DAL GOVERNO
Protocolli internazionali ambientali: in vista un disegno di legge di ratifica
fonte: 
Redazione InSic
area: 
Tutela ambientale
Protocolli internazionali ambientali: in vista un disegno di legge di ratifica Durante il Consiglio dei Ministri n.94 dello scorso 4 dicembre, il Governo, fra i vari atti esaminati e vagliati, ha approvato un disegno di legge di ratifica ed esecuzione di importanti Accordi in materia ambientale.
Molti sono gli accordi in materia ambientale di cui si aspetta la ratifica con questo disegno di legge: dall'Emendamento DOHA del 2012 al Protocollo di Kyoto, al protocollo La Valletta del 2002, sulle questioni attinenti il trasporto marittimo e la protezione dell'ambiente marino e costiero, senza dimenticare il protocollo Kiev del 2003 sull'impatto ambientale in un contesto transfrontaliero.

Ecco gli accordi oggetto del Disegno di legge di ratifica:
Emendamento di Doha al Protocollo di Kyoto alla Convenzione quadro delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici, fatto a Doha l'8 dicembre 2012 che prevede gli obiettivi vincolanti di riduzione delle emissioni. In particolare l'Unione europea con ciascuno Stato membro e l'Islanda hanno sottoscritto una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 20 per cento rispetto ai livelli del 1990;

• Accordo tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e Islanda, dall'altra, per quanto concerne la partecipazione dell'Islanda all'adempimento congiunto degli impegni dell'Unione europea, dei suoi Statti membri, e dell'Islanda per il secondo periodo di impegno del Protocollo di Kyoto dalla Convenzione quadro delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici, fatto a Bruxelles il 1° Aprile 2015. Nello specifico l'Accordo definisce i termini che disciplinano la partecipazione dell'Islanda nell'adempimento congiunto degli impegni da parte dell'Unione, dei suoi Stati membri e dell'Islanda. In particolare il Paese dovrà applicare le normative dell'Ue, anche per quanto riguarda il monitoraggio, la comunicazione e la verifica delle emissioni;

• Protocollo relativo alla cooperazione in materia di prevenzione dell'inquinamento provocato dalle navi e, in caso di situazione critica, di lotta contro l'inquinamento del mare Mediterraneo, fatto a La Valletta il 25 gennaio 2002. Il Protocollo è caratterizzato da un approccio globale verso tutte le questioni attinenti il trasporto marittimo e la protezione dell'ambiente marino e costiero. Il Protocollo considera come sostanze inquinanti il petrolio e tutte quelle sostanze che, se introdotte nell'ambiente marino, sono in grado di generare rischi per la salute umana, di nuocere alle risorse viventi e alla vita marittima, di danneggiare le attrattive o di interferire con altri usi legittimi del mare;

• Decisione II/14 recante emendamento alla Convenzione di Espoo, adottata a Sofia il 27 febbraio 2001. L'emendamento serve a precisare che il pubblico autorizzato a partecipare alle procedure previste dalla Convenzione include anche la società civile, in particolare le organizzazioni non governative, e apre la Convenzione all'adesione di Paesi all'adesione di Stati esterni alla regione dell'UN/ECE (United Nations - Economic Commission for Europe).

• Decisione III/7 recante il secondo emendamento alla Convenzione di Espoo, adottata a Cavtat i giorni 1-4 giugno 2004. L'emendamento disciplina alcune questioni istituzionali della Convenzione;

• Protocollo sulla valutazione ambientale strategica alla Convenzione sulla valutazione dell'impatto ambientale in un contesto transfrontaliero, fatto a Kiev il 21 maggio 2003. Nello specifico gli obiettivi del protocollo sono:
1) garantire che nella preparazione dei piani e programmi si tenga conto delle considerazioni ambientali e sanitarie,
2) contribuire alla considerazione delle questioni ambientali e sanitarie nell'elaborazione programmatica e legislativa,
3) istituire procedure chiare, trasparenti ed efficaci per la valutazione ambientale strategica,
4) prevedere la partecipazione del pubblico alla valutazione ambientale strategica e
5) integrare in tal modo le questioni ambientali e sanitarie nelle misure e negli strumenti a favore dello sviluppo sostenibile.

Per maggiori informazioni  
consulta il sito www.governo.it 
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