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Certificati bianchi: consultazione pubblica aperta fino a settembre
fonte: 
Redazione InSic
area: 
Edilizia
Certificati bianchi: consultazione pubblica aperta fino a settembre A partire dal 28 luglio fino al 30 settembre 2015 è aperta sul sito del Ministero dell'Ambiente la Consultazione pubblica sul Meccanismo dei Certificati Bianchi, lo strumento, di matrice internazionale per la promozione dell'efficienza energetica negli usi finali.

Dall'avvio del meccanismo sono stati emessi oltre 31 milioni di titoli e contabilizzati più di 20 Mtep di risparmi di energia primaria, sottolinea il ministero dello Sviluppo Economico che con il Minister dell'Ambiente ha redatto il Documento oggetto di consultazione, che illustra le linee di riforma del sistema che dovrebbe comportare un uso più efficiente ed efficace delle risorse, così come previsto dalla legge e in vista degli obiettivi nazionali da raggiungere al 2020.

Chi è interessato può scrivere a certificatibianchi@mise.gov.it e consultare il documento.

Le ragioni della Consultazione
Si spiega nel Documento 8disponibile in allegato in formato PDF, che con riferimento al D.Lgs. 102/2014 (vedi il nostro aggiornamento) è previsto l'aggiornamento delle Linee Guida EEN 9/11, recanti le modalità di presentazione dei progetti di efficienza energetica, per un miglior raccordo con gli altri strumenti previsti dallo stesso decreto (precisamente, l'efficientamento degli immobili pubblici e il Fondo per l'efficienza energetica) e per -migliorare l'efficacia del meccanismo, anche con eventuali modifiche della soglia dimensionale richiesta;
-valorizzare i risparmi energetici derivanti da misure volte al miglioramento comportamentale; prevenire comportamenti speculativi.

Inoltre, l'aggiornamento delle Linee Guida, in attuazione di quanto previsto dall'art.7 del D.lgs. 102/2014, è finalizzato a superare alcune rilevanti criticità incontrate in fase di attuazione, quali:
a. il rischio di conteggiare risparmi e attribuire certificati per risparmi futuri o solo potenziali, che potrebbero non essere realizzati a causa di dismissioni o riqualificazioni anticipate degli impianti dovute, ad esempio, all'andamento del mercato o a logiche di obsolescenza commerciale e tecnologica del bene; ciò comporta un rischio molto elevato per il sistema e comunque un fenomeno di sovrastima del risparmio effettivamente prodotto, difficile da gestire;
b. la necessità di aggiornare il ruolo, le conseguenti responsabilità ed i diritti nei confronti del GSE di quelli che le attuali Linee guida chiamano "soggetto proponente" e "cliente partecipante";
c. la necessità di una metodologia più oggettiva, o comunque maggiormente definita ex-ante, per la valutazione dei progetti dei settori industriali e infrastrutturali, in modo da orientare fin dall'inizio il proponente su cosa debba assumere come baseline, a vantaggio dell'efficacia e della rapidità della successiva procedura di valutazione e per evitare il fenomeno della sovra-allocazione;
d. l'assenza di una modalità efficace per tener conto dell'evoluzione tecnologica nel corso della vita del progetto, che dovrebbe portare a rivedere la durata del sostegno pubblico o comunque a non assumere necessariamente l'intera vita tecnica (peraltro potenziale) come parametro uniforme di riferimento.

L'aggiornamento dovrebbe dunque:
promuovere le competenze dei soggetti ammessi, come già previsto all'art.12, comma 5, del D.lgs. 102/2014, che introduce l'obbligo di certificazione UNI 11352 e UNI CEI 11339; eliminare i rischi di sovra-remunerazione;
premiare le tecnologie più efficienti attraverso una più chiara definizione del principio di addizionalità; razionalizzare, armonizzare e differenziare opportunamente i diversi strumenti di sostegno dell'efficienza energetica vigenti, al fine di indirizzare correttamente le risorse a disposizione; rivedere le modalità per il riconoscimento dei titoli di efficienza energetica al fine di eliminare il rischio di riconoscerli per risparmi che potrebbero non essere realizzati; aggiornare i ruoli del soggetto presentatore del progetto e del soggetto realizzatore dell'investimento; precisare le modalità di effettuazione dei controlli.

Il Documento ha quindi l'obiettivo di illustrare le nuove misure che il Ministero dello sviluppo economico, di concerto con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, intende introdurre per qualificare e potenziare il meccanismo, per un uso più efficiente ed efficace delle risorse, in vista degli obiettivi nazionali da raggiungere al 2020.

Il Meccanismo dei Certificati Bianchi
Il meccanismo dei Certificati Bianchi, introdotto con i decreti ministeriali 24 aprile 2001, rappresenta una delle prime esperienze, a livello internazionale, di applicazione di uno strumento di mercato alla promozione dell'efficienza energetica negli usi finali.
Il meccanismo si configura come un regime obbligatorio di risparmio di energia primaria, posto in capo ai distributori di energia elettrica e gas naturale con più di 50.000 clienti. L'obbligo è determinato sulla base del rapporto tra la quantità di energia elettrica e gas naturale dagli stessi distribuita e la quantità distribuita sul territorio nazionale dalla totalità dei soggetti obbligati.
I soggetti obbligati possono adempiere al proprio obbligo realizzando progetti in proprio o acquistando i titoli di efficienza energetica (i c.d. "Certificati Bianchi") sul mercato gestito dal Gestore dei Mercati Energetici (GME) o attraverso contratti bilaterali.
I progetti possono essere presentati sia dai soggetti obbligati, sia da altri soggetti, quali: distributori non obbligati, società di servizi energetici, società con obbligo di nomina dell'energy manager, società che provvedono alla nomina di un responsabile per la conservazione e l'uso razionale dell'energia o si dotino di un sistema di gestione dell'energia certificato in conformità alla norma ISO 50001.
Sono ammissibili gli interventi di miglioramento dell'efficienza energetica realizzati in diversi ambiti: settore industriale, residenziale, terziario, dei trasporti, agricolo e pubblica illuminazione, e riguardanti differenti tipologie di progetti.

Per ulteriori informazioni si consiglia la lettura integrale del Documento

Per maggiori informazioni  
consulta il sito www.sviluppoeconomico.gov.it 
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