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| Titolo |
Edilizia residenziale, uno sguardo ai recenti atti regionali |
| Fonte |
redazione insic |
| Data |
28 luglio 2010 |
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In attesa delle stringenti disposizioni della Manovra, sui fondi per la realizzazione dell’edilizia residenziale, si diversificano le iniziative regionali a favore dell’housing sociale.
Emilia Romagna Nel caso dell’Emilia Romagna si parla addirittura della creazione di un fondo immobiliare etico con l’obiettivo di contrastare il disagio abitativo che affligge fasce sempre più ampie della popolazione, a partire dai giovani. Un protocollo di collaborazione tra sei Fondazioni bancarie e Regione permetterà di costituire in poco tempo uno strumento strategico per le politiche abitative regionali. Grazie alle Fondazioni vengono mobilitati 100 milioni di euro, che consentiranno di riqualificare pezzi di città e mettere a disposizione circa 2000 appartamenti in più. Il Fondo immobiliare avrà un patrimonio iniziale di 35 milioni di euro che consentirà di accedere al Sistema integrato di fondi nazionale e locale (con una dotazione di oltre 2,6 miliardi di euro, di cui 1 miliardo della Cassa Depositi e Prestiti, 150 milioni del ministero del Tesoro e 1,5 miliardi da alcune banche e una decina di casse di previdenza private) previsto dal cosiddetto "Piano Casa.
L’Umbria Anche l’Umbria è sensibile alle problematiche dell’Housing sociale: è stata recentemente dettata una apposita disciplina degli interventi di locazione a termine previsti nell'ambito dei Piani triennali di edilizia residenziale pubblica 2004-2006 e 2008-2010. L'atto, che di prossima pubblicazione nel B.U.R. Umbria, prevede che gli alloggi realizzati in locazione a termine vengano affittati entro due anni dalla data di ultimazione dei lavori, pena la revoca della quota di contributo relativa all'alloggio non locato. Prevede, inoltre, che il periodo di locazione, non inferiore a otto anni, decorre dalla data di ciascuna assegnazione o stipula del contratto di locazione, che sin dall'inizio della locazione i beneficiari devono essere in possesso dei requisiti previsti dal Piano triennale e che la verifica dei requisiti soggettivi viene affidata ai Comuni territorialmente competenti.
Campania Intanto anche in Campania si accende il dibattito sullo stato dell’edilizia residenziale regionale, a seguito della diffusione dei dati Cresme presentati nel corso di un convegno organizzato da Ance Campania in collaborazione con la Regione e l'Anci. I dati confermano un netto calo nella compravendita delle abitazioni (-19% tra il 2000 e il 2009) unito a una diminuzione della produzione residenziale (-12,6% nel 2010). Fra le proposte avanzate dalla giunta regionale, anche la possibilità di riaprire i termini per le amministrazioni locali, affinché compiano scelte volte all'identificazione di aree nelle quali realizzare iniziative di riqualificazione urbana, promuovendo l'edilizia sociale e la semplificazione delle procedure. Inoltre, si prevede una modifica delle previsioni del Piano Casa nazionale. Con l'introduzione della “moneta urbanistica”, la Regione Campania si segnala come la prima ad aprire una logica di urbanistica negoziata". |
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