APPROFONDIMENTO
Su Ambiente&Sicurezza sul Lavoro 5/2015 si parla di...Sistri e non solo
fonte: 
Rivista Ambiente&Sicurezza sul Lavoro
area: 
Tutela ambientale
Su Ambiente&Sicurezza sul Lavoro 5/2015 si parla di...Sistri e non solo Il numero di maggio della rivista Ambiente&Sicurezza sul Lavoro è online (PER GLI ABBONATI) e affronta tematiche di stretta attualità.

Per la parte di "Tutela ambientale" della rivista Ambiente&Sicurezza sul Lavoro, affrontiamo nuovamente due argomenti scottanti: da una parte il Sistri con riferimento ad una serie di sanzioni di natura amministrativa, legate all'iscrizione e al pagamento del contributo annuale, in vigore a partire dal 1 aprile 2015 ed in vista della piena attuazione del Sistema di tracciabilità.

Dall'altra riportiamo l'analisi di un caso di cronaca: quello relativa alla "discarica di Bussi", in Abruzzo, la "discarica di veleni più grande d'Europa" per la quale la Corte di Assise di Chieti ha pronunciato una sentenza di assoluzione degli imputati.

Il Sommario completo del numero di aprile di Ambiente&Sicurezza sul lavoro è disponibile in allegato alla notizia. In allegato anche il modulo da inviare via fax (06 33111043) per abbonarsi alla rivista Ambiente&Sicurezza sul Lavoro.
Ecco un abstract degli articoli di maggio 2015.

SISTRI, applicazione del Sistema e aspetti sanzionatori
di Stefano Sassone
A partire dal 1° aprile 2015, per la prima volta dall'introduzione del Sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti, trovano applicazione una serie di sanzioni di natura amministrativa, legate all'iscrizione e al pagamento del contributo annuale. Il SISTRI sarà pienamente operativo da gennaio 2016.

Discarica di Bussi: un disastro ambientale "senza colpevoli"
di Andrea Quaranta
Non è semplice riassumere una vicenda così complessa e risalente nel tempo come quella relativa alla "discarica di Bussi", in Abruzzo, dove qualche anno fa è scoppiato il caso della "discarica di veleni più grande d'Europa", in relazione al qual la Corte di Assise di Chieti ha pronunciato una sentenza di assoluzione degli imputati per uno dei due reati contestati (avvelenamento delle acque), "perché il fatto non sussiste", e dichiarato il "non doversi procedere" per il secondo (disastro ambientale, derubricato a delitto colposo di danno) per intervenuta prescrizione.

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