica
Il progetto di una Anagrafe dell'edilizia scolastica (di cui si parla da quasi vent'anni) risale già già alla Legge n.23/1996 che la istituì; con la pubblicazione della Legge sulla Buona Scuola L. n.105/2015 (approvata il 9 luglio 2015 ed entrata in vigore il 16 luglio 2015) l'Anagrafe è stata di fatto rilanciata raggiungendo oltre 42mila (42.292) edifici scolastici censiti, di cui 33.825 risultati attivi, cioè adibiti ad ospitare attività connesse con la vita scolastica, in base ai dati ministeriali di agosto 2015.
Il Miur attraverso il sito "Scuola in Chiaro" rende disponibili i dati sui singoli istituti del paese, al fine di costituire un "fascicolo elettronico dell'edificio", in cui far confluire tutti i dati disponibili e aggiornati su ciascuna scuola, aggiungendo anche nuovi record per monitorare l'amianto e altre voci attualmente non censite.

L'Accordo Stato-Regioni
In base all'Accordo raggiunto il 10 novembre in sede di Conferenza Stato-Regioni tutti i dati relativi ad ogni scuola saranno condivisi dalle Regioni e dall'Amministrazione centrale e saranno aggiornati in maniera automatica e non più periodica.
Ciò per consentire una programmazione più efficace degli interventi sulla base di informazioni compete e aggiornate.
Le risorse per la modifica del tracciato record e per la realizzazione del nuovo sistema informativo regionale deriveranno dalle risorse dei Fondi di investimento europei (PON 2014-2020) e saranno a carico del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca.



Per maggiori informazioni  
consulta il sito italiasicura.governo.it 

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