APPROFONDIMENTO
DL Terra dei Fuochi: le novità della conversione in legge
fonte: 
Redazione Insic
area: 
Tutela ambientale
DL Terra dei Fuochi: le novità della conversione in legge Il Decreto Legge "Terra dei Fuochi" (D.L. 136/2013) che reca disposizioni per le situazioni di emergenza ambientale in Campania e in Puglia è stato convertito in legge, ed è prossimo alla pubblicazione in Gazzetta.

Lo riporta ufficialmente il sito della Camera che fa il punto sulle disposizioni del provvedimento: la prima parte del decreto reca disposizioni volte a far fronte alla grave situazione di emergenza ambientale nel territorio compreso tra le province di Napoli e Caserta, interessato dal fenomeno dei roghi di rifiuti tossici, denominato "Terra dei fuochi". Un secondo gruppo di disposizioni modifica la disciplina degli stabilimenti di interesse strategico nazionale, e segnatamente dell'Ilva di Taranto. Ulteriori disposizioni riguardano, inoltre, la proroga di alcune gestioni commissariali e la disciplina dei commissari per la difesa del suolo.

La Camera riporta che il decreto legge è stato sostanzialmente modificato nel corso dell'esame parlamentare (ed approvato dal Senato il 5 febbraio) e descrive le tematiche principali del testo che si riferiscono a:
-Mappatura dei terreni agricoli in Campania e la bonifica dei siti
-Reato di combustione illecita dei rifiuti e l'utilizzo del personale delle forze armate
-Gli studi epidemiologici e i controlli sanitari
-Disposizioni riguardanti l'Ilva di Taranto
-Gestioni commissariali
-I commissari per il dissesto idrogeologico

Ci concentriamo in particolare sulla novità più rilevante, l'introduzione del Reato di combustione illecita dei rifiuti (comma. 1 dell'articolo 3 del DL 136/2013), come art. 256-bis e che prevede per i roghi illeciti la reclusione da 2 a 5 anni, specifiche ipotesi aggravate, la confisca dei mezzi usati per il trasporto dei rifiuti da bruciare nonché la confisca delle aree dove è commesso il reato.
Durante l'esame in Commissione, si legge, l'articolo è stato modificato prevedendo l'obbligo del ripristino dello stato dei luoghi o del pagamento delle spese relative alla bonifica da parte del responsabile del reato, nonché l'aumento della pena in determinate fattispecie.

Il reato di "combustione illecita di rifiuti" è una figura di reato attualmente assente dall'ordinamento, e dunque prevede
-la reclusione da 2 a 5 anni, specifiche ipotesi aggravate, la confisca dei mezzi usati per il trasporto dei rifiuti da bruciare nonché la confisca delle aree dove è commesso il reato
-l'obbligo del ripristino dello stato dei luoghi o del pagamento delle spese relative alla bonifica da parte del responsabile del reato, nonché l'aumento della pena in determinate fattispecie.

Il comma 2 dell'articolo 3 del convertito DL 136/2013 aggiunge la possibilità che i prefetti delle province della regione Campania, nell'ambito delle operazioni di sicurezza e di controllo del territorio, si avvalgano di personale militare delle forze armate (850 unità di personale).

L'articolo 4, infine estende gli obblighi di informazione del PM in sede di esercizio dell'azione penale anche in relazione ai reati ambientali previsti dal Codice dell'ambiente (D.Lgs 152/2006) e dal codice penale.

Il decreto Terra dei Fuochi è stato oggetto del recente articolo di G. Amendola: "Combustione dei rifiuti, un commento al Dl Terra dei Fuochi" che troverete in allegato.
L'autore svolge una interessante analisi del nuovo reato alla luce del quadro normativo del Testo unico Ambientale, svelando le ambiguità e le incoerenze rispetto al sistema sanzionatorio ambientale, e commentando la reale incisività nel contrasto ai fenomeni di criminalità organizzata.

Per maggiori informazioni  
consulta il sito www.insic.it 
oppure scrivi a amsl@epcperiodici.it  
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