LA SENTENZA
Lavoratori all'estero: rischi prevedibili e non prevedibili da valutare
fonte: 
Redazione InSic
area: 
Salute e sicurezza sul lavoro
Lavoratori all'estero: rischi prevedibili e non prevedibili da valutare Ospitiamo nelle nostre pagine, il contributo dell'Avvocato Valerio Silvetti del Foro di Roma, che riguarda la valutazione dei rischi nel caso di lavoratori operanti all'estero. Quali rischi considerare, quali aspetti formativi e informativi andrebbero assicurati?

Il sistema della "sicurezza sul lavoro", seppur completo per gli operatori nazionali, potrebbe nascondere insidie per coloro che operano, o si accingono a farlo, a livello internazionale.

Il possibile "intreccio" di ordinamenti giuridici differenti e normative proprie dei singoli Stati potrebbe impedire di riconoscere la normativa di sicurezza applicabile, un eventualità superabile grazie alle disposizioni di diritto internazionale e nello specifico della Convenzione di Roma del 19 giugno 1980 sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali. Nel caso di un dipendente assunto da una società italiana ma dislocato all'estero, le medesime tutele previste dal nostro ordinamento giuridico vengono offerte anche al lavoratore il cui rapporto sia regolato dalla legge di un altro Stato membro dell'Unione Europea.
Bisogna sottolineare come il sistema di salute e sicurezza non è influenzabile dalla veste giuridica che si intende dare al rapporto che lega il lavoratore alla società: distacco, trasferta o trasferimento. Infatti, indipendentemente dalla qualificazione, permarrà sempre in capo al datore di lavoro l'obbligo giuridico della "valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza" con la conseguente elaborazione del documento di valutazione dei rischi (DVR), così come disciplinato dagli artt. 15, 17 e 28 del D.Lgs. n. 81/2008.

Nell'articolo dell'Avv. Valerio Silvetti del Foro di Roma, (che riportiamo in allegato) si passano in rassegna i "rischi presenti sul luogo di lavoro" che devono essere valutati dal datore di lavoro, in particolare quelli di natura "straordinaria", ovvero distanti rispetto a quelli maggiormente conosciuti e certamente valutati dalle società (quali ad esempio: i rischi dovuti alla movimentazione manuale dei carichi, all'uso di videoterminali, al rumore ed alla vibrazioni, ai campi magnetici, alle radiazioni ottiche, ai campi chimici, all'esposizione all'amianto, ecc..).

Nell'articolo si riporta, a titolo di esempio, un caso di specie, quello che ha visto protagonista il personale del Maggio Musicale Fiorentino che, durante la tournée in Giappone nel marzo 2011, ha assistito ad un terremoto con conseguente esposizione a contaminazioni nucleare. Un fatto che rientrerebbe all'interno delle tematiche di "eventi atmosferici" e "gestione delle emergenze", ovvero una fattispecie non prevedibile ex ante, ma certamente gestibile mediante un precedente ed adeguato iter informativo e formativo rivolto a tutti i soggetti coinvolti.

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